il gigante, supermercati

il gigante letteraL’amministrazione del gruppo ‘Il  Gigante’ annuncia che addebiterà ai propri fornitori 1 euro per ogni fattura che riceverà da loro tramite PEC (Posta Elettronica Certificata), adducendo che l’utilizzo di questo strumento comporta un risparmio per il fornitore ma ‘nuovi oneri’ per l’amministrazione (‘carta, oneri di stampa, etc.).

Ricevere in redazione  lettere  come questa viene quasi da sorridere. Anzi no, non c’è niente da ridere.

Il fatto alimentare ha dedicato parecchi articoli al tema delle pratiche inique applicate dalle catene di supermercati. Abbiamo portato esempi di vessazioni di grande portata, talora in grado di azzerare i margini di produzione. Abbiamo seguito l’evoluzione della normativa nazionale, con l’articolo 62 della legge 24.3.2013 n. 27, e il procedere dei lavori a Bruxelles.

Dopo questa richiesta da parte de Il Gigante vengono in mente le gabelle del Medio Evo.

Frittole, anzi Bresso, Anno Domini 2013.

Dario Dongo

 

Roberto La Pira - 12 Marzo 2013
0 0 voti
Vota
7 Commenti
Feedbacks
Vedi tutti i commenti
Paoblog
13 Marzo 2013 07:52

Sebbene il campo sia diverso, che dire allora della Geodis (trasporti) che chiede € 12,50 di “spese comunicazione fattura”. Fattura che ovviamente viene inviata via mail.
°°°
In ogni caso la fantasia, sempre a discapito del fornitore, è di rigore, arrivando a dire che l’allungamento dei termini di pagamento sono una forma di garanzia circa il rispetto dei termini di pagamento!

°°°
D’altro canto il 5 luglio del 2010 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 11 del 27.1.2010, che ha attuato in Italia la Direttiva europea sui Servizi di Pagamento (PSD).
°°°
Ancor prima che entrasse in vigore c’erano stati clienti che avevano anticipato le norme pretendendo di fatto lo spostamento delle scadenze al 10 del mese successivo al fine di incassare i crediti prima di pagare i debiti ovvero spostando sul creditore le competenze per un eventuale rosso in banca.

laura muratori
laura muratori
13 Marzo 2013 11:29

vi riporto una cosa simile: utilizzo i buoni pasto per la spesa e il supermercato Conad sotto casa mi chiede un contributo di 50 cent a spesa se pagata con buoni pasto….

Andrea
Andrea
Reply to  laura muratori
14 Marzo 2013 18:20

Ma quello è più che giusto, i buoni pasto servono a farti pranzare, non è un benefit, quindi il tuo imbroglio ha un costo. Considerando poi che l’8% (o più) del buono pasto va alla società emettitrice….

steel rust
steel rust
Reply to  Andrea
15 Marzo 2013 13:49

Non credo proprio: l’utilizzo dei buoni pasto è totalmente lecito anche per l’acquisto di generi alimentari. Si tratta di pura estorsione, paragonabile al far pagare le “buste” per la spesa (marchiate) all’acquirente, nonstante almeno 3 sentenze della cassazione abbiano dichirato illegittima la procedura…
PS: Complimenti comunque per l’immagine del profilo presa da Arcanum… 😉

Francesco Caboni
Francesco Caboni
15 Marzo 2013 09:40

be questo è piu che altro un problema politico si è fatto si che la domanda del prodotto venisse concentrata da pochi protagonisti che sono liberi di strozzare quanto vogliono le PMI, poi ci si sorprende se il manifatturiero e agroalimentare muore !

@superconv
@superconv
15 Marzo 2013 17:39

Quindi Il Gigante fatturerà 90 cents, fattura spedita via Pec, ma a questo punto, per equità, anche il fornitore avrà diritto di fatturare 90 cents per il servizio ….. o no?

Alessandro Minelli
Alessandro Minelli
Reply to  @superconv
15 Marzo 2013 23:21

Confermo che è così: a domanda diretta hanno risposto espressamente che accetteranno la stessa clausola da parte dei fornitori.