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Come se dimagrire fosse facile. La pubblicità di Green Coffee è stata giudicata contraria al Codice di Autodisciplina

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Green coffee: la pubblicità è stata giudicata ingannevole

La pubblicità dedicata a Green Coffee 400 hot and cold, un integratore pensato per dimagrire, è stato giudicato contrario agli articoli  2 – Comunicazione commerciale ingannevole – e 23 bis – Integratori alimentari e prodotti dietetici – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Il testo del messaggio  “Sovrappeso? Il gusto nuovo della linea!”, rilevato sulla rivista “F” in data di copertina 8 luglio 2015, descrive il prodotto lasciando intendere che basti il suo utilizzo per ottenere un risultato certo in termini di dimagrimento, senza dare  importanza alla necessità di sostenere sacrifici in termini di riduzione dell’apporto calorico giornaliero e di una minore sedentarietà.

Inoltre  nessuno dei principi botanici e minerali contenuti nel prodotto e indicati nel messaggio può vantare un qualunque effetto finalizzato al controllo del peso corporeo o fornire un “sostegno metabolico”. La formulazione contiene diversi principi dei quali viene definito il ruolo in accordo alla lista del Ministero della Salute, ma nessuno di questi ha alcun effetto sul sovrappeso.

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Le indicazioni sui dimagranti devono riportare la necessità di seguire un regime ipocalorico e fare attività fisica.

Stessa sorte è toccata al prodotto “Green Coffee Puro” e al banner diffuso su Giallozafferano.it in data 21/7/2015, che rinvia a una pagina internet. Il codici “violati” sono gli stessi, così come i motivi. Le comunicazioni sono infatti illusorie e ingannevoli: “Kg di troppo?”, “dimagrante naturale”,”favorisce il dimagrimento”, “aiuta ad eliminare i grassi e accelera il metabolismo”; “puoi iniziare a perdere peso già domani”. Ma non basta, i messaggi si pongono anche in contrasto con i punti 1) e 4) del “Regolamento sulla comunicazione commerciale degli integratori alimentari proposti per il controllo o la riduzione del peso e di altri tipi di integratori”. Il regolamento infatti vieta la presentazione di prodotti come quello pubblicizzato quali “dimagranti”, e richiede la presenza nei messaggi di una nota dove si raccomanda  l’abbinamento del trattamento a un regime dietetico ipocalorico e a un maggior livello di attività fisica.

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

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