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In Gran Bretagna la catena di supermercati Marks & Spencer vara nuovi provvedimenti per ridurre il Campylobacter nel pollo

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Mark&Spencer in Inghilterra ha adottato  cinque provvedimenti per ridurre le contaminazioni da Campylobacter

In Gran Bretagna, la catena di supermercati Marks & Spencer ha adottato cinque misure per ridurre la portata e la diffusione del Campylobacter nella carne di pollo, anche attraverso un accordo con il suo fornitore 2Sisters Food Group. Le misure comprendono un’etichettatura più chiara sul fronte della confezione dei polli interi, dove viene indicato che il pollo è lavato e pronto da cuocere. Un altro accorgimento è il doppio confezionamento dei polli interi, per inserirli direttamente nel forno senza la necessità di scartare e manipolare il prodotto, evitando così il rischio di diffondere il batterio in cucina.

 

Il piano di Marks & Spencer (M&S) coinvolge anche gli allevatori e i macellatori, attraverso bonus per chi gestisce allevamenti privi di Campylobacter e applica una nuova tecnologia di sicurezza sulla linea di produzione in modo tale da  raffreddare rapidamente i polli subito dopo la macellazione. Gli allevamenti che riforniscono M&S devono anche cessare le pratiche di spopolamento o “diradamento”, che consistono nella selezione, all’interno di un allevamento, di un certo numero di polli da inviare alla macellazione, lasciando gli altri proseguire l’accrescimento. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ritiene che, nel corso di queste pratiche, gli esseri umani o altri vettori possano introdurre il Campylobacter e infettare i polli rimanenti. Il Campylobacter è la più diffusa causa d’infezione alimentare, principalmente da carne di pollame, e in Gran Bretagna si stima che colpisca 280.000 persone l’anno. Per abbattere questo batterio, la carne deve essere ben cotta, anche all’interno.

 

Beniamino Bonardi

© Riproduzione riservata

Foto: iStockphoto.com

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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