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Il Mulino Bianco di Antonio Banderas può macinare solo olive e non grano per la farina dei biscotti. Forse è ora di cambiare lo spot

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Le macine di pietra che si vedono nello spot di Antonio Banderas non possono macinare il grano essendo macine costruite per schiacciare olive.

Dopo l’infelice dichiarazione di Guido Barilla di non voler fare spot pubblicitari con famiglie omosessessuali, e le repentine scuse arrivate il giorno dopo per evitare disastrosi crolli di vendite sui mercati di mezzo mondo, la vicenda sembra chiusa. Sempre nell’ambito pubblicitario dell’azienda di Parma c’è però un’altra gaffe che merita la riflessione di Guido Barilla. Stiamo parlando dello spot televisivo dei biscotti le Macine Mulino Bianco.

 

Il mulino che si vede sullo schermo – costruito appositamente dalla società per gli spot pubblicitari – è un “falso“, perchè rappresenta una struttura adatta a macinare olive e non grano come lascia intendere Antonio Banderas. Nei vecchi mulini destinati a produrre olio le macine in pietra erano verticali, proprio come quelle che si vedono nello spot dei biscotti a fianco dell’attore. Quelli destinati a macinare grano avevano macine orizzontali (vedi foto sotto). Il mulino a pietra per il frumento era costituito da due grandi pietre orizzontali sovrapposte, una fissa e l’altra girevole. I chicchi cadevano dall’alto e, attraverso le scanalature delle pietre e la forza centrifuga, venivano ridotti a farina. Spesso le macine in pietra non si vedevano perché erano racchiuse in una “cassa” di legno per raccogliere la farina. Barilla sa che una pubblicità come quella del Mulino Bianco ripetuta centinaia di volte per anni fa “cultura”, e proporre agli spettatori un errore così grossolano non è certo un comportamento in linea con la serietà della società (1).

 

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Ricostruzione di un mulino ad acqua per grano (da Macchine agricole di Giovanni Pandini)

Il mulino di Banderas è probabilmene il frutto di esigenze sceniche degli esperti di comunicazione, che hanno ritenuto la macina di pietra verticale un modo più efficace per attirare l’attenzione dei telespettatori. Tutto ciò è però impreciso.

 

Un anno fa abbiamo chiesto all’azienda di modificare lo spot ma niente è cambiato. In seguito alla gaffe sui gay e il repentino ripensamento di Guido Barilla, la società ha fatto autocritica, dimostrando una buona dinamicità. Dopo questa iniziativa di grande rilievo mediatico, confidiamo in un ripensamento anche sul mulino per ristabilire una verità storica del mondo agricolo che non dovrebbe essere falsificata per una manciata di biscotti.

 

(1) Il mulino di Chiusdino, scelto da Barilla negli anni ’90 per girare i suoi spot, si chiama Mulino delle Pile. Fu costruito nei primi anni del 1200 dai Monaci della vicina Abbazia di Serena e la struttura è dotata di macine orizzontali.  Oggi il mulino di Chiusdino è la sede di un agriturismo e non viene più usato per la pubblicità.

 

Roberto La Pira

© Riproduzione riservata

Foto: Photos.com

  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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8 Commenti

  1. Anni addietro (mi pare fosse sempre in uno sopt di Barilla)
    un contadino con una falce da fieno (a manico lungo come quella della “morte” giusto per capirsi) mieteva il grano.
    E’ anche questa una rappresentazione errata in quanto il grano si mieteva con la falce a manico corto (quella del simbolo comunista).
    Con la mano sinistra si stringeva un pugno di spighe creando il “mannello” con la destra lo si tagliava e le spighe andavano poi ammucchiate tutte insieme.
    Giammai si sarebbe mietuto con la falce fienaria disperdendo le preziose spighe a terra.
    Allora scrissi alla ditta, non ottenni risposta.

  2. Sono una nonna,penso che il mulino bianco con la sua pubblicità ci abbia accompagnato con immagini di serenità e amore alla famiglia,indipendentemente dagli errori tecnici……,e soprattutto in questi ultimi tempi di confusione di idee concrete e salde,ci fa passare un momento rilassato……
    Sono quindi dispiaciuta che il direttore si sia dovuto scusare pubblicamente per un personale pensiero…….
    Il rispetto di ogni singola persona é sacrosanto,ma penso che non si possa cedere alle proprie convinzioni solo per paura di un crollo di mercato o di un ricatto…….
    Si lotta e si combatte soprattutto vivendo e portando avanti il proprio credo con sicurezza e magari con un sorriso…..!!! Continuerò a comprare i prodotti del “mulino bianco”, anche per i miei nipoti, sperando in una pubblicità “sana” che possa essere vista da tutta la famiglia
    Grazie dell,attenzione. Gemma

  3. Eh, me n’ero accorta persino io che m’intendo molto poco di agricoltura che c’era qualcosa che non andava.
    Comunque sia ho avuto modo di conoscere il team che coordina i laboratori scientifici Barilla e mi sono sembrate ottime persone: attente, competenti e pure simpatiche. Da quando li conosco mangio più volentieri i loro prodotti… Poi è ovvio che sono ormai una multinazionale che risponde a logiche molto commerciali e a volte incappa in errori d’immagine e comunicazione, ma credo ci sia molto di peggio!

  4. Attirerei l’attenzione sulla pubblicità con Banderas che riporta, almeno così si capisce, che cuocendo i biscotti con il vapore questi sono meno grassi. Come può essere vero?
    Grazie per una risposta in merito.

  5. Subito dopo la mia domanda delle 20:48 ho letto l’articolo che esamina con competenza la mia domanda. Pertanto sono soddisfatto di quanto letto sull’argomento ed in special modo sulla presenza di acrilamide nei preparati in forno. grazie

  6. rossana quarto

    Penso sarebbe meglio essere più elastici sullarappresentazione pubblicitaria e più severi sugli ingredienti….una volta tutelato il consumatore sulla sua salute,Banderas potrebbe pure sfornare biscotti in mezzo al mare!!!

  7. Perchè, c’è qualcuno che davvero crede che tutta la farina derivi dalla macina di Banderas? Mah!
    Leggete tutti gli ingredienti, poi preparatevi i vostri biscotti con sano burro, basta mangiarne meno.

  8. Si, ma allora cito la Nesquick perché i cereali non me li porta un coniglio parlante? Se si tratta di salute, come dice rossana quarto, di carne ottenuta strizzando le ossa, ok, ma vediamo di non esagerare. I mugnai non sono alti come un puffo (vedi vecchi spot del piccolo mugnaio e Clementina) ma era una pubblicità bellissima che mi ha divertito tutta l’infanzia…