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In Francia arriva il Planet-Score, la nuova etichetta che valuta pesticidi, clima, biodiversità e benessere animale

planet score

Dopo il Nutri-Score e più recentemente l’Eco-Score (*), in Francia è stato sviluppato un nuovo sistema di etichettatura per gli alimenti chiamato Planet-Score. Il metodo si basa sulla metodologia LCA , e considera anche l’uso dei pesticidi, l’impatto con il clima,  la biodiversità e il benessere animale. Il progetto si inserisce nell’ambito dei programmi della Commissione Europea di raggiungere entro il 2050 l’azzeramento delle emissioni carbonio. La nuova etichetta dovrebbe aiutare i consumatori a scegliere prodotti il più possibile sostenibili. Il nuovo schema prende in considerazione pesticidi, biodiversità, clima e benessere animale.

Planet-Score nasce dall’idea dell’istituto Organic Food and Farming (Itab) e dell’organizzazione Sayari e Very good future che si occupano di ricerche nel mondo del consumo. Rispondendo a un invito fatto dall’Agenzia per la transizione ecologica (Ademe) e dal ministero dell’Ecologia è nata Planet-Score con il preciso scopo di informare meglio consumatori. Lo schema differenzia l’impatto ambientale sia fra categorie merceologiche diverse (prodotti a base di carne e prodotti a base di frutta), sia all’interno della stessa  categoria (mele) in funzione dei metodi di produzione (biologico o convenzionale).

Alla base del metodo di valutazione c’è l’intero Ciclo di vita del prodotto (Lca), dall’estrazione delle materie prime  alla produzione e distribuzione considerando il consumo di energia durante l’utilizzo e il riutilizzo finale. Planet-Score si differenzia da altri schemi perché prende in considerazione i pesticidi considerando l’impatto sulla salute dei consumatori. Il clima è l’altro elemento vincente perché considera le riserve di carbonio del suolo e le emissioni di gas serra. Tiene conto anche della biodiversità e delle pratiche agricole, nonché dell’estensione dei terreni agricoli, della presenza di siepi e altri elementi. L’etichetta ingloba anche gli standard di benessere animale perché il sistema di allevamento ha un diverso impatto sull’ambiente. Gli ideatori sono convinti che la nuova etichetta piacerà molto ai consumatori avendo fatto degli studi in vari punti vendita. La nuova formula dovrebbe contribuire al cambiamento di comportamento delle persone in quanto va oltre la semplice valutazione ambientale. Forse per questo motivo il progetto ha ricevuto l’adesione di 16 associazioni e Ong come il Wwf, Generation Futures, Compassion in word farming (Ciwf) e l’associazione dei consumatori Que Choisir.

(*) L’Eco-Score utilizza i dati dell’analisi sul ciclo di vita (Lca) di Agribalyse, un programma pubblico dell’Agenzia francese per la transizione ecologica (Ademe), che ha prodotto un grande database liberamente accessibile con le valutazioni di 500 alimenti grezzi e 2 mila prodotti trasformati.

© Riproduzione riservata Foto: Planet Score

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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