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Pesticidi negli alimenti: pubblicati i risultati delle analisi ufficiali del 2013. Il Ministero della salute soddisfatto

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L’incidenza dei residui è minore nella verdura

Il Ministero della salute ha pubblicato i risultati delle analisi condotte nel 2013 sui residui di pesticidi negli alimenti che, osserva il governo, “continuano ad essere in linea con quelli rilevati negli altri Paesi dell’Unione Europea e indicano un elevato livello di protezione del consumatore”.

Nel complesso sono stati analizzati 5.525 campioni di prodotti ortofrutticoli, di cui 45 (0,8%) sono risultati non regolamentari, con residui superiori al limite di legge. I campioni di frutta irregolari sono stati 22 su 3.028 (0.7%) e quelli di ortaggi 23 su 2.497 (0.9%). Nell’ambito dei campioni regolamentari, il 55.5% è risultato privo di residui, mentre il 43.7% rientrava entro i limiti previsti dalla legge (il 20% con un solo pesticida, il 24,5% con di più pesticidi). L’incidenza dei residui è maggiore sulla frutta, rispetto alla verdura. Infatti, la percentuale di frutta risultata priva di antiparassitari è pari al 42,2%, contro il 71.6 % degli ortaggi, mentre i campioni con risultati inferiori al limite massimo previsto dalla legge sono il 57.1% della frutta e il 27.5% degli ortaggi.

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Solo un campione su 1.441 di cereali è risultato irregolamentare

Per quanto riguarda i cereali, solo un campione su 1.441 è risultato non regolamentare (0,1%). I campioni di olio analizzati sono stati 356, tutti regolamentari, così come i 645 di vino. Complessivamente, tra cereali, olio e vino, i campioni privi di pesticidi sono stati il 75.0%, quelli monoresiduo il 15.5% e quelli multiresiduo il 9.5%. Per l’olio di oliva, il 91,6% dei campioni analizzati è risultato “pulito” e l’8.4% con risultati al di sotto del limite. Per il vino, il 60.6% dei campioni analizzati è risultato privo di pesticidi rilevabili, mentre il 39.4% è risultato entro i limiti.

Riguardo gli alimenti destinati all’infanzia, sono stati analizzati 58 campioni e tutti sono risultati regolamentari e senza residui. I campioni esaminati sono stati: alimenti destinati ai lattanti e ai bambini (20), alimenti di proseguimento (19) alimenti per lattanti (12), alimenti trasformati a base di cereali e gli altri alimenti destinati ai lattanti e ai bambini (7).

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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3 Commenti

  1. Non è tutto oro ciò che luccica!
    La realtà, vista da un medico oncologo ed ematologo, Patrizia Gentilini, è ben diversa.
    La potete leggere nella risposta all’articolo “Noi non crediamo al BIO” che trovate in fondo alla pagina web
    http://www.pievedisoligo5stelle.it/progetti/ambiente-e-salute/65-erbicidi-disseccanti
    Non si tiene infatti conto che i residui “a norma di legge” risultano molto alti per i bambini (che non pesano 70kg!) e non si tiene conto dell’effetto cocktail (residui di più pesticidi) che quotidianamente si assumono mangiando cibo da agricoltura convenzionale.
    Leggete l’articolo su http://www.pievedisoligo5stelle.it/progetti/ambiente-e-salute/65-erbicidi-disseccanti e rimarrete impressionati! Un grazie a Patrizia Gentilini per le informazioni utilissime e chiare che divulga.

  2. Concordo pienamente con la posizione di Paolo e la segnalazione della risposta della D.ssa Gentilini al pessimo articolo di Altroconsumo “Noi non crediamo al Bio” come se fosse una fede irrazionale e non una scelta saggia e molto consapevole.
    Iniziative denigratorie, superficiali e strumentali come quella di Altroconsumo, sviliscono la ricerca scientifica, perché la strumentalizzano a favore di posizioni insostenibili facendo disinformazione.
    Infatti l’impatto della chimica contenuta negli alimenti, è molto diversa se si considerano tutti i consumatori, tra i quali bambini di ogni età e peso corporeo.
    Ma non solamente se consideriamo anche lo stato di salute del consumatore, che non è mai coincidente con quello delle cavie usate per stabilire i famosi limiti di legge.
    Quando si pontifica sulla salute degli altri, occorre un’adeguata preparazione e completa informazione come base, ma poi il buonsenso e la visione d’insieme, è una caratteristica indispensabile per non fare danni al prossimo.