Salsicce crude su un piatto di legno rotondo circondate da aglio, cipolle, peperoncini e prezzemolo

Pochi giorni fa a Bologna, riferiscono le cronache locali, i Carabinieri del Nas insieme ai controllori dell’Ausl hanno sequestrato nel magazzino di una ditta cinese 135 chilogrammi di merce contestando la tracciabilità e la presenza in alcuni prodotti carnei del virus della peste suina africana. Anche a Udine, i Nas all’inizio di febbraio hanno sequestrato una partita di salsicce (provenienti da un distributore italiano) contaminate dal virus della peste suina in un negozio di cibi etnici. Si tratta dei primi casi di contaminazione di cibo che dovrebbe allertare molto le autorità veterinarie perché vuol dire che ormai la peste suina è arrivata sugli scaffali. Siamo di fronte a un’infezione virale che colpisce i maiali e i cinghiali, ma non è trasmissibile agli esseri umani. Tuttavia il virus è altamente contagioso e risulta mortale per gli animali.

La lettera delle aziende suinicole piacentine

Pur essendo cominciata due anni fa, gli unici soggetti che sollecitano interventi per arginare la diffusione sembrano gli allevatori. Essi temono infatti l’abbattimento di decine di migliaia di maiali. Una lettera firmata da circa una trentina di aziende suinicole piacentine è stata inviata pochi giorni fa alle istituzioni locali e regionali. “Le aziende – si legge nel testo – (…) sono estremamente preoccupate per la diffusione incontrollata della peste suina nel selvatico (…): la Peste suina continua a diffondersi e recentemente è stata riscontrata con il ritrovamento di carcasse di cinghiali anche nella provincia di Piacenza (…). Il timore che l’epidemia possa allargarsi presso il distretto di Langhirano, snodo cruciale del prosciutto di Parma è realistico”. La lettera prosegue poi dicendo che  “I rischi sono enormi per tutta la filiera. L’allargamento delle aree di infezione comporterà di decine (centinaia?) di migliaia di suini allevati e la conseguente chiusura di numerosissime aziende”.

Maiali all'interno di un allevamento; concept: allevamento intensivo, suini, veterinari, malattie, farmaci
Le aziende suinicole piacentine chiedono di prendere provvedimenti per arginare la peste suina

Come fermare la peste suina?

“Tra le richieste delle aziende – spiega Giovanna Parmigiani, presidente della sezione carni suine di Confagricoltura Piacenza – c’è la proposta di decretare lo stato ‘calamità – emergenza’ da parte della Regione e procedere agli abbattimenti dei cinghiali in maniera studiata e organizzata”. Serve un Commissario Unico per il coordinamento delle varie attività, con poteri decisionali e piani di abbattimento dei cinghiali selvatici a parte dei cacciatori anche in deroga ai calendari venatori, coinvolgendo forze dell’ordine e militari, e prevedendo rimborsi economici per ogni capo abbattuto.

Tutti sanno che i costi per l’eradicazione aumentano esponenzialmente ogni giorno che passa. Il Governo tuttavia si muove in modo elefantiaco e ha iniziato a fare qualche cosa solo dopo un anno dall’inizio dell’epidemia con scarsi risultati. Il Consorzio del prosciutto di Parma, pur essendo uno dei soggetti della filiera direttamente interessato alla questione, ha manifestato “dispiacere per la situazione” e non sembra essere grandemente preoccupato. Eppure due anni fa, quando si è scoperta la peste suina in Liguria, Confagricoltura ricordava le modalità seguite nella Repubblica Ceca per eradicarla, coinvolgendo i cacciatori e applicando misure immediate fra cui compensi economici per ogni abbattimento di cinghiali.

Cinghiali, peste suina
La Repubblica Ceca è riuscita a eradicare la peste suina, mettendo subito in atto delle misure drastiche

L’esempio della Repubblica Ceca

Questa è la roadmap delle misure che ha adottato la Repubblica Ceca. Il 21 giungo 2017 è stata trovata la prima carcassa. Cinque giorni dopo le autorità hanno definito la zona infetta e stabilito il divieto di caccia oltre all’avvio della ricerca delle carcasse (per ogni ritrovamento il compenso era  di circa 200 €). Dopo due settimane è stata definita un’area a caccia intensiva. Qui i cacciatori hanno abbattuto più di 22 mila cinghiali (riconoscendo loro un compenso di 40 € a capo).

Verso la fine di luglio la zona infetta ad alto rischio (57 km quadrati) è stata recintata con reti elettrificate e repellenti odorosi mentre nella zona confinante a basso rischio sono iniziati gli abbattimenti (il compenso andava da 150 ai 300€ a capo abbattuto). A ottobre sono stati coinvolti i tiratori dei reparti speciali per velocizzare gli abbattimenti. Nel marzo 2018 sono state recuperate le ultime carcasse nella zona infetta. Nell’aprile 2019 il Paese è stato dichiarato libero dalla PSA.

La peste suina già in sette regioni italiane

“In Italia dobbiamo riuscire a fare altrettanto” proponeva due anni fa Confagricoltura. Le cose sono andate diversamente come abbiamo scritto in diversi articoli e adesso l’epidemia interessa 7 regioni e rischia di diventare endemica. Certo, abbattere i cinghiali non è simpatico. Tuttavia, se nel gennaio 2022 fossero stati abbattuti gli animali in Liguria (diverse centinaia e forse di più), l’epidemia avrebbe potuto restare confinata e risolversi. Adesso è molto difficile intervenire. Le carcasse di cinghiali infetti, nel momento in cui scriviamo, sono ormai poco meno di 1.600. La diffusione del virus inoltre comporta grandi sofferenze per gli animali che lo contraggono e muoiono. Qualcuno dovrebbe porsi delle domande di fronte a così tanta miopia nell’affrontare un problema serio. Adesso la peste suina è arrivata nei prodotti venduti al dettaglio, chissà quali saranno le prossime sorprese.

© Riproduzione riservata Foto: AdobeStock, Depositphotos

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caci8aro
caci8aro
21 Febbraio 2024 19:11

Se non è trasmissibile all’uomo, allora state facendo inutile allarmismo, come sembra essere di moda ormai pur di sminuire la carne. Ogni giorno un allarmismo nuovo.

maridina
maridina
Reply to  Roberto La Pira
22 Febbraio 2024 11:31

Infatti! oltre alla rovina di aziende che probabilmente per non chiudere importeranno carne UE dall’estero (che già domina il mercato) perdendo denaro, lavoro e prodotti nazionali.

Luigi
Luigi
22 Febbraio 2024 09:34

Molto interessante
Bravi

Beatrice
Beatrice
22 Febbraio 2024 10:43

A me sembra solo una scusa per abbattere i cinghiali con il beneplacito della comunità, che sono considerati l’annoso problema. Piuttosto che abbattere animali sani dando il via libera ai cacciatori che non aspettano altro, stabiliamo delle politiche di controllo delle nascite, delimitiamo le zone in cui possono diffondersi. Insomma soluzioni allo sterminio di migliaia di animali mi sembra ce ne siano.

giova
giova
Reply to  Roberto La Pira
22 Febbraio 2024 19:27

E’ tardi per soluzioni lungimiranti

Patrizia
Patrizia
Reply to  Beatrice
22 Febbraio 2024 14:13

Peccato che i ns governanti non abbiano finora fatto nulla. !!! Quindi se vogliamo evitare che gli allevamenti chiudano e falliscano non resta molto da fare. Ma guarda caso sembra che i cacciatori (che hanno introdotto in Italia questa specie di cinghiale molto prolifica) non siano d’accordo. Il perchè non viene detto!!!

Fabio
Fabio
Reply to  Beatrice
24 Febbraio 2024 11:44

Ahahaha.. controllo delle nascite intendi contraccettivi per cinghiali? Ma anche un nuovo catasto per cinghiali?Il sistema della Repubblica Ceca fornisce una soluzione concreta a noi popolo miope incapace di reazioni . Cosa faccio io? studio il comparto agroalimentare di cui mi occupo e cerco soluzioni possibili nell’incertezza dilagante più totale ,in un sistema dove a monte bisognerebbe iniziare a risolvere le più elementari situazioni risolvibili ma che non hanno purtroppo riscontro per il semplice motivo che non portano guadagno monetario.

maridina
maridina
22 Febbraio 2024 11:27

continuo a vergognarmi di ogni livello istituzionale, dai comuni al Parlamento,: miopia nelle scelte, pressapochismo, ignoranza, lassismo e potrei continuare …
Ora oltre 1600 carcasse con peste suina , pietà pelosa per i cinghiali ammalati, ma nessuno scrupolo per l’orsa abbattuta…

alberto
alberto
22 Febbraio 2024 12:51

Vero che la peste suina non è trasmissibile all’uomo, ma può essere trasmessa anche a specie animali diverse dai cinghiali e suini? parliamo di animali domestici, cani, gatti, comuni predatori, ratti, ecc.

Milena
Milena
Reply to  Roberto La Pira
22 Febbraio 2024 14:22

Ma allora perché li ammazziamo? non riesco a capire…

Gianfranco Pierucci
Gianfranco Pierucci
22 Febbraio 2024 18:02

Probabilmente se come nella gran parte dei Paesi europei i servizi veterinari fossero di competenza del ministero dell’Agricoltura, certi provvedimenti potrebbero essere presi con maggiore tempestivita’.

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