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PlumCake Integrale: la nuova merendina Mulino Bianco senza olio di palma, l’unica assieme ai Pangoccioli e ai Panini al latte

mulino bianco plumcake integraleMulino Bianco offre sul mercato 10 tipi di merendine differenti, quasi tutti declinati in varietà e gusti, per un totale di 19 merendine (per esempio i Cornetti sono 5: integrali, al cioccolato, alla crema, all’albicocca e alla ciliegia). In questo assortimento l’olio di palma è quasi ovunque con tre eccezioni: i Pangoccioli, i Panini al latte e la novità dei PlumCake integrali. I Pangoccioli, presenti nella rilevazione realizzata per Il Fatto Alimentare nel 2014 (Olio di palma presente in 37 merendine vendute al supermercato. È un’invasione. Nella lista anche prodotti biologici, salutistici e le grandi marche) avevano la margarina vegetale preparata con il grasso tropicale; attualmente non più, è stata sostituita dall’olio di colza.

I nuovi PlumCake Integrali Mulino Bianco contengono invece oli di semi di girasole. Una scelta coerente se il prodotto vuole essere salutista e in linea con l’affermazione in stile fiabesco riportata sulla confezione: “Il nostro impegno per un Mondo Buono è fatto di: ricette semplici, ingredienti di qualità, continuo miglioramento dei nostri prodotti e rispetto per l’ambiente”. L’abbandono dell’olio di palma può andare in questa direzione rispondendo a tutti e tre gli elementi del “mondo buono”. Il rispetto dell’ambiente è anche avvalorato da precise indicazioni circa lo smaltimento dei singoli elementi della confezione; inoltre l’imballo è complessivamente molto leggero.

Sebbene si tratti di un prodotto industriale che come tale nella lista degli ingredienti include diversi componenti che in una preparazione casalinga si possono evitare o migliorare, il dolce è piuttosto semplice e la novità rilevante riguarda l’assenza dell’olio di palma. Nessuna indicazione in merito sulla confezione, per ovvi motivi: si svilirebbero le altre merendine Mulino Bianco che invece hanno il grasso tropicale .

Unico neo della versione integrale è la differenza di prezzo rispetto agli altri due tipi, il PlumCake semplice e quello con Gocce di Cioccolato: la versione integrale è stata acquistata a 2,67€ a confezione, mentre la versione semplice costava 2,05€ e quella con il cioccolato 2,19€. Si tratta di prezzi a merendina comunque contenuti e inferiori ai 30 centesimi.

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  Valeria Torazza

Valeria Torazza
analisi di mercato

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20 Commenti

  1. Avatar

    Evviva non c’è l’olio di palma.
    Oddio ci sono i mono e digliceridi degli acidi grassi (derivati da.. palma?)
    Oddio c’è l’olio di colza (Monsanto?)
    Ehm, riprova Mulino Bianco, ancora non mi convinci.

  2. Avatar

    Ottima notizia. Unica nota dolente, questa versione “integrale” costa circa il 20% in più rispetto alle due preesistenti. Chissà se questa differenza è da imputare alla “novità”, o all’immagine più salubre che (vero o no) trasmette un prodotto fatto con farina integrale e al conseguente maggior prezzo che il consumatore è disposto a sborsare. Comunque è marketing, in ambo i casi. La sostituzione dell’olio di palma con quello di girasole certamente non giustifica la differenza di prezzo, neanche l’uso di burro porterebbe ad un rincaro del 20% (si vedano i panettoni e pandori da 1 kg a 4/5 euro) e oltretutto l’assenza del palma non è “strillata” sulla confezione, anzi.

    Ho sottolineato questo aspetto perchè sarebbe furbo e disonesto da parte dei produttori di merendine aumentare sistematicamente i prezzi per la mera (ma importantissima, intendiamoci) assenza di olio di palma: mi sembra che nei biscotti questo non accada. Staremo a vedere man mano che nuove merendine “palm-free” compariranno sugli scaffali dei supermercati.

  3. Avatar

    Paolo Barilla: “…l’olio di palma è una materia prima di ottima qualità, con caratteristiche migliori del burro … non fa male alla salute..” dopo di che ecco che dal nuovo plumcake l’olio di palma sparisce… ma se il “palma” è così buono lascialo no?
    *
    il marketing corre dietro alla maggior consapevolezza dei consumatori e certe aziende difendono a prescindere le scelte che vanno a discapito della qualità ed in questo caso specifico di Barilla, l’incoerenza la fa da padrone.
    *
    resta il fatto che abbiamo nelle nostre mani il potere delle scelta (consapevole) d’acquisto. Siamo noi che dobbiamo e possiamo fare la differenza…

  4. Avatar

    cmq, anche il pan brioches del Mulino Bianco è senza olio di palma, ci tengo a dirlo perché lo consumo e ho fatto attenzione prima di scegliere di acquistarlo

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      Allora guarda, siamo tutti salvi. E secondo te il prodotto è sano e sicuro solo perché non c’è l’olio di palma? Ma li hai letti gli altri ingredienti?

  5. Avatar

    Dalll’etichetta sembra di capire che la farina integrale del plum cake sia in realtà farina di frumento addizionata con crusca

  6. Avatar

    Oddio se l’olio di palma viene sostituito con l’olio di colza non è che sia un grande affare..si tratta sicuramente di una colza ottenuta con mutazioni genetiche e quindi OGM… il che non ci fa molto piacere

  7. Avatar

    Quello che non capisco, e che ho già provato a far notare, è come si possa parlare di “farina integrale” quando non ce n’è traccia, semplicemente si tratta di farina bianca addizionata con crusca; in questo modo aumentano sicuramente le fibre presenti nel prodotto, ed è una buona cosa considerando la carenza media, ma non è farina integrale. Non solo la Barilla ma moltissime altre marche, per non parlare del pane di panificio, si servono di questa dicitura che evidentemente non è stata adeguatamente regolamentata.

    • Avatar

      Mi togli le parole di bocca.
      Mi sbaglio forse, ma io credo che la differenza tra le diciture “farina integrale di grano” e “farina di grano integrale” sia che nel primo caso il termine integrale si riferisce alla farina e la legge permette che si realizzi anche con la crusca. invece nel secondo caso la parola integrale si riferisce al grano quindi chicco intero e allora è davvero farina integrale come la intende uno qualunque che legge la parola integrale. se qualcuno mi può dare conferma sarei grato.

  8. Avatar

    Peccato però che il primo componente sia lo zucchero e la farina integrale non lo sia per davvero. Non avrà i saturi del palma ma non mi sembra un prodotto salutare, è una bomba di zuccheri semplici. Inutile fare la guerra al palma se il profilo nutrizionale complessivo è poi questo.

  9. Avatar

    Nelle Camille (altro prodotto del mulino bianco) l’olio di palma non c’è mai stato e nemmeno margarina vegetale…le altre merendine le snobbo con piacere fino a che non mi convincono. Il mio colesterolo ringrazierà.

  10. Avatar

    ambè…se hanno tolto l’olio di palma…..ma qlcn vuole dire a questi signori belli che tanto vogliono fare del bene al mondo dei consumatori di specificare che la farina integrale NON è composta da farina raffinata e crusca? Cos’è uno scherzo?

  11. Avatar
    Alessandro Bergamasco

    Buongiorno. In merito all’etichetta che riporta la composizione di un prodotto, vorrei sapere se è possibile che un’azienda alimentare, per esempio, produttrice di biscotti e merendine possa scrivere che non contenga olio di palma, ma ciò non corrisponda al vero? Possono permettersi di rischiare? Mah!

  12. Avatar

    Un prodotto cammuffato, come al solito, da prodotto sano e ideale per la corretta alimentazione di bambini e adulti.
    Peccato che:
    – farina integrale? No, farina presumibilmente tipo 0 (e/o 00) con aggiunta di crusca. Cioè, una presa in giro
    – zucchero di canna? Sì, in minima percentuale. Il resto sono i soliti dolcificanti usati dall’industria alimentare (sciroppo di mais etc)
    – agenti lievitanti…. meglio sorvolare
    – aggiungiamo la giusta dose di aromi
    – e per finire un po’ di mono e digliceridi degli acidi grassi.

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      Se c’è scritto”zucchero” non sono “i soliti dolcificanti usati dall’industria…(sciroppo di mais)”, perché se ci fosse lo sciroppo di mais (che altro non è che sciroppo di glucosio) ci sarebbe scritto “sciroppo di glucosio”, e invece c’è scritto “zucchero”, che altro non è che saccarosio derivato dalla barbabietola o dalla canna.
      Dal punto di vista nutrizionale lo zucchero di canna è saccarosio tanto quanto lo zucchero bianco, quindi anche se rappresentasse la totalità nella formulazione, non avrebbe benefici salutistici maggiori.
      Resta il fatto che, con il 28% di zucchero, una merendina deve essere consumata con consapevolezza e non alla così leggera.

  13. Avatar

    da Wikipedia
    “6 Altri progetti

    Effetti sulla salute[modifica | modifica wikitesto]

    Già nel 1960-70 i primi studi su animali hanno evidenziato potenziali rischi per la salute (lipidosi del miocardio e lesioni cardiache) utilizzando nell’alimentazione olio di colza[1][2][3][4][5]. La componente individuata come potenzialmente tossica è l’acido erucico presente in concentrazioni comprese tra il 30% ed il 60% in funzione della cultivar, della raccolta ed altri fattori. Il rischio specifico connesso alla presenza di acido erucico è considerato molto superiore a quello collegato alla alimentazione ricca di altri acidi grassi monoinsaturi.

    In USA e nella UE ed in Australia e Nuova Zelanda a scopo precauzionale sono state introdotte limitazioni nel contenuto di acido erucico degli alimenti.[6][7][8][9]

    Per consentire un utilizzo alimentare ed industriale dell’olio di colza sono state sviluppate diverse mutazioni della pianta originale. Il consumo di oli di colza ottenuti da varietà mutanti della colza, specie se ricchi di acidi grassi polinsaturi è considerato potenzialmente benefico per la salute[10][6].

    DOMANDA: che tipo di olio di colza usano le industrie per sostituire olio di palma: DI MALE IN PEGGIO?

  14. Avatar

    da Wikipedia

    Effetti sulla salute[modifica | modifica wikitesto]

    “Già nel 1960-70 i primi studi su animali hanno evidenziato potenziali rischi per la salute (lipidosi del miocardio e lesioni cardiache) utilizzando nell’alimentazione olio di colza[1][2][3][4][5]. La componente individuata come potenzialmente tossica è l’acido erucico presente in concentrazioni comprese tra il 30% ed il 60% in funzione della cultivar, della raccolta ed altri fattori. Il rischio specifico connesso alla presenza di acido erucico è considerato molto superiore a quello collegato alla alimentazione ricca di altri acidi grassi monoinsaturi.

    In USA e nella UE ed in Australia e Nuova Zelanda a scopo precauzionale sono state introdotte limitazioni nel contenuto di acido erucico degli alimenti.[6][7][8][9]

    Per consentire un utilizzo alimentare ed industriale dell’olio di colza sono state sviluppate diverse mutazioni della pianta originale. Il consumo di oli di colza ottenuti da varietà mutanti della colza, specie se ricchi di acidi grassi polinsaturi è considerato potenzialmente benefico per la salute[10][6]”.

    Come facciamo ad essere sicuri che l’olio di colza usato sia quello giusto? di male in peggio?