Un cowboy a cavallo in mezzo a un gruppo di vitelli, separati da un rete da altri bovini adulti; concept: ranch, allevamento

Mangiare più carne, più latticini, più grassi animali. E poco importa se per farlo servirebbero 40 milioni di ettari di nuovi terreni agricoli, l’equivalente della superficie della California, e milioni di tonnellate aggiuntive di gas serra. Una nota del quotidiano britannico The Guardian evidenzia i potenziali effetti ambientali delle nuove linee guida alimentari volute dall’amministrazione di Donald Trump e presentate dal Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. Si tratta di una piramide alimentare rovesciata, dove bistecche, pollame, carne macinata e latte intero campeggiano ai vertici, affiancati da frutta e verdura, ridotte a comprimari.

Prendendo in considerazione i valori massimi indicati da Kennedy, le nuove linee guida raddoppiano quasi la quantità di proteine attualmente consumate dagli americani. “Proteine e grassi sani – sostiene Kennedy Jr – sono essenziali e sono stati erroneamente scoraggiati nelle precedenti linee guida dietetiche. Stiamo mettendo fine alla guerra sui grassi saturi”. Il problema è che questa svolta nutrizionale non solo è discutibile sul piano sanitario, ma è anche insostenibile dal punto di vista ambientale.

Piramide alimentare USA
Le nuove linee guida sono progettate per quasi raddoppiare la quantità di proteine

Quaranta milioni di ettari in più

Un’analisi del World Resources Institute stima che un aumento anche solo del 25% del consumo di carne e latticini negli USA richiederebbe ogni anno circa 40,5 milioni di ettari di nuovi terreni agricoli. Non si tratta di prati urbani o campi incolti, ma foreste e habitat naturali da abbattere sia negli Stati Uniti ma soprattutto all’estero. La pressione si farebbe sentire in aree già critiche come l’Amazzonia, dove la deforestazione è trainata dall’allevamento bovino e dalla coltivazione di mangimi. Un’ulteriore spinta alla domanda statunitense di carne significherebbe più incendi, più perdita di biodiversità, più emissioni climalteranti. Secondo il WRI, questa espansione agricola comporterebbe anche centinaia di milioni di tonnellate di CO₂ equivalente in più, su un pianeta che fatica già a rispettare gli obiettivi climatici minimi.

Manzo contro legumi

Il nodo centrale è che non tutte le proteine sono uguali. La carne bovina richiede circa 20 volte più suolo ed emette 20 volte più gas serra per grammo di proteine rispetto a fonti vegetali come fagioli e lenticchie. Eppure è proprio la carne rossa a essere rilanciata come pilastro della dieta. L’allevamento intensivo di bovini, suini e ovini è inoltre associato a inquinamento delle acque, emissioni di ammoniaca e polveri sottili oltre all’impatto sanitario localizzato. Le nuove linee guida sono progettate per quasi raddoppiare la quantità di proteine attualmente consumate dagli americani.

Fresh American beef food photography recipe idea
La carne bovina richiede circa 20 volte più suolo ed emette 20 volte più gas serra per grammo di proteine rispetto alle fonti vegetali

Gli americani mangiano già troppa carne

Il dato che rende la nuova piramide ancora più surreale è che gli statunitensi non hanno carenze proteiche. Il consumo medio supera i 140 kg di carne e pesce all’anno pro capite, uno dei valori più alti al mondo, e già eccede le raccomandazioni nutrizionali precedenti. Nonostante ciò, le indicazioni ufficiali influenzeranno mense delle scuole e dei luoghi di lavoro pubblici, oltre ai programmi federali, contribuendo a normalizzare un modello alimentare che va nella direzione opposta rispetto a quella suggerita da OMS, FAO e comunità scientifica.

C’è infine un altro elemento che rende la svolta di Kennedy particolarmente controversa. In passato, lo stesso RFK Jr aveva denunciato duramente l’impatto dell’industria zootecnica, definendo l’allevamento intensivo una delle principali fonti di inquinamento e sofferenza animale negli USA. Oggi, da Segretario alla Salute, respinge le raccomandazioni di un comitato scientifico indipendente che suggeriva di puntare maggiormente sulle proteine vegetali, e difende la carne come baluardo contro quello che l’amministrazione Trump definisce il “dogma verde”. Il risultato è una piramide alimentare capovolta che sembra ignorare dati scientifici, emergenza climatica e limiti fisici del pianeta. Un modello che, se preso sul serio, non solo non migliorerà la salute pubblica, ma presenterà un conto ambientale che nessuno ha spiegato come pagare.

© Riproduzione riservata – Foto: Depositphotos, USDA, AdobeStock

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