Tre petti di pollo crudi con sale, pepe, rosmarino e limone su sfondo scuro; concept: carne cruda, Salmonella

Una lettrice ci scrive dopo aver visto la dicitura “pollo vegetariano” su una confezione e chiede se sia compatibile con le regole sull’etichettatura.

Una lettrice ci scrive dopo aver visto sui profili social di un’associazione animalista la foto di una confezione di “pollo vegetariano” e ci chiede se questa dicitura non sia un po’ fuorviante. Di seguito la lettera giunta in redazione e la risposta di Roberto Pinton, esperto di produzioni alimentari.

La lettera sul pollo “vegetariano”

Gentile redazione,
Sono una vostra lettrice, mi è capitato di vedere su Facebook, segnalata dalla LAV di Cagliari, la foto di una confezione di fettine impanate di “pollo vegetariano”.

Mi è sembrato strano e sono andata a controllare sul sito dell’azienda. È proprio così, i loro prodotti – oltre ai preparati ci sono polli interi e a pezzi, oltre a salsiccia di pollo – sono tutti etichettati come Il Vegetariano Pollo Sardo e sono in vendita soprattutto in Sardegna.

Il sito attribuisce la definizione al fatto che gli animali sono alimentati con prodotti di origine vegetale: ad essere vegetariano quindi sarebbe il pollo, non chi lo mangia. La trovo comunque una definizione fuorviante, in particolare in un momento in cui si presta tanta attenzione al meat sounding. Il consumatore potrebbe facilmente confondersi con i prodotti a base di proteine vegetali già in commercio che imitano il gusto del pollo (anche KFC li propone). Senza contare che esistono altre aziende che alimentano i polli con mangimi vegetali.
Cosa ne pensate?
Grazie, Antonia

Pollo vegetariano lettera 10.06.2026
L’etichetta del “pollo vegetariano” dell’azienda Pollo Sardo

La risposta di Roberto Pinton

L’etichetta sembra ampiamente inopportuna, ma non è illecita, dato che indica con sufficiente chiarezza che il ‘vegetariano’, non è riferito all’alimento come proposto al pubblico, ma all’alimentazione che ha subìto il pollo poi fatto a fettine (uso ‘subìto’ in quanto il pollo non ha avuto possibilità di scelta diversa). Inoltre caratteristiche giuridiche del termine ‘vegetariano’ sono peraltro ancora da definire: il Regolamento UE 1169/2011 prevede che la Commissione adotti atti sui requisiti per informazioni sull’idoneità di un alimento per vegetariani o vegani, che potrebbero chiarire il perimetro della qualifica e impedire utilizzi di trasparenza non immediata, ma non l’ha ancora fatto e chissà quando e se lo farà.

Va anche detto che la qualifica di ‘vegetariano’ del pollo poi fatto a fettine non è un indice di qualità superiore, al contrario: significa che il pollo è stato alimentato solo con mangime e non è mai uscito dal capannone, senza aver modo di accedere a un’area inerbita esterna, dove con buona probabilità avrebbe ruspato trovando insetti, lombrichi e altre fonti alimentari non vegetali.

Ricordo che in base al compromesso raggiunto tra le istituzioni europee nel marzo scorso, di cui si è occupato anche Il Fatto Alimentare, il termine ‘pollo’ (ma anche ‘tacchino’, ‘anatra’, ‘oca’, ‘coscia’, ‘petto’, ‘ala’) non potrà essere utilizzato nell’etichettatura di prodotti che non siano a base di carne. Quando il compromesso sarà tradotto in atto giuridico vincolante, la presenza in etichetta di ‘pollo’, ‘coscia’, ‘ali’, ‘manzo’, ‘vitello’, ‘maiale’, ‘filetto’, ‘bistecca’, ‘braciola’ (eccetera) di per sé escluderà che si tratti di un prodotto vegetariano o vegano, essendo tali denominazioni riservate ai prodotti di carne.

Nuggets vegetali o di pollo su un tagliere con salse e prezzemolo
Presto il termine pollo non potrà essere usato per i prodotti vegetali

Infine bisogna considerare che la composizione della di gran lunga maggior parte dei mangimi per polli da carne esclude ingredienti di origine animale, solo pochi prodotti commerciali contengono limitate quantità di gusci di molluschi tritati per complementare la razione di calcio: il riferimento all’alimentazione ‘vegetariana’, lungi dal costituire un elemento di forte distintività, potrebbe quindi essere vantato dalla di gran lunga maggior parte degli operatori.

Ma non da tutti, il che dribbla le conseguenze della violazione dell’articolo 7 del Regolamento UE 1169/2011, che considera una pratica sleale d’informazione l’attribuzione a un alimento di caratteristiche particolari che in realtà siano possedute da tutti gli alimenti analoghi: in questo caso la caratteristica dell’alimentazione vegetale è comune solo a quasi tutti i prodotti analoghi, non a tutti, per cui, secondo la norma, non c’è trucco e non c’è inganno…

Tender Veggie KFC

Quanto a KFC, identifica i suoi prodotti ‘It’s veggie’ come “Esplora l’autentico gusto di KFC, per la prima volta senza pollo”, per cui, al di là del fatto che la catena sia caratterizzata per ali di pollo e crocchette, rende evidente che di tutt’altro prodotto si tratta.
L’azienda chiarisce che il prodotto è una “preparazione vegetale fritta nello stesso olio in cui vengono cotti prodotti contenenti carne. Contiene derivati di uova e latte” (vedi foto sopra), per cui il target non è quello dei vegani e vegetariani, al più dei flexitariani o dei curiosi.

Ma la curiosità dovrebbe essere soddisfatta dalla sola lettura dell’elenco degli ingredienti:

Classic Veggie KFC lista ingredienti

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos, LAV Cagliari, KFC

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