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Olio extravergine di oliva a 2,69 € al litro: l’ennesimo esempio di sottocosto per un prodotto che non sa darsi un valore

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Eurospin propone l’olio al prezzo di 2,69 €/litro: lo utilizza come prodotto civetta

2,69 euro per un litro di olio extravergine di oliva: è l’ultima offerta della catena di supermercati Eurospin, che offre ai clienti una promozione singolare. Si tratta del prezzo che forse ha battuto tutti i record del sotto costo e deve fare riflettere. In passato Il Fatto Alimentare ha esaminato più volte il problema del prezzo dell’extravergine, focalizzando l’attenzione  sulla qualità del prodotto e sulle logiche di vendita dei produttori, dell’industria e delle catene di supermercati. Si tratta di vari aspetti non sempre trasparenti che influiscono sul prezzo finale.

Alberto Grimelli, direttore di Teatro Naturale, spiega in un suo articolo le ragioni alla base di questo fenomeno. «Il prezzo in origine dell’olio venduto da Eurospin indicato sul volantino era di 3,79 €/l, scesi a 2,69 €/l grazie all’offerta denominata Fine mese. Il prezzo è  accettabile, ipotizzando che l’olio extravergine sia di provenienza comunitaria e non italiana. L’offerta a 2.69 può far supporre che la qualità della materia prima non sia buona e il prodotto abbia una corta shelf life con conseguente facilità all’irrancidimento», spiega Grimelli.

olive olio campagna olearia
Le fluttuazioni dei prezzi dipendono anche dall’andamento della campagna olearia

Il problema della qualità, in realtà, non basta a spiegare lo strano  “gioco” dei costi. Un altro fattore da considerare è l’andamento della campagna olearia, «Da qualche settimana il prezzo dell’olio all’ingrosso in Spagna sta scendendo sotto i 3 €/kg questo perché la campagna 2015-2016 è stata buona – commenta Grimelli -. La stessa cosa potrebbe accadere con la prossima campagna. Questo è uno dei motivi per cui i prezzi tendono a scendere, con un conseguente aumento delle vendite». La quotazione attuale all’ingrosso di un olio extravergine di oliva italiano è invece più alta e pari a 3,60-3,70 al kg.

Infine, industria e GDO creano un terzo elemento che influisce sui prezzi. L’industria e la GDO sono interessate a realizzare grandi volumi di vendita più che a guadagnare sulla singola bottiglia, sulla quale il margine di guadagno è basso. Questo permette di tenere i prezzi bassi e  anche il consumatore si abitua a compare olio a prezzi stracciati. In particolare le catene di supermercati sfruttano l’extravergine di oliva come prodotto civetta (la stessa cosa che accade con il panettone a Natale e la colomba a Pasqua). Cosa significa? Mantenere un prezzo basso, con un margine di guadagno a volte addirittura nullo o in perdita, è un metodo perfetto per attirare clienti (magari attraverso i volantini), sapendo che non si limiteranno a comprare la bottiglia. In questo modo il supermercato guadagna su altri prodotti o sui volumi di vendita. «La responsabilità del  sistema di vendita al ribasso non è da attribuire solo ai supermercati o all’industria che imbottiglia con il proprio marchio  – commenta Grimelli. – Un ruolo importante spetta ai produttori che dovrebbero comunicare e trasmettere al consumatore il valore del proprio prodotto e valorizzarlo con un prezzo adeguato».

olio olive
Non esiste un prezzo “giusto” perché dipende da ciò che si vuole portare in tavola.

Qual è quindi il prezzo  “corretto” per un olio extravergine di oliva? Non esiste un prezzo standard. Come abbiamo visto dipende dalla campagna olearia, dalla qualità delle materie prime, dal tipo di olio che prendiamo in considerazione e dall’uso che ne vogliamo fare. «Una bottiglia  di qualità può costare anche 8 €/litro. Per avere un’idea del prezzo medio accettabile, è possibile controllare l’andamento delle vendite all’ingrosso e aggiungere il 30% come rincaro, considerando anche la conversione kg/litro. Per esempio: se all’ingrosso l’extravergine italiano costa 3.70 €/kg, all’importo dobbiamo aggiungere  1.10/1.20 euro, arrivando più o meno a 5 €/litro».  I prezzi all’ingrosso si possono controllare sia sul sito di Teatro Naturale, sia sul sito Ismea Servizi.

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

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17 Commenti

  1. Federico Marchini

    ” una bottiglia di qualità può costare anche 8 € al litro”, dichiara il direttore Grumelli, e io rispetto il suo parere. Quando feci l’esame per l’idoneità all’assaggio dell’olio di oliva- 5 anni fa-, si diceva che quello era il prezzo minimo di costo di produzione dell’extra vergine di qualità. Vendo il mio olio a 15 € L. e il mio margine, accertato da esperti riconosciuti e dai miei conti, è forse di 2€ L. senza contare i costi miei.
    Un olio di alto livello come ce ne sono e come il mio può arrivare a 750mg/l di polifenoli, acidità inesistente, ecc, solo per citare due parametri. Voglio dire che non guadagno niente ma distribuisco una “alimento-medicina” dal sapore di carciofo e di frutti di bosco!
    A 2,5 €/l non so che cosa si distribuisca.
    Federico

    • Ciao Federico, sono perfettamente d’accordo con te. Anch’io produco olio extravergine di oliva e devo dire che per un produttore serio i 2 euro di margine a litro sono ottimistici! Vorrei chiedere a tutti quelli che comprano l’olio a 2,5 euro quanto spendono per l’olio del motore della loro automobile … o quanto investono in una bottiglia di vino che magari consumano in un pasto, con una buona bottiglia di olio extravergine da 1/2 litro si condiscono almeno 50 insalate e si immette nel nostro corpo un “alimento”
      e non un semplice “condimento” del quale sarebbe più salutare farne anche a meno. A 8 euro, dalle mie parti, l’olio si trova da quelli che lo vendono “in nero” e sono tanti… ma qui si aprirebbe un altro capitolo su oneri e doveri delle aziende agricole e l’assenza di controlli che vengono fatti al di fuori di queste…
      Cristiana

    • Totalmente d’accordo con te.
      Non sono un produttore, ma compro l’olio da amici che lo fanno e, si, 8 euro è davvero il minimo per un olio di qualità.
      Inoltre, l’olio buono è davvero un alimento-medicina, come tante cose di buona qualità.
      Saluti

    • Sig. Federico, 750mg/l di polifenoli mi sembra un’enormità. E’ sicuro di questo dato? Ha effettuato analisi attendibili?

    • Federico Marchini

      Rispondo ad Andrea Tarlo.

      i dati sui polifenoli non sono miei. Li cita Barbara Alfei come una delle caratteristiche della varietà Mignola. Varietà della quale sono fortunato produttore con piante plurisecolari, scampate alla sostituzione con varietà più facili da maneggiare e raccogliere.
      Comunque ricontrollerò sui sacri testi.

  2. Da mie indagini risulta che l’olio extravergine d’oliva di alta qualità, prodotto in Italia quindi da olive italiane non può costare nei supermercati meno di 9-10 euro. Se costa come nell’articolo indicato non è sicuramente olio evo italiano, neppure pugliese – è quello che sosta meno data l’alta produzione – ma comunitario, o forse neppure, più probabilmente olio estero di scarsissima qualità, elaborato chimicamente, dannoso per la salute. Chi acquista oli di simile prezzo danneggia i seri olivicoltori e frantoiani italiani, sostiene le produzioni poco o nulla serie ed oneste, oltre a fare del male a se stesso.

    • sono pienamente d’accordo con Federico, non esiste un olio extra vergine a questo prezzo di buona qualità, ritengo comunque che l’autorità in questi casi dovrebbe intervenire analizzando il prodotto e sanzionando il fornitore e la catena che con tanta leggerezza distribuisce il prodotto.

    • Mi spiega perché l’olio pugliese dovrebbe costare poco, addirittura , come da lei ipotizzato , meno della media italiana?

  3. Perchè non fanno un bel consorzio di tutela dell’olio Made in Italy, così stabiliscono un prezzo minimo, un disciplinare e un marchio. Gli altri fuori!

  4. Sarebbe giusto fosse normato anche un prezzo minimo da rispettare al di sotto del quale non si può andare e di conseguenza un comune denominatore minimo di qualità e requisiti.
    COSI FANNO ALCUNE CATRGORIE E SONO VINCENTI PERCHÉ NON SI DANNEGGIANO A VICENDA MA SI DANNO REFERENZE SERIE.

  5. Franz Tschinggeli

    Fa bene il consumatore AVVEDUTO ad acquistare l’olio extravergine a meno di E 3 al litro! Quando una ventina di anni fa facevo l’Agronomo e le olive in Toscana costavano circa Euro 90( novanta)al quintale se di buona qualitá, eravamo dei poveretti sottoinformati, e pagavamo l’olio non meno di 7 Euro al litro.
    Grazie Signori della GdO, grazie…

  6. Incredibile se non fosse purtroppo vero!
    Come distruggere una produzione che non è un olio motore per trattori, ma un prodotto-condimento da usare con parsimonia.
    Se un litro di latte alla produzione costa mediamente 0,37 euro ed in vendita lo troviamo a 1,30-1,50, significa che il ricarico tra l’ingrosso sfuso ed il confezionato finale è del 300%.
    Come può bastare un ricarico totale del 30% sull’olio dall’ingrosso allo scaffale, se si considerano confezionamento, almeno due ricarichi commerciali ed i trasporti? Non esiste proprio e qui sta l’anomalia della filiera olearia, vendere fischi per fiaschi, ma in bottiglia.

  7. E’ chiaro che un olio extravergine di oliva che costa meno di 3 euro al litro non può essere Italiano, considerati i Nostri costi di produzione. Tuttavia, la normativa impone che si debba riportare in etichetta la dicitura che ne identifica l’ origine, quindi, il consumatore può scegliere consapevolmente.

  8. un settore ormai quasi al collasso a causa di questi falsi oli venduti allo stesso prezzo delle acque minerali.
    Gli incentivi alla produzione hanno fatto il resto, con uliveti sorti dappertutto determinando un eccesso di offerta facendo precipitare il prezzo dell’olio .

    Pensate che durante la repubblica della Serenissima 5 litri di olio venivano barattati con un maiale e fino a al 1985 il prezzo dell’olio all’ingrosso era il doppio di quello attuale, l’olio ha sempre il suo valore essendo un alimento indispensabile ,ma sono gli attori della filiera a sminuirlo con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.

  9. Olio extravergine di oliva italiano? Totò avrebbe risposto “ma mi faccia il piacere”. E’ ora di smetterla di permettete queste cose e fermare queste vendite che non fanno altro che danneggiare il Made in Italy e chi seriamente propone prodotti certificati e lavorati nella tradizione italiana.

  10. Abito in Sabina terra che da secoli produce olio d’oliva di altissima qualità, provo raccapriccio quando sento esperti del settore che parlano di prezzo accettabile € 3/kg o giu di li. So cosa vuol dire lavorare tutto l anno una pianta d olivo, come si può accettare che tali prezzi siano giustificati…che poi i chimici riescano a produrre olio extra vergine da non so quale sostanza meglio specificata allora stiamo parlando di tutt altra cosa…al contadino il prezzo per farlo rientrare dei costi ,un olio extra vergine di ottima qualità come quello della sabina, minimo deve essere pagato 8€/l

    • Signor Alex, sono perfettamente d’accordo con lei. Il problema è che una esigua minoranza di italiani sa questo e quindi non sa qual è il vero costo dell’olio evo. Manca in Italia una seria educazione alimentare, non c’è nelle scuole, in TV, ecc. chi faccia conoscere i prodotti agroalimentari italiani di qualità e il loro costo e i piccoli produttori i piccoli e medi frantoi sono schiacciati dalla concorrenza spagnola che s’insinua anche in zone pregiate con aziende in area DOP che vendono olio estero. Al signor Giuseppe che chiedeva perché l’olio pugliese costa meno degli altri gli ricordo che la Puglia è la massima produttrice italiana di olio, anche per quanto riguarda il rapporto q/h, poi proprio in Puglia c’è il fenomeno del caporalato, non nascondiamo il problema, per cui alla fine anche i produttori onesti e seri – e ce ne sono tanti – devono confrontarsi con la concorrenza locale. Credo, comunque, che far conoscere ai consumatori come scegliere del buon olio evo italiano, mai a meno di 8-10 euro, sia un dovere di tutti i giornalisti e di quanti amano la salute e il made in Italy.