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Rasff: bilancio delle campagne di richiamo e di ritiro dei prodotti a livello europeo realizzate nel 2020

La Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del ministero della Salute ha redatto anche quest’anno un rapporto riguardante le principali problematiche sanitarie emerse nel corso del 2020, mettendo in evidenza i principali rischi notificati dai Paesi membri attraverso il sistema Rasff. Il sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi in ambito europeo (Rasff), consente infatti di notificare in tempo reale i rischi diretti e indiretti per la salute pubblica connessi ad alimenti, mangimi e materiali a contatto con gli alimenti e di adottare in modo tempestivo le necessarie misure di salvaguardia.

Nel corso dell’anno le notifiche pervenute sono state 3.783, a fronte delle 4.000 segnalazioni del 2019 e le 3.622 segnalazioni del 2018. Tra tutte le notifiche pervenute: 3.490 hanno riguardato l’alimentazione umana, 172 quella animale e 121 i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti (Moca). C’è di più, tra le notifiche ricevute 1.403 sono state classificate come allerta (pari al 37,1%) e hanno riguardato prodotti distribuiti sul mercato, mentre 1.046 si riferiscono a prodotti di importazione respinti ai confini (pari al 27,6%). Le restanti notifiche riguardano informazioni che invitano a focalizzare l’attenzione su un prodotto oltre ad aggiornamenti sulle varie fasi delle operazioni in corso. Per quanto concerne le non conformità riscontrate nei prodotti di origine italiana il maggior numero di notifiche ha riguardato i cereali e prodotti da forno (17), molluschi bivalvi (16), carne (escluso il pollame) (16), frutta e vegetali (13) e latte e prodotti a base di latte (11).

Le 3.783 notifiche generate nel Rasff possono essere anche suddivise nelle diverse tipologie di controllo/segnalazioni

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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