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Patatine classiche, rustiche o light: un’irresistibile attrazione. Il confronto tra marchi italiani

A young beautiful Woman relaxing on a sofa having potato ChipsLe patatine sono il tipico simbolo del cibo irresistibile da consumare occasionalmente per uno snack o un l’aperitivo. Parliamo di quelle in busta, le chips che si trovano nei pub, al cinema e naturalmente anche in confezioni enormi al supermercato. Qui lo spazio occupato sugli scaffali è notevole, anche perché da qualche anno sono comparse nuove tipologie. Accanto alle patatine “classiche”, le più sottili, troviamo le “rustiche” o “artigianali”, più spesse e croccanti, oppure aromatizzate al lime, al peperoncino, al pomodoro, e anche patatine light a ridotto contenuto di grassi.

Secondo i dati Iri (gruppo specializzato nelle rilevazioni di mercato), lo scorso anno nei supermercati sono state vendute 36 mila tonnellate: più di 21 mila sono classificate come  “normali” e quasi 15 mila fra “artigianali” e aromatizzate.

Abbiamo fatto un confronto fra patatine standard, “artigianali” e light, tralasciando le versioni aromatizzate, considerando i marchi: Amica Chips, Pata e San Carlo, oltre a prodotti a marchio Coop, Esselunga, Pam e Despar.

Gli ingredienti sono solo tre: patate, olio e sale. Nella maggior parte dei casi il grasso usato per friggere è olio di girasole, mentre in alcuni prodotti si utilizzano miscele.

san carlo patatineIl marchio San Carlo, leader italiano del settore, propone una gamma molto varia, sia per tipologia che per dimensioni delle confezioni. Le patatine classiche e quelle light sono fritte in una miscela di olio di palma e olio di girasole alto oleico (modificato in modo da essere più adatto alla frittura, ne abbiamo parlato qui) e sono condite con sale iodato. Quelle a ridotto contenuto di grassi contengono in aggiunta a questi ingredienti gli aromi. Per le patatine della linea “1936 Antica ricetta” si utilizza olio di girasole e sale marino.

Pata (http://www.pata.it/index_pata.php), azienda di Castiglione delle Stiviere (Mantova), propone una versione “classica”, che vede come ingredienti patate, olio di girasole e sale, e una linea di patatine “Metodo artigianale”, fritte con una miscela di olio di girasole alto oleico ed extravergine d’oliva (6%), il sale è iodato e contengono il 30% di grassi in meno rispetto alle patatine classiche.

patatine amica chips pataPer Amica Chips, azienda con sede nella stessa cittadina mantovana, abbiamo considerato due prodotti realizzati con gli stessi ingredienti: patate, olio di girasole e sale. Le patatine classiche, più economiche, della linea “La trasparente”, sono proposte anche in grandi sacchetti da 500 g; quelle della linea “Eldorada come una volta!”, invece, hanno confezioni dall’aspetto più accattivante, che rimandano all’artigianalità, e il 30% in meno di grassi rispetto alle altre patatine dello stesso marchio.

Le patatine classiche a marchio Esselunga, prodotte da Amica Chips, hanno come ingredienti patate, olio di semi di girasole e sale. I prodotti analoghi a marchio Pam e Coop, hanno gli stessi ingredienti, ma sono confezionati da Pata. Entrambi propongono anche la versione  “artigianale”, più spesse e croccanti. Anche Despar ha una vasto assortimento fra cui le scenografiche “Patatine gialle e blu”, con il 31% di patate blu, nella linea Premium. Pam offre anche patatine light, nella linea Semplici & Buoni; gli ingredienti sono gli stessi a parte il sale iodato.

patatine esselunga desparL’apporto calorico per 100 g varia da 480 a 550 kcal. Si fermano a 480 kcal le patatine light a marchio Pam e San Carlo, insieme alle linee “artigianali” Pata e Amica Chips. All’estremità oppposta troviamo le classiche Esselunga e Amica Chips. Le calorie vanno di pari passo con il contenuto di grassi, che varia dal 23% al 34%. Solo due dei prodotti più “magri” riportano sulla confezione la scritta light, ma anche sui sacchetti delle patatine “artigianali” Amica Chips e Pata si segnala un contenuto di grassi ridotto. La riduzione, però, è calcolata rispetto alla media dei prodotti con lo stesso marchio e non rispetto alla media delle patatine in commercio. Solo le patatine San Carlo classiche utilizzano anche olio di palma, e questo fa lievitare la percentuale di grassi saturi. Il contenuto di sale rimane intorno a 1-1,2 g/100 g di prodotto, passando da 0,83 g nelle patatine Pam Semplici & Buoni a 1,5 g nelle patatine Amica Chips classiche, una quantità in fondo “moderata”, per un prodotto che nasce per spingerci a bere.

Se calcoliamo il Nutri-Score – sistema di etichettatura adottato in Francia per fare una valutazione nutrizionale che prevede cinque livelli di giudizio, dalla A verde, per gli alimenti più salutari, alla E rossa, per quelli da consumare con moderazione – quattro patatine ricevono una D, a causa della quantità elevata di grassi. Negli altri casi (dieci) quando i grassi e il sale sono più contenuti, il Nutri-Score indica una C (colore giallo). Si tratta comunque di prodotti da consumare con molta moderazione. La porzione di riferimento è 25 g, ma in genere nessuno pesa la “dose” e non è facile fermarsi, a meno che non si utilizzino i sacchetti monoporzione, proposti da diversi marchi.

pam patatineBisogna poi ricordare che alcuni anni fa l’Agcom (Autorità garante della concorrenza e del mercato) ha multato le principali aziende a causa di informazioni scorrette presenti sui sacchetti di patatine. Le diciture sotto accusa richiamavano alla salute per l’utilizzo di olio di oliva, vantavano un’artigianalità fasulla (“cotte a mano”, “fatte a mano”) e non rispettavano il regolamento sui claim nutrizionali.

In ogni caso il gusto e la consistenza delle patatine “classiche” più sottili, sono diversi da quelle “artigianali”. Le differenze non dipendono direttamente dagli ingredienti, ma probabilmente dal tipo di patata e dal processo di produzione.

coop patatine

Veniamo ai prezzi: le patatine classiche con il marchio dei supermercati e le  Amica Chips “La trasparente” da 150-180 g costano 5-6 €/kg (1 euro a sacchetto). L’importo sale a 7-8 € per la versione classica di Pata; 8,5 per San Carlo Classica. Quelle “artigianali” costano di più  – in media 9-12 €/kg – e si arriva quasi a 20 € per quelle gialle e blu. Le light,  San Carlo e Pam, costano 11-12 €/kg. I prezzi comunque variano notevolmente a seconda della confezione. Per esempio le patatine San Carlo classiche nei sacchetti da 300 g si comprano a 7,5 €/kg che lievitano a 12 per la confezione da 75 g.

Le versioni meno ricche di grassi sono più costose. Gli ingredienti differiscono solamente per la presenza di sale iodato e/o olio di girasole alto oleico, quindi il prezzo diverso è probabilmente legato a strategie di marketing. Non trattandosi di un cibo da consumare spesso, conviene comunque leggere le etichette e scegliere in base al gusto ma anche al tipo di grasso e alla quantità di sale.

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* Prezzi rilevati sui siti delle principali catene, riferiti alle confezioni da 130-180 g

** prezzo dei sacchetti da 75 g

© Riproduzione riservata

  Valeria Balboni

Valeria Balboni

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9 Commenti

  1. Avatar

    Premetto che le adoro… ma non le mangio quasi mai, considerandole davvero cibo spazzatura (tra l’altro il sapore non ricorda certo la patata, in pratica si mangia olio e sale).
    In commercio ho trovato patatine “grigliate”, direi quindi non fritte. E’ una differenza da cui si hanno conseguenze significative nella diciamo salubrità? Grazie

    • Roberto La Pira

      Difficile rispondere senza riferimenti precisi. Diciamo che se sono grigliate, in teoria non dovrebbero contenere olio e quindi dovrebbero essere meno caloriche

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      Buonasera dott. La Pira. Avevo omesso per non fare pubblicità ed anche perché non ho più la busta.
      Si tratta delle grigliate Coop:
      https://spesaonline.coopcentroitalia.it/spesa-consegna-domicilio/06122/prodotto/coop-patatine-grigliate-200-g-416416
      Vedo che negli ingredienti c’è l’olio di girasole. Grazie

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      Valeria Balboni

      Gentile Osvaldo,
      Temo che il termine “grigliate” sia riferito alle scanalature sulla superficie. Il metodo di cottura non è sempre identico, ma le aziende, anche se interpellate, difficilmente rivelano i particolari del processo di produzione. Comunque leggendo le informazioni nutrizionali può capire qual è il contenuto di grassi. Nelle patatine che abbiamo considerato i grassi vanno dal 23 al 34%.

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      Valeria Balboni

      Gentile Osvaldo,
      dal link che ha inviato si vede che le patatine “grigliate” contengono il 36% di grassi, le “classiche” il 33% e le croccanti il 23%. Direi quindi che le prime non sono meglio dal punto di vista nurizonale, anzi, fra queste tre tipologie sono le più ricche di grassi.

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    salve, colgo la palla al balzo per lamentare che le patatine fritte -che adoro- sono sempre TROPPO SALATE. ho provato in un paio di occasioni quelle NON salate ma sono davvero tristi. possibile che nessuna azienda le proponga POCO SALATE?
    cerchiamo di non mangiarle quasi mai, visto che mio marito ha qualche problema di pressione alta, quindi il sale in eccesso è la sua bestia nera.

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      Valeria Balboni

      Gentile jogger,
      il contenuto di sale, nelle patatine che abbiamo considerato, va da 0,8 a 1,5 g per 100 g, quindi c’è una certa variabilità e potete scegliere quelle meno salate. Le patatine sono un alimento ricco di sale, e questo è evidente, ma a volte è più difficile evitare il sale presente in prodotti in cui è meno “evidente”. 100 g di cracker , per esempio, contengono in media da 1,7 a 2,7 g di sale (a seconda se sono salati in superficie oppure no) e una porzione pesa circa 30 g, quindi non è difficile esagerare con il sale anche se si tratta di un prodotto che dal punto di vista nutrizionale è più equilibrato delle patatine.

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    Sicuramente si tratta di un prodotto ‘sfizioso’ ma che deve essere consumato ‘cum grano salis’. A proposito di sale, praticamente tutte le marche ne utilizzano decisamente troppo al punto che alcune risultano al limite della commestibilità, rovinando di fatto il prodotto e rendendole pure meno salubri. Per quanto riguarda i grassi di cottura (frittura), la vexata quaestio è sempre la stessa: il problema non sono i grassi saturi, peraltro più resistenti e adatti alla frittura, ma l’alterazione che ne deriva dalle alte temperature (ossidazione) di cottura, specie dei grassi polinsaturi, valutabile tecnicamente misurando la frazione polare dell’olio di frittura. Ottima soluzione l’olio di girasole ad alto contenuto oleico. N.B. il prodotto in confezione trasparente consente sì una migliore visione dello stesso ma l’esposizione alla luce non è propio l’ideale.

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    guido barbieri

    consumare troppo spesso questi prodotti da fritto industriale e’ causa di malattie che possono diventare pericolose.