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Prodotti biologici dalla Cina? Un lettore non è d’accordo: risponde NaturaSì

Grano saraceno biologico NaturaSìNegli ultimi anni i prodotti biologici hanno avuto una grande diffusione e i consumatori, anche in seguito alla pandemia di Covid-19, li scelgono sempre più frequentemente. A volte però alcune caratteristiche di questi alimenti  non soddisfano le aspettative. Di seguito pubblichiamo la segnalazione di un nostro lettore, la risposta di EcorNaturaSì e la riflessione di Roberto Pinton, esperto di produzioni biologiche.

Buongiorno, sono iscritto alla vostra bellissima newsletter e desidererei porre una domanda facile. Sono cliente di NaturaSì e se entro in questo negozio mi aspetto che tutti i prodotti siano bio certificati, certamente italiani o europei, e quindi non dovrei ogni volta leggere le informazioni da dove provengono i prodotti, altrimenti dovrei stare mezza giornata in negozio ogni volta che faccio la spesa.
L’altro giorno ho acquistato due confezioni di grano saraceno convinto che fosse italiano e/o europeo. A casa leggo l’etichetta e vedo che proviene dalla Cina e rimango molto contrariato. Vi chiedo, con le diverse aziende italiane o europee è normale che NaturaSì/ECOR si riforniscano dalla Cina? Francesco

Prodotti biologici
EcorNaturaSì ha scelto per i propri prodotti a marchio ­mono-ingrediente di specificare comunque il Paese di provenienza

Di seguito la risposta della catena di supermercati NaturaSì.

Gentile signor Francesco, la ringraziamo per la sua richiesta. La direzione di EcorNaturaSì è quella di sostenere quanto più possibile il biologico italiano favorendo la distribuzione di prodotti coltivati in Italia da aziende biologiche con le quali collaboriamo. Per alcune materie prime, tuttavia, la disponibilità non è sufficiente a garantire i fabbisogni e la richiesta interna e, di conseguenza, l’importazione diviene un’opzione percorribile.
Nei progetti che seguiamo direttamente, i nostri responsabili qualità si sono recati di persona in Cina a conoscere i produttori e a visitare i loro campi.
Quando si parla di “importazione di prodotti biologici dalla Cina” è necessario inoltre considerare i seguenti aspetti:
– la notevole estensione di questo Paese che, nonostante i tassi di sviluppo, rimane ancora principalmente rurale;
– l’agricoltura cinese è sostanzialmente semplice e a gestione familiare.

In termini di sicurezza anche sui prodotti in arrivo dalla Cina abbiamo le dovute garanzie: ci sono gli organismi di controllo, ci sono le analisi campione, c’è la conoscenza diretta del produttore/fornitore. Vengono eseguiti dunque controlli a più riprese: prima dalle autorità cinesi, poi dagli organismi internazionali di certificazione. I prodotti da noi importati inoltre, una volta giunti in Italia, sono nuovamente controllati e analizzati.
In tema di etichettatura, sebbene il regolamento europeo n.834/2007 consenta di indicare sui prodotti biologici la provenienza attraverso la generica dicitura UE e NON UE, EcorNaturaSì ha scelto per i propri prodotti a marchio ­mono-ingrediente di specificare comunque il Paese di provenienza, proprio per offrire ai consumatori un’informazione trasparente.
Grazie per l’attenzione

Di seguito la riflessione di Roberto Pinton, esperto di produzioni biologiche.

A completamento di quanto riferisce NaturaSì, segnalo che in base alle linee guida sui controlli ufficiali addizionali sui prodotti biologici provenienti dalla Cina (comunicazione della DG AGRI della Commissione europea del 16.12.2020), per tutte le consegne originarie della Cina presentate a una dogana UE le autorità competenti devono procedere alla verifica sistematica del certificato d’ispezione, dei documenti doganali e di trasporto, della tracciabilità di prodotto e operatori, con riscontro di nomi, indirizzi e validità della certificazione di ogni figura coinvolta, dall’azienda agricola all’esportatore, comprendendo eventuali intermediari, comprese cooperative, trader e subappaltatori.

Le analisi, invece, non sono “a campione”: sempre in base alle linee guida della Commissione deve essere obbligatoriamente prelevato almeno un campione rappresentativo di ogni consegna, da sottoporre ad analisi chimica presso uno dei laboratori accreditati ed espressamente autorizzati dal ministero delle Politiche agricole.
Vanno rispettati i metodi di campionamento ufficiali di cui al reg. UE n.691/2013 e alla Direttiva 2002/63/CE, e il laboratorio deve ricorrere a metodi analitici anch’essi accreditati.

Se la preoccupazione del lettore era legata a rischi di contaminazione del prodotto può accantonarla: tutti i carichi provenienti dalla Cina (così come da Ucraina, Kazakhstan, Moldova, Turchia e Federazione Ruissa) sono analizzati.
Nel caso fossero individuati residui, la consegna non potrebbe essere immessa in libera pratica e partirebbe automaticamente la segnalazione al sistema OFIS (Organic Farming Information System), del tutto analogo al RASFF (Rapid Alert System for Food and Feed) di modo che tutte le autorità competenti europee ne sarebbero immediatamente informate.

Le misure di controllo rinforzato per la Cina riguardano tutti i cereali e i prodotti dell’industria molitoria, gli oli di semi, le piante industriali e medicinali, i sottoprodotti destinati alla mangimistica, le bacche di Goji e derivati (cioè sostanzialmente tutto quanto si potrebbe importare dal Paese).

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

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5 Commenti

  1. Avatar

    Se un prodotto possiede la certificazione bio, non c’e’ motivo di dubitare, qualunque sia la provenieza.
    Nel caso specifico, comunque, si trova benissimo sul mercato grano saraceno italiano, provi il lettore a visitare un negozio cosi detto indipendente, rimarra’ stupito dal prezzo e dalla varieta’ delle referenze italiane.

  2. Avatar

    Sono polacca di origine e come tale sono cresciuta alimentandomi con grano saraceno…
    Piuttosto che dalla CINA non vedo PERCHÉ non si controlla disponibilità PRIMA quella europea..
    Mi meraviglio che la catena di NaturaSì non lo faccia anche x promuovere industria alimentare in primis quella Italiana.. poi europea…
    L’unica arma di difesa che ha il cliente è NON acquistare i prodotti cinesi (x mancanza più di fiducia).

  3. Avatar

    Come hanno ampiamente dimostrato molti servizi giornalistici di Report ed altre testate giornalistiche, le truffe nelle importazioni di alimentari dalla Cina sono all’ordine del giorno. Poi non basta tutto quello che già viene prodotto in Cina di aziende pseudo italiane ed estere, visto il costo ridottissimo della mano d’opera? Almeno per gli alimentari privilegiamo i prodotti italiani e SOLO nel caso un prodotto alimentare italiano non fosse VERAMENTE disponibile ci si può rivolgere ad altri stati europei. Molte grazie per le informazioni, soprattutto per le giustificazioni aleatorie propinate dall’azienda. Personalmente non acquisterò più nessun prodotto NaturaSi.

  4. Avatar

    Ho vissuto 16 anni in Cina e per motivi di lavoro spesso in contatto con aziende alimentari, concordo pienamente sulle perplessità del Bio in Cina,non hanno regole….

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