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Adriano Panzironi, il giornalista che ha “inventato” la dieta per vivere fino a 120 anni, senza prove scientifiche. Il business degli integratori

Aggiornamento del 2 ottobre 2018

Per Adriano Panzironi e le sue società multa di 476 mila euro dall’Antitrust per pubblicità occulta. Condannate anche 24 tv  leggi l’articolo clicca qui

 

Un lettore ci scrive per segnalare la presenza, su alcune emittenti locali, di una trasmissione televisiva, che ha per protagonista un personaggio che parla di salute e nutrizione pur non avendo alcuna competenza per occuparsi di questi delicati argomenti.

Da tempo va in onda la trasmissioneIl Cerca Salute” su vari canali locali, che promuove un’alimentazione di tipo (sostanzialmente) paleolitico attraverso Adriano Panzironi, autore del libro “Vivere 120 anni”. Panzironi viene intervistato dal conduttore televisivo, naturalmente senza nessun contraddittorio. Negli stacchi pubblicitari vengono promossi integratori. Quello che risulta è che la dieta di “Vivere 120 anni” (sostanzialmente paleo, a base di carne, pesce, uova, verdura e poca frutta) fa bene alla salute e che la dieta mediterranea, a base di cereali, legumi e così via, non solo fa male, ma è causa di tutte le patologie croniche possibili immaginabili. In ogni puntata contrappongono il concetto di “medicina ufficiale” alle evidenze che sostengono di interpretare al meglio attraverso, appunto, lo stile Life 120. Tutto questo credo possa generare confusione nel pubblico. Spesso durante la trasmissione si scende in dettagli di fisiologia e biochimica per spiegare gli effetti deleteri del glucosio derivante dal consumo di cereali e legumi. E tutti i loro ragionamenti e dimostrazioni sembrano sempre funzionare e sembrano convincenti e incontestabili. È possibile trovare qualcuno che possa, al contrario, contestare le verità che raccontano, scendendo in altrettanto dettaglio? Un’ultima questione. Possibile che chiunque possa dire quello che vuole in televisione senza contraddittorio e senza conseguenze se afferma cose non corrette dal punto di vista scientifico ?
Andrea Cocurullo

Risponde Antonio Pratesi, medico nutrizionista.

Il programma Le Iene (Italia 1), che in passato non ha reso un gran servizio alla scienza (es. caso Stamina), in un paio di servizi descrive abbastanza bene come opera questo signore, dimenticando però di fare una domanda cruciale: “Signor Panzironi, che titolo di studio ha?”. Adriano Panzironi si presenta come giornalista e imprenditore. Non si capisce che studi abbia fatto dopo le scuole dell’obbligo, anche se dal curriculum non emergono studi formali nel campo della medicina, biologia o dietetica. È un autodidatta che in un libro (il quale, per quanto riguarda gli argomenti attinenti alla medicina, assomiglia molto a un lavoro di testi copia-incolla) di 720 pagine spiega come “Vivere 120 anni, le verità che nessuno vuole raccontarti”. Il libro si inserisce nell’ampio filone delle diete low carb, che identificano nei carboidrati la fonte di molte malattie. Per ogni patologia citata nel testo, Panzironi propone in pratica di eliminare i carboidrati e l’assunzione di integratori, che lui stesso commercializza tramite una società (life-120) per fornire i nutrienti necessari che l’alimentazione moderna, a suo dire, non è in grado di dare.

La trasmissione di Italia 1 Le Iene si è occupata del giornalista Adriano Panzironi che parla di nutrizione e salute senza alcuna competenza

Come è possibile smascherare questi pseudo-esperti della nutrizione? Il mondo della dietetica è una giungla dove personaggi ben più titolati di Panzironi, come ad esempio esperti di biochimica, oppure anche medici e biologi, sposano teorie originali (ad esempio le diete Paleo, Zona, Dukan, ecc). Si tratta di modelli alimentari “deviati” rispetto alle linee guida della WHO (Organizzazione mondiale della sanità). La questione è abbastanza complicata visto che alcuni autori scrivono libri selezionando tutti gli studi ad hoc in letteratura, per dimostrare come la carne sia l’alimento più salutare che ha permesso all’uomo di evolvere; altri diffondono tesi opposte basandosi su pubblicazioni scientifiche dove si dimostra che l’alimentazione ideale per l’uomo è quella vegana. Ma dove sta la verità? Esiste un modello alimentare ideale basato sulla sintesi delle evidenze scientifiche (evidence based medicine), oppure è tutto relativo?

Le linee guida per una sana alimentazione delineate dalla WHO, basate su revisioni sistematiche della letteratura mondiale da parte di esperti (controllati anche per quanto attiene eventuali conflitti di interesse), indicano un apporto variabile dal 50 al 75% di calorie da carboidrati per lo più complessi (amido), che contenuti in cereali integrali, legumi, vegetali e frutti interi sono protettivi contro le malattie cardiovascolari, il diabete e il prediabete. I migliori modelli alimentari al mondo associati ad una bassa incidenza di malattie croniche non trasmissibili sono la dieta mediterranea (58-60% delle calorie da carboidrati), la dieta DASH (55-56,5 % da carboidrati), le diete vegetariane (56-75% calorie da carboidrati), la dieta tradizionale degli abitanti delle isole di Okinawa (>75% da carboidrati). Va da sè che le diete ricche di carne o pesce e senza cereali, legumi e tuberi non sono ottimali per la nostra salute.

Panzironi propone una dieta di tipo paleolitico, a base di carne, pesce, uova, verdura e poca frutta

Detto ciò, dobbiamo ricordare che nessuna evidenza scientifica assicura di vivere sino a 120 anni seguendo lo stile di vita proposto da Panzironi. Ci sono sufficienti elementi per depennare sia il libro di Panzironi (delirante nella sua fobia contro i “carboidrati insulinici”), sia quelli di altri autori più autorevoli e moderati, come Robert Atkins, Robb Wolf, Loren Cordain e Barry Sears. Anche la prestigiosa scuola di Harvard (Walter Willett) punta il dito contro i carboidrati ad alto indice e carico glicemico, basandosi su importanti studi condotti negli USA non sempre trasferibili in altri paesi: negli Stati Uniti le persone assumono anche 100 g di zucchero/i aggiunti al giorno, inoltre gli amidi assunti sono ad alto indice glicemico e questa è una alimentazione diversa da quella seguita della maggior parte della popolazione mondiale e italiana. Gli studi e le indicazioni di Harvard (che mettono addirittura la pasta bianca all’apice della piramide!) sono stati spesso strumentalizzati dai sostenitori delle diete low carb e hanno in parte contribuito alla cattiva fama di cui godono i carboidrati in molte diete. Il signor Panzironi, senza aver fatto studi specifici, nel suo programma televisivo spiega come funziona il corpo umano dando nozioni di fisiologia e dispensando consigli dietetici per malattie gravi come il morbo di Crohn, la rettocolite ulcerosa o il diabete mellito di tipo 1. Potremmo stare giorni a confutare le sue affermazioni… ma non risulterebbe comprensibile un contraddittorio tra un nutrizionista o un medico specializzato e un non addetto ai lavori che fa un “programma di informazione” promuovendo il suo libro e altri prodotti. L’informazione deve essere disinteressata altrimenti si chiama pubblicità. Se un medico facesse le stesse affermazioni di Panzironi in breve tempo dovrebbe rispondere al consiglio disciplinare dell’ordine. Oggi il nostro personaggio, non essendo medico, ha il grande vantaggio di dire in piena libertà le sciocchezze che vuole senza incorrere in procedimenti disciplinari (nel suo sito riporta numerose testimonianze di “guarigioni” da diverse malattie tra cui l’Alzheimer, il diabete mellito di tipo 1 e la celiachia!).

Un altro elemento su cui riflettere riguarda la cultura scientifica che in Italia non gode di buona salute. Ogni tanto giornalisti senza cognizioni scientifiche scrivono articoli oppure invitano in TV personaggi atipici per parlare di alimentazione, commettendo errori molto gravi. Bruno Vespa ha pubblicizzato e lanciato in Italia personaggi come Pierre Dukan (radiato dall’ordine dei medici francese), Piero Mozzi (dieta gruppi sanguigni, la madre di tutte le bufale dietetiche) e Alberico Lemme (il farmacista che fa il dietologo). Probabilmente tra poco vedremo anche Panzironi, che così raggiungerà l’apogeo della notorietà e venderà migliaia di libri e di integratori.

integratori pastiglie
Panzironi ha un grosso conflitto di interessi: usa la trasmissione per promuovere il suo libro “Vivere 120 Anni” e i suoi integratori

La scarsa cultura scientifica italiana si percepisce anche leggendo i libri di medici che scrivono testi di nutrizione senza riferimenti bibliografici. Questa è una cosa inaccettabile perché nella medicina nessuno è autoreferenziale e le affermazioni devono essere supportate da una fonte. Persino autori anglosassoni di libri farlocchi inseriscono nel testo riferimenti bibliografici a sostegno di strane ed esoteriche teorie dietetiche. In Italia ci sono diversi medici “tronisti” della TV che pubblicano libri senza referenze! Anche il signor Panzironi non cita alcun riferimento bibliografico pertanto quanto viene detto dovrebbe essere accettato come un dogma!

Il lettore chiede cosa fare per difenderci: la soluzione è quella di capire quale sia il titolo di studio dell’esperto e le competenze sulla materia che sta dibattendo. Detto ciò anche se la persona ha un titolo di studio  (laureato in biochimica, biologia, medicina), non è prudente seguire teoremi dietetici difformi rispetto alle linee guida della WHO (ad esempio Barry Sears, Loren Cordain o Walter Longo). Un altro aspetto importante è l’eventuale conflitto di interessi (vendere un libro, promuovere un marchio, fare pubblicità a se stesso). L’ultima cosa è verificare che vi sia una bibliografia per i testi scritti.

Nel caso specifico, Panzironi non ha competenze in materia, parla di medicina e dispensa indicazioni (non corrette) come se fosse un esperto; ha un interesse personale che è vendere libri e integratori; non riporta alcun riferimento bibliografico per cui ciò che scrive non è verificabile. Vedendo Panzironi viene in mente la signora Wanna Marchi che ha iniziato la sua carriera vendendo prodotti dimagranti: sappiamo tutti come è andata a finire ma ci sono voluti molti anni per riuscire a bloccarla. È evidente che lo stato italiano non ha ancora gli anticorpi (sanzioni adeguate o una legge ad hoc) per stroncare certi fenomeni sul nascere e tutelare la popolazione.

Antonio Pratesi (l’autore dichiara di non aver alcun conflitto di interesse)

Bibliografia essenziale

Dieta DASH

Appel LJ, Moore TJ, Obarzanek E, Vollmer WM, Svetkey LP, Sacks FM, Bray GA, Vogt TM, Cutler JA, Windhauser MM, Lin PH, Karanja N. A clinical trial of the effects of dietary patterns on blood pressure. DASH Collaborative Research Group. N Engl J Med. 1997;336(16):1117.

Dieta Mediterranea

Schwingshackl L, Hoffmann G. Adherence to Mediterranean diet and risk of cancer: a systematic review and meta-analysis of observational studies. Int J Cancer. 2014;135(8):1884. Epub 2014 Mar 11.

Sofi F, Cesari F, Abbate R, Gensini GF, Casini A. Adherence to Mediterranean diet and health status: meta-analysis. BMJ. 2008;337:a1344. Epub 2008 Sep 11.

Widmer RJ, Flammer AJ, Lerman LO, Lerman A . The Mediterranean diet, its components, and cardiovascular disease. Am J Med. 2015;128(3):229. Epub 2014 Oct 15.

Diete Vegetariane

Barnard ND, Katcher HI, Jenkins DJ, Cohen J, Turner-McGrievy G . Vegetarian and vegan diets in type 2 diabetes management. Nutr Rev. 2009;67(5):255.

Craig WJ. Health effects of vegan diets. Am J Clin Nutr. 2009;89(5):1627S. Epub 2009 Mar 11.

Rao V, Al-Weshahy A. Plant-based diets and control of lipids and coronary heart disease risk. Curr Atheroscler Rep. 2008;10(6):478.

Weaver CM . Should dairy be recommended as part of a healthy vegetarian diet? Point. Am J Clin Nutr. 2009;89(5):1634S. Epub 2009 Mar 25.

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  Antonio Pratesi

Antonio Pratesi
medico nutrizionista

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89 Commenti

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    I commenti (e l’articolo) pro medicina ufficiale mi ricordano drammaticamente le battute del Malato Immaginario di Molière in cui il malato non poteva osare di guarire senza il consenso dei medici. Nessuno mette in dubbio la serietà della professione medica, ma tanta albagia dei cosiddetti addetti ai lavori dovrebbe almeno essere giustificata da clamorosi successi nella cura (Vera CURA E NON CONTENIMENTO) delle malattie degenerative: cancro, osteoporosi, artrite, diabete, ipertensione e naturalmente moltissime altre. La fiducia che si dà a chi cerca strade alternative non è frutto di ignoranza o illusione, ma di giusto sospetto di fronte alla arroganza di una classe medica, peraltro molte volte pesantemente implicata in truffe (quelle sì autentiche) concordate con le lobby farmaceutiche. Inoltre faccio notare che Panzironi RIPORTA la bibliografia a cui ha attinto. Quindi, quanto ad orgoglio ignorante, propongo di rileggere la storia della medicina e dei suoi innumerevoli bluff: legittimi e fondamento di ulteriori scoperte e miglioramenti, certo, ma anche certo una prova inconfutabile che anche i professionisti possono sbagliare: perché non riconoscerlo e difendersi faziosamente dando addosso a voci fuori dal coro?

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      fabrizio_caiofabricius

      “…cancro, osteoporosi, artrite, diabete, ipertensione e naturalmente moltissime altre…”
      morendo a 30-40 -50 (boom!) anni, pochi erano i casi, ovviamente e semplicemente. Si moriva prima e male, molto male.
      Quante balle talebane sui bei tempi andati, quando virus, batteri, funghi e micotossine flagellavano un’umanità giovane e fragile d’ignoranza superstiziosa. Basta rileggersi un’immensa drammatica letteratura internazionale.

      Oggi grazie all’impegno di ricercatori motivati e seri, la stragrande maggioranza, anche le patologie legate soprattutto all’invecchiamento possono aver trattamenti sempre più efficaci. Ma il metodo di ricerca deve essere quello SCIENTIFICO razionale e replicabile. Non balle webeti tanto più apprezzate quanto più contrarie alla ricerca e alla scienza ufficiale.

      Altrimenti è superstizione, fideismo religioso settario e populista in cui vendicativamente crogiolarsi.

      La conoscenza e la preparazione scientifico-culturale è vista con sospetto? Anzi con sicuro disprezzo?

      L’illuminismo laico, razionale, democratico e universale che ha dato il livello più alto di benessere mai raggiunto dall’umanità ormai non convince più ? Ma almeno non venga sostituito da un neo-medioevo tetro e fasullo, un CIALTRONEVO forcaiolo in cui ci si vanta di essere ORGOGLIOSAMENTE IGNORANTI e dove si va preparando l’ennesima caccia alle streghe da pochi arricchiti santoni arruffapopolo

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      Il libro di Panzironi NON “RIPORTA la bibliografia a cui ha attinto”!

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    Grazie mille per l articolo e la (tanta) pazienza nelle risposte ai commenti

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    mi fa piacere che si sia qui trattato un argomento di tal fatta, dato che mi capita, purtroppo, sempre su più canali (sarà perché ciò che vende sta penetrando con molto profitto la credulità popolare), di cercare di seguire i ragionamenti del signor Panzironi. a parte l’evidente conflitto di interessi, non riesco a capacitarmi come possa, un domani, avere successo su larga scala una dieta di questo genere, in considerazione delle gravissime ripercussioni sull’ecosistema che potrebbe comportare. ma vi immaginereste 7÷8 miliardi di persone che mangiano carne, pesce e uova tutti i giorni???

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    Peccato che non si prendano in considerazione tutti i risultati ottenuti con lo stile alimentare promosso da Panzironi che per altro non si inventa nulla ma
    Semplicemente da esperto di ricerca ha messo insieme tutte informazioni che nessuno può confutare. I numerosi successi delle persone che seguono questo stile alimentare e’ più che sufficiente a dimostrare che quello da lui proposto sia un metodo efficiente per la salute e il benessere della persona.

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      Ho capito!! Panzironi è “l’unto del Signore”… e tutti i medici sono inutili e corrotti!
      Tanto vale abolire la laurea in medicina e il Servizio Sanitario Nazionale…a che servono???!….
      Panzironi è il nostro Salvatore!!!!

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    Quando un bambino dice in pubblico che il re è nudo, lo odiate vero? Bene, ma chi ha gli occhi aperti vede che i bei vestiti dell’ imperatore ( i titoli, le competenze, le lauree ecc.) sono illusioni, si unirà al bambino e sarà libero.
    Raccoglierete i frutti della vostra strafottenza, noi ci mettiamo dalla parte del bambino, sempre di più e saremo tanti e liberi.
    Panzironi è un eroe e come lui tanti altri . Questi eroi si ergono in alto, comunque li combattiate. Onore a loro.
    E quando si tratta di salute non si scherza sulla nostra pelle con la scusa dei protocolli, ma si verifica con onestà.
    Ma bisogna essere onesti e usare il cervello, forse qui sta il problema.
    Comunque voglio essere generosa, volete un riferimento? Andatevi a vedere la dr.ssa Terry Whales e il suo caso, così avrete pure medico e paziente in una sola persona.

    • Roberto La Pira

      Il mondo della nutrizione non ha bisogno di “eroi” ma di professionisti preparati. Forse è proprio questo il problema cercare un eroe che di solito esiste solo nelle favole.

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    ….ahahah….!!!! …..e pensare che abbiamo un Ministro dela Sanita’ che ha appena un diploma di Scuola Superiore…!!!!!!!!!!…………ma fatemi il piacere…!!!!!!!!!

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    aiuta desideri

    Ma vi fareste trapanese i denti da un giornalista? Fare i calcoli per il cemento della vostra casa da un filosofo? Cucire un abito dal fruttivendolo?

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    SU UNA COSA SOLA HA RAGIONE PANZIRONI… LO ZUCCHERO CHE VA LIMITATO AL MINIMO…SI SA CHE I TUMORI SI NUTRONO DI ZUCCHERO.
    CERTO CHE UNA DIETA CORRETTA ABBRACCIA OGNI ALIMENTO MA IN DOSE RIDOTTA, NON SI FAVORISCE CERTO UN ALIMENTO PIUTTOSTO CHE UN ALTRO.
    MA BIBITE ZUCCHERATE, ALCOLICI, DOLCI SONO I PRIMI A ROVINARE LA NOSTRA VITA.
    I MEDICI BRAVI E SERI SONO SICURAMENTE POCHI PERCHE’ LA NOSTRA ALIMENTAZIONE SALVEREBBE IL NOSTRO CORPO. SE SI MANGIA CORRETTAMENTE IL NOSTRO FISICO RIMANE SANO.

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      antonio pratesi

      Per chiarezza dobbiamo specificare che l’AMIDO è diverso dallo ZUCCHERO.

      L’errore cruciale di Panzironi è sostenere che un etto di pasta secca (AMIDO = lunghe catene di glucosio) equivale a 80 gr di ZUCCHERO bianco da tavola (= saccarosio = 1 molecola di glucosio + 1 fruttosio) e che sono egualmente dannosi.

      IN BREVE: In un individuo sano solo una piccola percentuale (1-3%) del glucosio (ad es.amido da pasta) va a formare nuovi grassi (de novo lipogenesi), mentre il fruttosio (50% dello zucchero) ha un metabolismo molto diverso: la via glicolitica viene rapidamente saturata e in pratica gran parte del fruttosio va a formare acidi grassi e trigliceridi perché l’enzima coinvolto (fruttokinasi) non è soggetto a feedback negativo da parte di ATP e citrato (come avviene normalmente per l’enzima implicato nel metabolismo del glucosio).
      Detto in parole povere lo zucchero bianco da tavola (o il fruttosio puro) aumenta dopo il pasto gli acidi grassi nel sangue (trigliceridi), mentre la pasta no! (ho semplificato)

      Ma questo P. non lo sa, tanto è vero che propone nei dolci l’uso del fruttosio (pag.596 del suo libro) perché ritiene che sia più salutare. In realtà è principalmente il fruttosio aggiunto agli alimenti, per il suo particolare metabolismo (di cui si può parlare a lungo), la parte dannosa dello zucchero bianco.

      Le popolazioni più sane e longeve al mondo hanno una dieta basata per lo più sull’AMIDO (pasta, riso, mais, patate, pane, legumi) mentre le popolazioni “più obese” (ad es. USA, Messico, Australia) hanno tanto ZUCCHERO da tavola o fruttosio (HFCS) AGGIUNTI nella loro dieta … e tanti grassi (che P. consiglia di usare in abbondanza!).
      Fonte: http://bit.ly/2E4sJfH

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      Scusi dottore ma con l’insulina come la mettiamo? L’insulina non aumenta il colesterolo? E il glucosio non ha un indice glicemico molto più alto del fruttosio? E la frutta non è piena di fruttosio? Quindi dovremmo limitare la frutta e mangiare più amido?

    • Avatar
      antonio pratesi

      Caro Simone, l’INSULINA assieme alla leptina è un ormone molto importante per il controllo a lungo termine dell’introito calorico (“controllo della FAME”) e dell’omeostasi (“giusto equilibrio”) energetica. Sia l’insulina che la leptina agiscono sul nostro cervello per inibire l’introduzione del cibo e aumentare il dispendio energetico. L’insulina è stimolata non solo dal GLUCOSIO ma anche dagli AMINOACIDI (proteine). L’insulina può indirettamente stimolare la produzione di leptina da parte delle cellule del tessuto adiposo attraverso un aumento del metabolismo del glucosio.

      Al contrario il GRASSO e il FRUTTOSIO non stimolano la secrezione di insulina e quindi non aumentano la produzione di leptina. La grelina invece è un ormone che aumenta l’introito di cibo (“FAME”) ed è inibita dall’introduzione di cibo ma NON dal grasso o fruttosio. Questi segnali a lungo termine interagiscono anche con quelli a breve termine aumentando la sensibilità all’effetto saziante della colecistochinina (segnale a breve termine).

      Studi su animali e sull’uomo indicano che diete ricche di ZUCCHERO da tavola e FRUTTOSIO inducono aumento di peso, iperlipidemia, insulino resistenza, ipertensione e una aumentata insorgenza di diabete. Il fruttosio inoltre aumenta il grasso viscerale (“pancia”), l’aterosclerosi e le malattie cardiovascolari. Il fruttosio si comporta come se fosse grasso.

      In SINTESI 1) è importante che vi sia un AUMENTO transitorio e periodico dell’INSULINA per il controllo della fame e per aumentare il dispendio calorico; 2) L’amido e le proteine (ad es la pasta al dente e i legumi…) stimolano l’insulina in maniera ottimale; 3) il fruttosio (zucchero bianco o sciroppo di fruttosio) e i grassi NON hanno questo effetto e non controllano la fame. Quindi è meglio assumere AMIDO (preferibilmente associato a fibra) e non ZUCCHERO da tavola, FRUTTOSIO o GRASSI.
      L’insulina in una persona sana non è associata ad un aumento del colesterolo… nel caso di insulinoresistenza (prediabete-diabete) invece lo è. Quindi è importante non crescere di peso e mantenersi fisicamente attivi.

      Il valore dell’indice glicemico rimane controverso nel campo della nutrizione: non è un criterio che da solo va considerato per impostare una dieta. Noi non mangiamo singoli alimenti ma una miscela di cibi con diversi tipi di carboidrati, proteine e fibra alimentare e il risultato del pasto è completamente diverso dal punto di vista metabolico.

      Quanto al Fruttosio nella frutta gli studi a nostra disposizione indicano che “non fa male”. In natura il fruttosio è nella frutta “impacchettato” dentro le cellule, con la fibra, fitonutrienti e antiossidanti. Tanto è vero che l’effetto iperglicemizzante (=aumento di glucosio nel sangue) dello zucchero da tavola viene attenuato se è accompagnato da un mix di ribes nero e mirtilli rossi (che contengono loro stessi zuccheri) probabilmente perché la fibra della frutta ha un effetto gelificante nello stomaco e intestino, che rallenta l’assorbimento degli zuccheri. E’ stato realizzato uno studio (con pochi soggetti ma molto interessante) in cui le persone hanno introdotto per mesi l’equivalente di circa 280 gr di zuccheri al giorno SOTTO FORMA DI FRUTTA senza alcun effetto dannoso su peso corporeo, pressione arteriosa, livelli di insulina, colesterolo e trigliceridi. La WHO consiglia di incrementare il consumo di frutta come minimo sino a 400 gr al giorno. Non è stato fissato un limite superiore di consumo. Anzi un altro studio, con pochi soggetti ma degno di nota (Jenkins DJ, 2001), suggerisce che più frutta (e verdura) assumiamo migliori sono i benefici per la nostra salute (riduzione sino al 33% del colesterolo cattivo-LDL).
      Fonte: http://bit.ly/2E4sJfH

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    Senza assolvere Panzironi e le sue promesse insostenibili sulla longevità, ma solo per fare una considerazione generale valida per tutti i professionisti ed i ricercatori, faccio notare che un professionista risulta ufficialmente qualificato per tutta la durata della sua vita professionale, dopo gli studi universitari giovanili e l’esame di abilitazione, mentre un ricercatore vero e serio studia tutta la vita e non si accontenta di un titolo acquisito in gioventù come un professionista ufficializzato.
    Questo perché la conoscenza scientifica è in continuo divenire e dieci anni sono un’era geologica delle scoperte e nuovi studi scientifici costantemente acquisiti e frequentemente smentiti da altri nuovi e più aggiornati.
    In sintesi estrema non è un’abilitazione “antica” a garantire la professionalità del professionista, ma la passione dello studio e la ricerca continua di tutto quello che non si conosce ancora, oppure è superato dalle nuove evidenze dei ricercatori.

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      antonio pratesi

      Ma è ovvio! Il medico (come altre professioni sanitarie) ha l’OBBLIGO di aggiornamento continuo e deve accumulare continuamente crediti formativi.

      La professione del medico ha un contenuto intellettuale così elevato che in pratica è costretto a studiare continuamente per tutta la vita.

      L’evoluzione della ricerca è così rapida ed estesa (ogni giorno vengono pubblicati migliaia di articoli su riviste mediche) che è impossibile essere aggiornati su tutto in tempo reale. Per questo i medici/biologi … ogniqualvolta hanno un problema particolare (e capita ogni giorno) debbono confrontarsi con altri specialisti e/o devono studiare i singoli problemi usando banche dati mondiali (Medline, Cochrane) o dei programmi di aggiornamento (ad es. UpToDate®) che indicano lo stato dell’arte OGGI (diagnosi e terapia) su ogni ambito della medicina.
      Ad esempio posso cercare quale è OGGI il modo corretto per diagnosticare il Morbo di Crohn (o il diabete) e quali sono OGGI le terapie migliori. Fra 2/6 mesi potrebbero esserci delle novità.
      Le banche dati e l’informatica sono ausili irrinunciabili in medicina.

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      Vogliamo parlare degli “aggiornamenti” gratuiti sponsorizzati dalle case farmaceutiche e dalla Barilla?

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      Antonio Pratesi

      In effetti i corsi di aggiornamento sponsorizzati dalle case farmaceutiche condizionano la cultura della classe medica che è portata a sovrastimare il potere terapeutico dei farmaci e sottostimare il ruolo dell’alimentazione e dello stile di vita (pochi sono i corsi in questo ambito). In un mondo ideale non dovrebbero esistere. Dovrebbero essere permessi solo i corsi organizzati da istituzioni come Ordini dei Medici, ASL, Regioni o Enti Governativi (che a loro volta non dovrebbero essere sponsorizzati da nessuna industria o casa farmaceutica).

      Anche le industrie alimentari condizionano le società scientifiche (di Nutrizione, Pediatria, Medicina Generale ecc.. e/o i singoli professori) per cui abbiamo esperti in ambito di Obesità e Nutrizione che si fanno portavoce di una “informazione istituzionale” o che fanno parte di importanti commissioni governative, che non sono indipendenti.
      Il Fatto Alimentare ha denunciato diverse volte questo conflitto di interessi. http://bit.ly/2rgwXzl

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    fabrizio_caiofabricius

    La conoscenza scientifica se non si aggiornasse continuamente non sarebbe “conoscenza”.
    La riemergente, orgogliosa e trionfante ignoranza fideistico-superstiziosa è invece immutabile da secoli, millenni, malgrado i lustrini dei nuovi mezzi tecnologici attraverso i quali fa nuovi adepti con le consuete armi strategiche della paura e dell’ignoto.

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      La conoscenza è infinita come l’universo, mentre la nostra è molto finita, direi infinitesimale, sempre provvisoria e regolarmente smentita.
      Ma se premettiamo che stiamo parlando dello stato dell’arte allora siamo perfettamente d’accordo, perché la conoscenza “attuale” non è fantasia ma ricerca scientifica seria, anche se provvisoria.
      Poi nel merito, occorre anche premettere sempre che la scienza medica e medico-dietetica in particolare, è purtroppo/perfortuna statistica, in funzione della biodiversità umana e dell’evoluzione genetica.

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    fabrizio_caiofabricius

    Certo che molto c’è ancora da conoscere e approfondire , ma il metodo deve rimanere scientifico, razionale, replicabile. Mi sembra invece evidente la deriva cialtronesca e fideistico-superstiziosa che traspare dal sottobosco webete orgogliosamente ignorante e daai crescenti guitti idoli mediatici in quanto miles gloriosus contro gli ‘estblshment’ qualunque essi siano (dalla scuola alla sanità)

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    Quando peró trovate un esperto con titolo di studio che “sa” perchè ha studiato ed ha un fisico muscoloso, tonico e senza pancetta e nemmeno magrissimo, fatemelo sapere perché fino ad ora non ne ho visto nemmeno uno.

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    Caro Dott. Pratesi,
    grazie per l’articolo. Sono solo un lettore che, in pensione, cerca da tempo di informarsi su una corretta nutrizione, non per vivere 120 anni ma per vivere gli anni che gli restano in buona salute.
    Capisco perfettamente la Sua posizione sul Panzironi e semplicemente leggendo molta letteratura nutrizionista non si può che essere d’accordo con Lei. Quanto al metodo scientifico è ovvio che bisogna avere competenze specifiche, accertate e documentate. Un medico dà sicuramente maggiori garanzie di scientificità del giornalista Panzironi.
    Mi capita in questi giorni, però, di leggere un libro del Dott. Massimo Pandiani, Il grande inganno del cibo, dove, in patica, in un discorso che, a mio parere, sembra quasi sostanzialmente simile a quello di Panzironi, il Pandiani detta una serie di regole per un programma nutrizionale diretto ad ottenere una “buona salute”. Ebbene la regola numero 1 indicata dal Dott. Pandiani a proposito dei carboidrati è questa: “Eliminare completamente tutti i cereali, lo zucchero e il fruttosio”.
    Passi per il giornalista Panzironi, ma Pandiani è, leggo testualmente sulla quarta di copertina, “Massimo Pandiani, Medico-chirurgo, Specialista in Urologia, è speaker internazionale di Medicina Biomolecolare e Funzionale e ha pubblicato otto libri sulla nutrizione e la medicina funzionale (www.massimopandiani.it)”.
    A questo punto, da semplice lettore incompetente di medicina che tenta di informarsi al meglio per mettere in pratica il meglio di ciò che legge, resto sconcertato!!! Mi può, per favore, illuminare su questa strana coincidenza di vedute tra il giornalista privo di conoscenze scientifiche e il medico affermato, per giunta nutrizionista?
    Grazie, cari saluti, buon anno e buon lavoro.
    Francesco

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      antonio pratesi

      Grazie Francesco per la giusta osservazione.

      1) A volte la laurea in medicina non basta. Ad esempio in Italia ci sono circa un centinaio di medici che sono contro i vaccini (Medici NOvax) anche se questa è una posizione incompatibile con una visione corretta e condivisa dalla comunità scientifica internazionale in quanto i vaccini, con tutti i loro limiti, sono una delle più grandi conquiste della medicina.
      2) La laurea in medicina non prepara in maniera adeguata nel campo della nutrizione i futuri medici. 3) Come ci sono diversi medici NOvax ci sono anche medici che sostengono tesi simili a quelle di Panzironi.
      4) Il termine Nutrizionista è oramai una “barzelletta”, privo di ogni significato. Ci sono addirittura diversi medici molto famosi, “tronisti” della TV, che si definiscono “Nutrizionisti” ma non lo sono affatto! Nella fattispecie il medico che lei cita è un urologo e non mi pare abbia alcuna specialità o master in nutrizione! Basta mettersi a fare diete, scrivere libri o fare conferenze in cui si parla di nutrizione e automaticamente sei un “Nutrizionista” (ti definisci o ti chiamano o ti fai chiamare Nutrizionista). Ma in realtà è spesso una parola vuota che non è sinonimo di competenza.

      Quindi capisco il suo sconcerto. Su youtube ci sono diversi medici che postano video a sostegno della dieta dei gruppi sanguigni o della dieta Paleo con decine/centinaia di migliaia di visualizzazioni e follower.
      Forse la sua confusione è dovuta al fatto che per le sue letture non ha seguito le indicazioni (ABC) per scegliere un buon libro di nutrizione: http://bit.ly/2dB6ypm 🙂

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      “Ma è ovvio! Il medico (come altre professioni sanitarie) ha l’OBBLIGO di aggiornamento continuo e deve accumulare continuamente crediti formativi.
      La professione del medico ha un contenuto intellettuale così elevato che in pratica è costretto a studiare continuamente per tutta la vita.”
      Comprendo e condivido lo sconcerto di Francesco, un po’ meno la sua convinzione oscillante sul livello dei suoi colleghi professionisti.

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      antonio pratesi

      In effetti caro Ezio tutte le categorie hanno le loro pecore nere e i medici non fanno eccezione.

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    Sarebbe encomiabile l’impegno del fatto alimentare nell’educazione alimentare dei cittadini italiani, se non fosse che (forse per fortuna) i boccaloni sono refrattari a qualunque lume della scienza, non resta che sperare nella selezione naturale.
    Purtroppo il tasso di riproduzione dei boccaloni è più alto della media della popolazione, sembra una applicazione dell’antica legge di Gresham in ambito demografico, spero di sbagliare!
    A tutti i collaboratori del fatto alimentare: coraggio, in tanti vi apprezziamo.

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    Corrado giannone

    Sono totalmente d’accordo con l’autore dell’articolo

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    Sono veramente infastidita aver letto parole irriverenti se non offensive nei confronti non solo di Panzironi ma anche nei miei confronti, e nei confronti di chi segue con interesse il Life 120, perchè da qualche tempo sto seguendo questo stile di vita e sto già notando dei notevoli miglioramenti delle patologie di cui soffro……. quindi sig. Fabrizio moderiamo i termini per cortesia, non mi sento nè boccalona e nè una webeta come deride lei. Si informi meglio con un pò più di umiltà….. e provi solo per un paio di settimane a seguire questa “dieta” prima di parlare a vanvera.
    Panzironi ha semplicemente studiato la biochimica sugli stessi testi universitari degli aspiranti futuri medici, ed approfonditi i risultati delle scoperte di questi ultimi anni da parte di emeriti scienziati internazionali. Inizialmente per tentare di capire come risolvere i problemi di salute che lo affliggevano da anni e che la medicina ufficiale aveva fino ad allora fallito. Ottenuto il successo nell’applicare quanto aveva appreso e ritornare così in salute, ha voluto mettere a disposizione di tutti il suo sapere pubblicando il libro. Un lavoro grandioso.

    Secondo me, anche se non ha il famoso “pezzo di carta” che gli conferisce la “patente” di medico, sicuramente ne sa quanto un medico in materia di nutrizione.
    Certo che questo fatto ha scatenato le ire di una buona parte della classe medica che professa il contrario…. mi viene maliziosamente da pensare: forse i corsi di aggiornamento sono tenuti da docenti/ricercatori pagati dalle lobby farmaceutiche che hanno tutto l’interesse che la popolazione sia ammalata? Perchè non c’è apertura di visione? Perchè non rivedere le proprie convinzioni? Perchè non mettersi in discussione ritornando a studiare sui vecchi testi di biochimica ormai dimenticati e tornare a ragionare con la propria testa? Forse troppa presunzione. Qualche medico eticamente onesto lo ha ammesso.

    Poi mi ha stupito la presa di posizione de il Fatto Alimentare su questo argomento solo perché segnalato da qualcuno e senza prima verificare. Stesso principio usato da “Le Iene”.
    Gridiamo tutti “al lupo, al lupo” solo perché Panzironi è un giornalista e non un medico come altri autori delle diete più svariate? E’ questo il motivo? Vi sentite scalzati dalle teorie di un giornalista? Che timore avete? Forse temete le grandi quantità di libri venduti ed il costante aumento dei followes e delle testimonianze di chi è guarito da diverse patologie?

    Vorrei anche precisare che fare integrazione è una libera scelta e non un obbligo. Io stessa uso alcuni integratori che non sono della Life 120 seguendo però le indicazioni di Panzironi. Altri li ho voluti acquistare per libera scelta. Quindi?

    Mi permetto di chiedere al Dott. Antonio Pratesi, che è intervenuto in questo blog con competenza ed autorevolezza, di chiedere un confronto diretto con Adriano Panzironi, così “potrà smascherare questo pseudo-esperto della nutrizione”, e chiarire definitivamente questa diatriba.

    • Roberto La Pira

      Chiunque abituato a una dieta e a uno stile di vita scorretto quando si sottopone per qualche settimana a una dieta o comincia a modificare lo stile di vita trova un giovamento. Il problema è poi proseguire e capire se è davvero un buon sistema. Purtroppo nella maggior parte dei casi si tratta di finti regimi alimentari destinati ad essere abbandonati.

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      Concordo con il fatto acquisito e confermato che cambiando dieta, nel primo periodo, si ottengono quasi sempre buoni risultati.
      Questo è valido anche per un regime dietetico prescritto da un medico dietologo o nutrizionista.
      Il problema e la chiave della longevità di cui si parla però non è questo, perché il tema richiede altro approccio più complesso della biochimica fisiologica studiata a scuola e richiede la massima apertura mentale nella ricerca scientifica dei fattori determinanti la corretta replicazione cellulare.
      Il tema longevità interessa lo stile di vita di tutta una vita e come qualche ricercatore ha evidenziato (es. Valter Longo), è molto legata alla genetica individuale o di gruppi ristretti come alcuni giapponesi, sardi, montenegrini, ecc.. che condividono genetica e stile di vita.
      Molto c’è da studiare, poco si sa e quel poco non va confuso con un regime dietetico dimagrante, di cui tanti professionisti parlano e confliggono tra loro, creando solo confusione.
      Non ho notizie di medici scienziati nutrizionisti che siano vissuti più di cent’anni applicando i loro principi dietetici.

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      antonio pratesi

      Ancel Keys colui che “scoprì” e coniò per primo il termine “dieta mediterranea” è vissuto 100 anni e 10 mesi.

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      Su Keys siamo completamente d’accordo, ma una rondine non fa primavera e di tutti i seguaci odierni pochissimi raccomandano la Mediterranea come lui l’ha definita.
      Più che pecore nere, come lei definisce alcuni colleghi, dovremo parlare di mosche bianche in positivo solo per alcuni sparuti ricercatori, di cui lei fa sicuramente parte.
      Nonostante il riconoscimento dell’UNESCO e la normalizzazione UNI/PdR 25:2016, a me risulta che nonostante il prezioso patrimonio ereditato dai nostri avi mediterranei, negli ultimi trent’anni solo qualche centinaio di macrobiotici filo giapponesi, abbiano scelto e regolarmente consumato cereali integrali in alternativa alla pasta bianca, legumi in sostituzione delle carni rosse, poco pesce e latticini, molta verdura di stagione e solo frutta locale.
      Praticamente la Dieta Mediterranea originale di Keys, in contrapposizione alla pasta-pane-pizza-patate-passato di verdure e bresaola o filetto, naturalmente tutto pesato, della dieta calorica imperante.

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      antonio pratesi

      Rispondo alla signora Marusca. I “confronti diretti” alla TV nel campo della nutrizione spesso confondono il pubblico. Le bagarre tra esperti che si contraddicono a vicenda si sono sempre risolte in disastri culturali per la popolazione italiana (a Porta a Porta, Domenica Live…). La nutrizione non è un incontro di Boxe o gossip, ma educazione alla salute.

      È vero che la medicina è una scienza in continua evoluzione, ma le nuove scoperte debbono essere vagliate con metodo scientifico rigoroso (peer review). Qui siamo di fronte ad un autodidatta che senza studi formali in biologia, statistica, ricerca, medicina, riprende la vecchia dieta low carb iperproteica (già “confutata” dalla comunità scientifica internazionale) e la ripropone come una panacea curativa per tutti i mali attraverso trasmissioni televisive con annesse televendite di integratori… approfittando dell’ingenuità dei semplici per lucrare.

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    Premesso che la paleo dieta è pura follia per la sottoscritta che è vegetariana da 30 anni, voglio cmq far presente che, eccetto i dietisti ed i nutrizionisti, tutti i medici. a cui affidiamo la ns salute ad ogni minima necessità, NON hanno alcuna conoscenza inerente la nutrizione corretta. Propinano consigli dietetici basandosi su conoscenze antiquate e, spesso, già ampiamente smentite dalla scienza (ad es. i latticini fanno bene per l`osteoporosi, tanto per citarne una). Una formazione nutrizionista è fondamentale per potersi prendere cura del paziente, perchè spesso è sufficiente mettere in ordine il tipo di alimentazione ed educare alla stessa, per risolvere piccoli e, a volte, grandi problemi di salute (Barnard per la cura del diabete, per esempio).
    Perchè il ns ministero della salute non comincia a formare una classe medica che davvero può educare e sostenere il paziente dalla base, anzichè fare solo gli interessi di Big Pharma??
    Esiste una popolazione, gli Hunza, che vive sull`Himalaya e che vive circa 110/130 anni in perfetta salute e in balìa di condizioni ambientali non certo favorevoli. Sono stati studiati a lungo e non praticano certo la paleo dieta…

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    Come ha già detto A.Pratesi, la laurea in medicina non prepara in maniera adeguata i medici con i 6 anni di medicina Base, alle scienze della nutrizione. Questo è un punto a sfavore della medicina ufficiale, abbastanza grave. Considerando che i pazienti si rivolgono al proprio medico di base riportando spesso anche problemi concernenti le abitudini alimentari, sarebbe più che doveroso per un medico coscienzioso dare consigli ai propri pazienti anche su uno stile alimentare sano. Pensiamo per es. all’oncologo Veronesi o a Berrino, i quali dopo anni e anni di ricerca e lavoro hanno sempre sostenuto che la carne incide sull’insorgenza dei tumori.
    Quando i medici saranno preparati in scienze alimentari allora saranno in grado di confrontarsi con le nuove teorie emergenti… Panzironi ha ragione in parte a dire che zuccheri e carboidrati non fanno bene ; i cereali integrali invece hanno proprietà benefiche e questo lo sostengono anche alcuni oncologi e nutrizionisti esperti; secondo me sbaglia nel consigliare tante proteine animali ! Ci sono oncologi che hanno scritto libri sugli alimenti protettivi delle malattie degenerative…fidiamoci di più di questi.

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    Carissimo Roberto ci sarà pur un motivo se sempre più persone nutrono sempre maggiore sfiducia, e/o diffidenza e avversione nei confronti della scienza ufficiale, siamo ormai abituati (purtroppo) a dover subire da persone che i titoli di studio li hanno comprati, non sempre in Albania, persone che hanno titoli e competenze pagate profumatamente da industrie farmaceutiche e/o alimentari. Interessi personali e conflitti di interessi all’interno della classe scientifica e medica sono ormai sotto gli occhi di tutti. La corruzione parte dalla materia prima per finire nelle discariche, troppi gli interessi in gioco, pertanto consiglio una sobria informazione e non crociate, perché la scienza e la tecnica non li riconosciamo come religione e dispensatrici di verità assoluta.

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    E’ domenica sera, e sono capitato per caso su questo sito, ho letto con attenzione la lamentela del Sig. Andrea Cocurullo, e noto che nutre una considerevole fiducia ad una Laurea. Speriamo abbia ragione.
    Ho poi letto alcune risposte date dal Sig. Antonio Pratesi, è non capisco, visto che ha la competenza di smascerare il sig. Adriano Panzironi perchè non cerca un contraddittorio.
    Perchè gli autodidatti devono sempre essere apostrofati come dei ciarlati?

    I nostri anziani hanno sempre detto:”chi sa fa, chi non sa insegna”