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La pubblicità dei prodotti alimentari: convegno a Roma dell’Agcm e dell’Iap. Intervengono le associazioni dei consumatori e Il Fatto Alimentare

Giovedì 18 ottobre a Roma si terrà il convegno organizzato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e dall’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria sul tema:

 

«La comunicazione commerciale dei prodotti e degli integratori alimentari: i principi e le novità. Confronto fra Istituzioni, Imprese e Consumatori»

 

Il fatto alimentare è stato invitato ad intervenire, insieme ad Altroconsumo e all’Unione nazionale consumatori per evidenziare problemi e criticità

  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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3 Commenti

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    alfredo clerici

    Caro direttore,
    in occasione di questo convegno (al quale certo presenzierai autorevolmente) ti segnalo un paio di considerazioni, a mio avviso meritevoli di approfondimento.
    L’UE (oltre che il semplice buon senso) ci insegna che le sanzioni, per essere utili, devono essere, tra l’altro, PROPORZIONATE e DISSUASIVE.
    La realtà, come ben sai, è un pochino diversa.
    Come può definirsi proporzionata una sanzione di poche migliaia di euro comminata a fronte di campagne pubblicitarie che hanno fruttato al furbetto cifre ben più alte.
    E come può essere efficace un provvedimento che, per quanto severo, viene conosciuto solo da pochi addetti ai lavori, mentre sarebbe ben più dissuasivo, appunto, imporre al colpevole di diffonderne i contenuti con gli stessi mezzi (TV, stampa) che per mesi hanno bombardato i consumatori.

    Un caro saluto.

    Alfredo Clerici

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    Sono perfettamente daccordo con la proposta di Alfredo Clerici, e data la V. s "dichiarata imparzialità anche nei confronti dei v.s inserzionisti", mi piacerebbe fosse da Voi portato all’attenzione del convegno il ripetersi di gravi forme di illegalità comunicativa che rimangono al massimo fra gli addetti ai lavori (magari solo sanzionate localmente e quindi lettera morta) e non vengono portate dalle v.s organizzazioni all’attenzione degli oragani competenti e, tramite organi di stampa, del vasto pubblico dei consumatori, l’utilizzo ingannevole e contrario alla lettera delle leggi, di claims tipo "latte UHT prodotto con Lattefresco di alta qualità, prodotti "surriscaldati " "prodotti con latte fresco di alta qualità (non utilizzabile perché prodotto confezionato) "(vedi interventi su newsfood), che costituiscono per più ragioni nel messaggio "comunicazione pubblicitaria ed etichettatura ingannevole per i consumatori".
    Cordiali saluti,
    C.Pinelli

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    Il consumatore medio, che non sa cosa è un dispositivo medico, spesso, secondo me, acquista un integratore alimentare di erbe e piante medicinali credendo di acquistare un farmaco, perché sulla confezione trova il termine "medico" e non "alimentare".
    Per rientrare nella definizione di dispositivo medico l’azienda tende a non dichiarare il reale titolo predominante.
    http://www.youtube.com/watch?v=gcKUCWcHxPI