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Censurata la pubblicità dell’integratore Lattoferrina 200 Immuno: per lo Iap ci sono richiami inopportuni al coronavirus

Lattoferrina integratoreL’Istituto di autodisciplina pubblicitaria ha censurato la pubblicità di un integratore alimentare a base di lattoferrina perché considerata ingannevole. Il provvedimento, arrivato con l’ingiunzione n. 54/20 del 28 ottobre del Comitato di controllo nei confronti di PromoPharma Spa, riguarda l’inserzione relativa al prodotto Lattoferrina 200 Immuno comparsa sul Corriere della Sera del 28 ottobre. Secondo lo Iap il messaggio pubblicitario in questione, “Lattoferrina l’alleato naturale contro il coronavirus*”, sarebbe in contrasto con l’articolo 2 del Codice di autodisciplina pubblicitaria sulla comunicazione commerciale ingannevole.

La pubblicità censurata proponeva l’integratore come “Un aiuto concreto per il sistema immunitario” con un diretto riferimento all’azione sul coronavirus –“Lattoferrina l’alleato naturale contro il coronavirus” – che sarebbe dimostrata da un recente studio scientifico, citato per accreditarne l’efficacia. “Ad avviso del Comitato di controllo, – scrive lo Iap – una simile comunicazione risulta inopportuna e scorretta proprio per il richiamo all’attuale situazione di emergenza sanitaria determinata dal Covid-19, noto a tutti come un coronavirus, che colpisce soprattutto le vie respiratorie.

La pubblicità censurata attribuirebbe “inequivocabilmente al prodotto pubblicizzato caratteristiche ed effetti suscettibili di generare erronee aspettative nel consumatore”. Un lettore che, in questo periodo di pandemia, è più suscettibile dal punto di vista emotivo.  “La comunicazione in questione infatti è tale da poter accreditare – ingiustificatamente – il prodotto come strumento di prevenzione per l’attuale situazione sanitaria di emergenza, potendo altresì abbassare, o orientare non correttamente, il senso di vigilanza da parte del pubblico.” scrive lo Iap.

Inoltre, – prosegue il Comitato di controllo – risulta scorretto il riferimento diretto a studi di letteratura scientifica che il pubblico non è in grado di valutare criticamente e che vengono pertanto unicamente utilizzati per accreditare scientificamente il prodotto, non essendo la comunicazione commerciale la sede deputata a tale verifica.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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8 Commenti

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    Il problema, purtroppo, non si risolve con sanzioni. Il problema è che non c’è un organo di controllo prima dell’immissione sul mercato. Mi dite che importa alle aziende di sanzioni ridicole a confronto dei guadagni realizzati?
    Questo è il problema.

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    Per una volta che viene pubblicizzato un integratore, che cmq aiuta a rafforzare il sistema immunitario, una cosa è certa male non fa, a dispetto di tante cose realmente farlocche io la uso e sinceramente la trovo ottima.

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      E’ una libera scelta credere negli integratori ( si viveva lo stesso anche senza ) ma la pubblicità deve stare nelle regole , e tanti possono essere essere confusi e portati a credere cose assurde .
      La verità non si raggiunge mai attraverso le falsità . grazie

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    Ma non vi sembra assurdo che la scienza ufficiale e i vari organi di stato spesso appoggiati dalla politica, non perdino occasione per denigrare e nascondere l’esistenza e gli effetti benefici degli integratori, quando vi sono invece centinaia di ricerche pubblicate in cinquant’anni di storia dalla vera scienza, che ne attestano non solo l’efficacia ma l’assoluta necessità.

    Vorrei capire come si pone a riguardo questa testata.

    Distinti saluti

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      Quale sarebbe la Vera scienza ? quella non controllata e verificata da nessuno ?
      Quella che si trova sulle riviste Predatorie ?
      così tanto per sapere .

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      hai ragione; d’accordo, la modalità è scorretta dal punto di vista pubblicitario, ma non nella sostanza, perché ciò che pubblicizza è vero, se si rispetta una certa procedura, che non viene menzionata (insomma, una verità a metà); ciò che stupisce, invece, è come siano pronti a punire i prodotti che corrono al di fuori dei binari precostituiti dalla grande industria farmaceutica, mentre ci propinano senza sosta e terrorizzandoci subdolamente, magari rispettando i canoni pubblicitari, prodotti che seguono appunto il pensiero unico voluto dalla grande industria

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    Personalmente ritengo che tutto ciò che irrobustisce il sistema immunitario possa essere utile a prevenire le patologie. Ci dicono anche che le vitamine non servono a proteggere dal Covid ma è stato documentato che la maggioranza di chi è deceduto aveva scarsi livelli di vitamina D. In sostanza, è vietato cercare di migliorare il proprio stato di salute ma attendiamo tutti con fiducia il vaccino che salverà l’umanità intera.

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    L’argomento, sappiamo bene, è spinoso. Non è mai facile capire la linea di confine di alcuni messaggi e chiaramente chi li conosce bene ne può approfittare (vedi vari esempi tipo danacol, acqua uliveto/rocchetta, kilocal etc etc etc etc etc… etc all’infinito perché non ne usciremo forse mai).
    L’integrazione alimentare è un alleato prezioso, un sostegno molto importante secondo me (che studio e vendo integratori). Io però non ho mai fatto passare il messaggio che siano curativi (anche se credetemi, su alcuni aspetti funzionano meglio di alcuni farmaci) né tantomeno che siano quasi anti-covid pur avendo evidenze come quella citata da Carlo Ferri. Perché? Perché molti potrebbero fraintendere ed approfittarne tutto qua. Però ti dico anche che se non segui una dieta corretta e varia potresti avere delle carenze o peggio ancora avere un sistema immunitario carente: allora ti consiglio qualcosa. Sappiamo bene tutti che prendersi un’influenza o il Covid in situazioni di immunodepressione o semplicemente in età avanzata con tutte le carenze fisiologiche normali (in primis, appunto la vitamina D) può avere conseguenze anche letali. Allora perché non prendere un multivitaminico oppure una vitamina C o D in integrazione? Scegli un azienda seria e compra quelli. Se poi vai in giro dicendo che l’integratore in questione è ANTI-COVID, se permetti, sei un ciarlatano ed è giusto che tu venga multato.