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Ma quanto deve cuocere la pasta? La battaglia del Movimento Grandi Minuti

Quante volte ci siamo trovati a esaminare un pacco di pasta, cercando di individuare il tempo di cottura, scritto in genere sul retro e in caratteri minuscoli? Il Movimento Grandi Minuti – la divertente campagna social che invita le marche di pasta a rendere più visibile questa informazione, mostrando confezioni fake in cui il numeretto è scritto a caratteri cubitali – è nato per rispondere questo dilemma, dalla fantasia di un pubblicitario torinese, Marco Faccio. “Stavo cucinando per un gruppo di amici, quando ci siamo resi conto di quanto fosse poco leggibile il tempo di cottura scritto sulla confezione”, spiega Faccio, titolare dell’agenzia di comunicazione HUB 09. “Ho raccontato l’episodio in un post su Facebook, e mi sono reso conto che il problema non era solo mio”.

Il giorno dopo Faccio ha chiesto ai suoi collaboratori di fare un piccolo sondaggio, che ha confermato l’interesse del pubblico per la questione. È nata così l’idea di ridisegnare le confezioni dei principali marchi di pasta evidenziando in grande il numero dei minuti necessari: il Movimento Grandi Minuti, appunto. Un’iniziativa scherzosa che ha scatenato un acceso dibattito sui social, con la creazione di meme dedicati al tema. “Non ci aspettavamo tanta attenzione, sui social e anche in tv e sulla stampa”, ammette Faccio. Centinaia di commenti confermano l’interesse degli italiani per questo alimento, e i loro stratagemmi per cucinarlo al meglio: c’è chi taglia la pasta corta con la forchetta e prova ad arrotolare quella lunga, chi giudica dal colore e chi invece ringrazia gli autori della campagna a nome dei presbiti. Il pubblico è diviso, spiega Faccio “ tra cronometristi e assaggiatori”, in pratica tra chi si affida all’indicazione dell’azienda, e chi invece preferisce assaggiare per capire se la pasta sia davvero cotta.

pasta
Alcune delle confezioni “rivisitate”

E poi c’è chi si attiene a una via di mezzo: “Prima di scolare la pasta preferisco comunque assaggiarla”, afferma Faccio, “però l’indicazione dei minuti di cottura consigliati è utile, particolarmente oggi che si usano formati di pasta sempre diversi e vari tipi di semola”. Inevitabilmente, il dibattito sui social ha attirato l’attenzione dei produttori di pasta, che in qualche caso si sono anche messi in contatto con l’agenzia di comunicazione HUB09. Questo vuol dire che forse in futuro vedremo confezioni simili a quelle proposte dal Movimento Grandi Minuti.

Per ora il dibattito è aperto. E c’è chi come De Cecco si definisce soddisfatto della soluzione adottata finora, ossia indicare sulla confezione due diversi tempi di cottura per ogni formato, standard e “al dente”, “perché ognuno ha i suoi gusti e vanno rispettati”. Mentre Garofalo si dice pronto a rispondere alla domanda emersa dal dibattito: “Riteniamo che le indicazioni presenti sia sul fronte che sul retro delle nostre confezioni siano abbastanza visibili, ma ovviamente siamo sempre autocritici nel cercare soluzioni che rendano più agevole per i consumatori l’uso del nostro prodotto”, spiega Emidio Mansi, direttore commerciale Italia del Pastificio Garofalo.

In questo caso si tratta di un’indicazione univoca: “I tempi di cottura sono quelli che servono, considerando lo spessore del formato, ad arrivare alla perfetta idratazione della pasta”, spiega Mansi. E dipendono da diversi fattori, come le semole impiegate ma anche lo spessore del formato, che contribuisce a determinarne la consistenza e il gusto. Tanto che l’azienda  mette a disposizione dei consumatori un sito che insegna anche come riconoscere una pasta cotta correttamente, “visto che spesso si confonde pasta cruda con pasta al dente”, conclude Mansi: “quando si cucina si vorrebbe che il piatto fosse pronto istantaneamente, ma la nostra priorità è raggiungere il massimo della qualità possibile”.

Aggiornamento del 23 ottobre. In redazione è arrivata la segnalazione del primo pastificio che ha accolto la richiesta del Movimento Grandi Minuti. Con la sua nuova confezione, Pastificio Fabianelli di Castiglion Fiorentino ha ufficialmente esaudito il desiderio dei consumatori: minuti di cottura chiari e visibili.

La nuova confezione del Pastificio Fabianelli di Castiglion Fiorentino ha minuti di cottura chiari e visibili

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  Paola Emilia Cicerone

Paola Emilia Cicerone
giornalista scientifica

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Un commento

  1. Avatar

    Quanti minuti ci vorranno mai per cuocere la pasta 8, 9 o 10 ….basta. La tiri su a 8 la salti , se non è cotta la lasci nel sugo acceso altri 2 minuti aggiungendo acqua. Io addirittura toglierei l’indicazione…

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