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Pasta italiana 100%: sul mercato ci sono decine di marchi come Granoro, Armando… adesso arriva Voiello. Prezzi e qualità alti

pasta italiana voiello
I nuovi spaghetti Voiello hanno una quota di proteine pari al 14,5%. Più alta dell’2,0-2,5% rispetto a quella contenuta nella pasta Barilla

Negli ultimi anni diversi pastifici si sono impegnati nella produzione di pasta ottenuta con grano 100% italiano. Si tratta di una scelta realizzata per esaudire le richieste dei consumatori erroneamente convinti che la materia prima italiana sia sempre superiore. Riconoscere la pasta 100% made in Italy sugli scaffali del supermercatoè facile, perché questo aspetto viene rimarcato in modo evidente sulle confezioni. Barilla, attraverso il marchio Voiello (nato in Campania nel 1879 ma assorbito dalla società nel 1973), da qualche settimana ha lanciato la nuova pasta di grano Aureo, una varietà coltivata nelle regioni del Centro-Sud Italia in grado di mantenere  costanti gli standard di produzione anche nelle stagioni con poca pioggia. I nuovi spaghetti Voiello – assieme ad altri 24 formati – hanno una quota di proteine pari al 14,5%. «Più alta dell’2 -2,5 % rispetto a quella contenuta nella pasta Barilla», puntualizzano dalla casa madre e un pacco da 500 g costa 1,3 euro circa.

 

Pasta italiana granoro dedicato
Granoro due anni fa ha varato un’apposita linea: Granoro Dedicato ottenuta con il grano coltivato nell’alto Tavoliere della Puglia

La nuova Voiello dovrà competere con altre marche che da tempo propongono  pasta  made in italy 100%.  Granoro due anni fa ha varato un’apposita linea: Granoro Dedicato ottenuta con il grano coltivato nell’alto Tavoliere della Puglia. Per garantire un contenuto proteico del 13%, l’azienda barese ha selezionato sei delle 130 varietà di grano esistenti sul territorio: il Simeto, l’Ignazio, il Saragolla, lo Sfinge, l’Iride e il Core. «Sono quelle più adatte alla produzione di pasta di qualità – precisa il pastificio – e in questo modo abbiamo dato modo agli agricoltori, attraverso l’erogazione di premi legati al maggiore tenore proteico e al colore delle varietà, di attuare le migliori pratiche agronomiche per produrre grano duro qualità superiore». Undici i formati acquistabili. Prezzo al pubblico: 1,19 euro per la confezione da 500 grammi (vedi tabella) .

 

Pasta 100 italiana gragnano cittaA Gragnano in provincia di Napoli dove è stato fondato il consorzio “Gragnano città della pasta IGP”, i pastifici dei Campi, Afeltra e Gentile producono pasta con grano coltivato esclusivamente in Italia. Si tratta di una specifica non richiesta dal marchio di tutela: l’indicazione geografica protetta non pone alcun obbligo sull’origine della materia prima. Nonostante ciò, la semola arriva soltanto dalla Puglia o dalla provincia di Matera. Le varietà di cereale più utilizzate: Saragolla e Senatore Cappelli.

 

Nella provincia di Avellino nasce la pasta Grano Armando, prodotta in quindici formati dall’azienda agroalimentare De Matteis. «Il grano utilizzato proviene dalle circa mille aziende che hanno aderito al nostro contratto di coltivazione – fa sapere Gianluca Ciamillo, responsabile marketing del marchio. – Oggi siamo alla quinta campagna di semina e, in quattro anni, gli ettari coltivati nel Centro – Sud sono passati da mille a oltre 11mila». Nasce in provincia di Enna – varietà di grano: Core, Mimmo e Simeto – la Pasta Valle del Grano trafilata al bronzo, presente sul mercato in 26 diversi formati e proposta ad un prezzo interessante: 0,85 euro per 500 grammi.

 

Molino Pastificio Sgambaro tortiglioni_89
La linea Sgambaro di pasta trafilata al bronzo

Più a Nord operano altri due pastifici che producono pasta a partire esclusivamente da grano nazionale: Ghigi e Sgambaro (provincia di Treviso). La prima costa meno (0,64 euro per 500 grammi), ma ha un contenuto proteico leggermente inferiore rispetto agli altri. Provenienza della materia prima: Emilia Romagna, Marche, Toscana (Maremma). Il Molino e Pastificio Sgambaro commercializza due linee di prodotto, una trafilata al bronzo ed essiccata a basse temperature con il 15% di proteine costa 0,98 euro per 500 grammi, l’altra è venduta al 0,78 euro ha comunque il 14% di proteine. Per entrambe il grano arriva principalmente dall’Emilia Romagna. Per completarlo si utilizzano cereali coltivati nel Veneto, in Lombardia, nelle Marche e in Puglia.

 

pasta italiana campo grano
La semola per la pasta prodotta con grano 100% italiano costa più di quella acquistata all’estero, solo quando proviene da aziende agricole e mulini che hanno stipulato accordi di filiera con i grandi marchi che garantiscono un premio di produzione correlato alla qualità

Tutti questi marchi hanno un contenuto proteico piuttosto alto: quasi mai inferiore al 13%, quando la legge impone un minimo di 10,5 grammi per cento. Per quanto riguarda i costi,  l’acquisto della semola per la pasta prodotta con grano 100% italiano comporta una maggiore spesa, rispetto alle stesse realizzate con materia prima acquistata anche all’estero, solo quando proviene da aziende agricole e mulini che hanno stipulato accordi di filiera con i grandi marchi del settore che garantiscono un premio di produzione correlato alla qualità. Negli altri casi non è così. In fin dei conti, dunque: è meglio acquistare una pasta prodotta con grano 100% italiano oppure no? «Un contenuto proteico maggiore  – afferma Marina Carcea, primo tecnologo alimentare e direttore del programma cereali del Cra-Nut – è indice di una migliore qualità nutrizionale Per questo motivo la percentuale di proteine condiziona anche il prezzo finale, assieme alla maggiore qualità della materia prima e ad altri parametri: come il peso ettolitrico del grano e il colore della semola». Ad accrescere il prezzo è anche la trafilatura in bronzo, un tipo di lavorazione che rende la pasta più rugosa per permettere un miglior legame con i condimenti.

 

Fabio di Todaro – @fabioditodaro  © Riproduzione riservata

Foto: Thinkstockphotos.it

MARCHIO

PREZZO

QUOTA DI PROTEINE

Voiello

2,6 euro/kg

14,5%

Granoro Dedicato

2,38 euro/kg

13%

Campi

10 euro/kg

14%

Afeltra

5,6 euro/kg

13%

Gentile

7 euro/kg

14%

Grano Armando

2,98 euro/kg (formati quotidiani)
4,98 euro/kg (formati artigianali)

13,5%

Valle del Grano

1,70 euro/kg

13%

Ghigi

1,28 euro/kg

12,5%

Jolly

1,56 euro/kg

14%

Sgambaro

1,96 euro/kg

15%

 

 

 

 

 

 

 

 

  Redazione Il Fatto Alimentare

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2 Commenti

  1. E dove la mettete Pasta Rummo ???

  2. SI CREANO DEI MARCHI APPOSTA . Così saranno contenti tutti quelli che hanno le fregole di conoscere la provenienza del grano |. Però attenti che la cosa si presta ad imbrogli, e i prezzi saranno sicuramente più alti, a volte spropositati, come da V.s indagine soprariportata. LA SFIDUCIA DI BASE SI PAGA, e non è detto assolutamente che ci sia un guadagno in qualità vera.
    Si parla di acquisto “consapevole”, ma consapevole vuol dire che si è a perfetta conoscenza delle tematiche tecnico- scientifiche e di mercato di un settore alimentare, mentre dagli interventi sul tema si deduce che la maggior parte dei “consumatori consapevoli” navighi in mezzo alla nebbia più assoluta ed esprima invece esigenze ideologiche e di pancia.