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Philadelphia rosso: la spiacevole scoperta di un lettore. Risponde l’azienda

Dopo le numerose segnalazioni per la mozzarella blu, un nostro lettore ha aperto una confezione di formaggio Philadelphia trovando una strana colorazione rossastra. Di seguito pubblichiamo la lettera e le foto che abbiamo ricevuto e a seguire la risposta dell’azienda.

Vorrei segnalare la mia esperienza con una confezione di Philadelphia. Dopo averne consumata un po’ ho notato che aveva delle parti che presentavano una colorazione rossa. Ci tengo a precisare che la confezione era chiusa e aveva una scadenza a lungo termine. Spero che non succeda nulla. In ogni caso allego qui le foto. Giovanni

Philadelphia rossa
Il “Philadelphia rosso” probabilmente è riconducibile a lieviti e/o muffe che non comportano rischi per la salute

Di seguito la risposta dell’azienda.

Pur essendo difficile fare un’analisi dettagliata in assenza dei campioni, in caso di colorazioni anomale di formaggi freschi, si potrebbe ipotizzare la presenza di microrganismi esigenti di ossigeno che crescono molto più rapidamente in superficie a contatto con l’aria: in letteratura scientifica, pigmentazioni rosa/rosse sono generalmente riconducibili a lieviti e/o muffe che non comportano rischi per la salute. Confermiamo che non abbiamo riscontrato nei nostri controcampioni in stabilimento anomalie.

Non possiamo quindi che ipotizzare che si tratti di un fenomeno probabilmente dovuto a una microinfiltrazione, le cui cause non ci sono note, che ha fatto venire il prodotto a contatto con l’ambiente esterno.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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3 Commenti

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    Sembrerebbe lo sviluppo di Serratia marcescens

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    Oltre alla spiegazione da parte dell’azienda, un semplice “ci dispiace per quanto accaduto” sarebbe stato apprezzato.
    Queste multinazionali che non si scusano mai, loro non sbagliano mai, è un atteggiamento poco rispettoso verso il cliente.

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    Concordo credo anch’io che sia Serratia stanca di far piangere la Madonna