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Philadelphia e formaggi spalmabili: prodotti molto amati, ma sono anche sani? Il parere di Enzo Spisni

involtino zucchine formaggio spalmabileIl formaggio spalmabile è un prodotto industriale di pronto utilizzo, molto amato sia per preparare rapidi spuntini che per arricchire una ricetta. Il più diffuso è certamente il Philadelphia – prodotto dalla multinazionale Mondelēz in stabilimenti localizzati in Francia e in Germania – ma non mancano prodotti analoghi, come quelli firmati Nonno Nanni o Exquisa, oltre che con i marchi dei supermercati. In commercio troviamo anche vaschette di formaggio spalmabile aromatizzato, come quelle al salmone o alle erbe, versioni light a ridotto contenuto di grassi, versioni senza lattosio o a elevato contenuto proteico. Abbiamo confrontato alcuni di questi formaggi, di marchi noti o con il marchio dei supermercati, considerando anche tre prodotti diversi, ma con le stesse occasioni di consumo: lo Spalmabile classico Valsoia (a base vegetale), una ricotta e una robiola.

Tutti i formaggi spalmabili che abbiamo visto sono a base di latte pastorizzato, crema di latte (panna), additivi con funzione di stabilizzanti/addensanti e sale. 100 g di prodotto ‘classico’ – sia di marche note che con i marchi dei supermercati – forniscono circa 250 kcal e contengono 25-28 g di grassi (di cui 17-20 di grassi saturi), quantità certamente non trascurabile, 4-6 g di proteine e circa 0,7 g di sale.

philadelphia originalIn 100 g di Philadelphia light, diversamente dai prodotti ‘standard’ sono presenti solo 14 g di grassi, la stessa quantità si trova nella variante al salmone e in quella senza lattosio, preparata con latte delattosato. Non è chiaro a cosa siano dovute le differenze nel contenuto di grassi, visto che gli ingredienti elencati in etichetta sono gli stessi (tranne che per il latte delattosato); probabilmente per le versioni a ridotto contenuto di grassi si utilizza latte parzialmente scremato, oppure una quantità minore di crema di latte. Philadelphia Protein, il più ‘magro’ della serie, è prodotto con latte scremato e non prevede la panna, ma l’aggiunta di proteine del latte; in questo modo la composizione nutrizionale, con 87 kcal per 100 g, 2,5 g di grassi e 11 g di proteine, si discosta decisamente dalla versione originale.

Per quanto riguarda gli addensanti, utilizzati per garantire spalmabilità, in alcuni casi si impiega farina di semi di carrube, altre ricette invece, come la maggior parte delle versioni di Philadelphia, prevedono carragenina (E407), addittivo piuttosto discusso. Un discorso a parte merita il prodotto al salmone, dove il pesce rappresenta solo il 3% e l’elenco ingredienti, più complesso, comprende anche zucchero, aromi ed esaltatori di sapidità.

Se utilizziamo l’app Yuka, che valuta gli alimenti considerando sia il profilo nutrizionale sia gli additivi, vediamo che i formaggi spalmabili in versione ‘classica’ a marchio Esselunga, Coop e Carrefour ricevono un giudizio ‘mediocre’, per la presenza piuttosto elevata di grassi saturi. Giudizio che scende a ‘scarso’ per Philadelphia Original e per il prodotto a marchio Nonno Nanni; scarso anche il prodotto al salmone per la presenza di svariati additivi non necessari. Giudizio mediocre per il Philadelphia light e per quello delattosato, che hanno un profilo nutrizionale migliorato, ma diversi additivi. È giudicato eccellente invece Philadelphia Protein, con un buon profilo nutrizionale e privo di additivi sconsigliati.

Vediamo ora i tre prodotti alternativi, di analogo utilizzo. Lo spalmabile Valsoia, pur essendo a base vegetale, aspetto che si tende automaticamente ad associare all’idea di salute, non si può certo dire molto apprezzabile: in 100 g contiene 20 g di grassi – di cui ben 18 di grassi saturi – e meno di 3 g di proteine. Dato poi che sono presenti diversi additivi di cui si potrebbe fare a meno, come il fosfato di calcio e gli aromi, il giudizio dell’app Yuka è ‘scarso’. La robiola non contiene additivi, però il contenuto di grassi, troppo elevato, arriva al 32% (giudizio mediocre). Si salva solo la ricotta: 100 g della Santa Lucia Galbani forniscono 10 g di grassi e 8 g di proteine; il profilo apprezzabile è completato dal fatto che non contiene additivi sospetti: giudizio ‘buono’.

Abbiamo chiesto un parere a Enzo Spisni, fisiologo della nutrizione presso l’Università di Bologna. “I formaggi spalmabili sono in generale prodotti industriali elaborati, ricchi di additivi, in particolare addensanti. – Dice Spisni – Si possono considerare alimenti ultraprocesati, da classificare nel gruppo Nova 4*. In linea generale concordo con le valutazioni di Yuka, a eccezione del ‘Philadelphia Protein’ che a mio parere non merita l’eccellenza, sia perché Yuka non entra nella valutazione della qualità del latte utilizzato, sia perché trovo che il concentrato di proteine del latte sia un ingrediente industriale abbastanza inutile in un formaggio spalmabile. Per l’elevato contenuto in caseine, inoltre, può avere effetto infiammatorio. È da segnalare anche la scarsa qualità del prodotto a base vegetale, che vanta una serie di ingredienti e additivi poco raccomandabili.”

Per quanto riguarda i prezzi, Philadelphia Original in vaschetta da 250 g costa circa 9,5 €/kg, mentre le versioni ‘benessere’, rimangono intorno ai 10,5 €/kg. Il formaggio Nonno Nanni costa circa 13 €/kg, mentre quello a marchio Exquisa l’abbiamo visto a 7,3 €/kg; si spendono 7 €/kg per quello a marchio Coop e un po’ meno di 9 per i prodotti Esselunga e Carrefour. Per quanto riguarda le alternative spalmabili, il prodotto vegetale Valsoia costa circa 12 €/kg, come la ricca robiola, mentre per la ricotta si spendono circa 4,5 €/kg. “Insomma – conclude Spisni – il prodotto che consiglierei, fra quelli considerati, è la ricotta, che fra l’altro è anche il più conveniente.”

tabella philadelphia original light senza lattosio proteintabella philadelphia salmone exquisa nonno nanni esselungainvoltino zucchine formaggio spalmabile

(*) Nota: il sistema NOVA è un metodo di classificazione degli alimenti sulla base del livello di trasformazione industriale, che suddivide i prodotti in quattro categorie: gruppo 1, cibi non processati o minimamente processati (frutta e verdura, carne…); gruppo 2, ingredienti culinari lavorati (sale, miele, oli vegetali, burro…); gruppo 3, alimenti processati ottenuti usando gli ingredienti dei gruppi 1 e 2 (legumi in scatola, pesce affumicato…); gruppo 4, alimenti ultra-trasformati, realizzati con additivi, ingredienti e tecniche non utilizzati abitualmente in cucina (bevande zuccherate, prodotti da forno preconfezionati…).

(**) Prezzi rilevati sulle piattaforme di vendita online delle catene di supermercati.

© Riproduzione riservata Foto: depositphotos.com

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Roberto La Pira

  Valeria Balboni

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