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Panettone e pandoro: stessi produttori per grandi firme e marche del supermercato. Cambiano i prezzi

Il conto alla rovescia per il prezzo di panettoni e pandori è iniziato. I dolci natalizi firmati da: Bauli, Motta, Maina, Paluani, Vergani… a Milano sono venduti a circa quattro euro (come abbiamo rilevato in un’indagine prezzi che Il fatto alimentare ha realizzato con Klikkapromo il 3 e 4 dicembre), mentre quelli con il marchio dei supermercati (Coop, Auchan, Carrefour, Esselunga…) si possono acquistare spendendo 2,5 – 3 euro.

L’altro segreto di questa guerra dei prezzi è che quasi sempre i dolci firmati con il marchio dei supermercati sono confezionati da aziende ben note come: Bauli, Maina, Paluani, Vergani, Borsari, Il Vecchio Forno, Dal Colle (vedi tabella).

La più attiva è Bauli che confeziona per Conad e Despar, Borsari produce per Esselunga mentre Maina ha scelto Coop e Carrefour, Paluani Auchan e Simply, Vergani copre la seconda linea dei panettoni Conad, Dal Colle produce per Unes e Il vecchio forno artigiano per Selex

Ma come è possibile pagare un dolce natalizio quanto due litri di latte fresco?

Si tratta di un regalo che i supermercati fanno ai clienti, perchè i dolci firmati dai grandi marchi sono venduti dai produttori a un prezzo variabile intorno ai quattro euro. Considerando le regole commerciali della filiera i panettoni dovrebbero essere venduti sugli otto euro, come in effetti si legge sul prezzo riportato su alcune confezioni.

Questa svendita natalizia svilisce l’immagine del panettone e del pandoro tanto che molti consumatori li percepiscono come prodotti banali, equiparabili alle merendine. Non è così, questi dolci da forno sono preparati con una lievitazione naturale che dura due giorni e con ingredienti che per legge devono essere di pregio. Nella lista troviamo: farina, burro, uvetta, uova fresche e canditi.

Per rendersi conto basta ricordare che esiste addirittura un decreto del 22.7.2005 che definisce: la ricetta, il metodo di produzione, le caratteristiche e persino le diciture in etichetta.

Non è esagerato allineare questi dolci ai migliori prodotti made in Italy, alla stregua del prosciutto di Parma, del Parmigiano Reggiano o del Grana Padano. La verità è che i supermercati usano i dolci di Natale come prodotto civetta per attirare i clienti, ed è indubbio che l’iniziativa piace ai consumatori.

In questa situazione si può pensare a linee di produzione con ricette e ingredienti diversi, ma probabilmente non è così. Certo qualche diversità è lecita ma si tratta di sfumature visto che la ricetta è fissata per legge (quantità di burro minima 16%, canditi e uvetta 20%, uova fresche e zucchero).

Il vantaggio di scegliere i panettoni e i pandori con il marchio del supermercato è soprattutto economico.

In ogni caso le differenze tra una marca e l’altra esistono e riguardano la qualità e la quantità di uvetta e canditi, le modalità di lievitazione e di raffreddamento, che possono incidere in modo sensibile sul risultato finale.

La scelta alla fine va fatta scegliendo la marca con il sapore, l’aroma, l’alveolatura e la “sofficità” che piace di più.

P.S. A Milano il 15 dicembre  la catena Iper proponeva il panettone Maina a 1,99 euro, quasi un record!

Roberto La Pira e Valeria Nardi

Foto: Photos.com

Nella tabella riportiamo l’elenco delle grandi aziende dolciarie che producono i panettoni e i pandori per le catene di supermercati.

 Catena di supermercati  Azienda produttrice del panettone  Marchio sulla confezione
 Auchan  Paluani

 Auchan


Billa

Carrefour

Carrefour Market

Maina

Carrefour

Conad  Bauli (FBF), Paluani

 Conad


 Vergani, Paluani

 Sapori & Dintorni


Coop Maina

Coop

 Despar  Bauli (FBF)

 Ca’Dolce


Esselunga Borsari

Le Grazie

Selex (A&O, Famila…)
 Il Vecchio Forno Artigiano

 Le Bontà pasticciere

Simply Paluani

Mastro Pasticciere

Unes / U2 Dal Colle

Artigiani del Gusto

   

 

 

  Redazione Il Fatto Alimentare

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5 Commenti

  1. Avatar

    Caro Roberto, una volta ci davamo del tu, anche tu hai lavorato per le riviste trade e sai come funziona e si vede. I produttori di panettone, dopo essere stati presi per anni per il collo dalla gdo con il solito ricatto a cui sono esposti tutti i prodotti stagionali, hanno fatto di necessità virtù e accettato la svendita pur di fabbricare private label e fare girare gli impianti e pur di avere visibilità su gamme con un certo livello di margine: biscottame, merendine, pasticceria industriale. Insomma condivido e amplifico il concetto che la gdo è la vera colpevole di tutto questo. I produttori sono delle vittime, almeno per una volta. Comunque un bell’articolo.

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    avendo un’amica che lavora in una fabbrica di conserve, so per certo che se si lavora per conto terzi, la qualità cambia in base al cliente, per un noto marchio del centronord, la mia amica doveva prestare più attenzione nello scarto delle materie. quindi potrebbe essere che lo stesso produttore produca panettoni di qualità differenti.

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    Roberto La Pira

    Robby- Certo è vero a volte si riduce la percentuale di uvette o di canditi , ma si tratta di sfumature, la ricetta della norma va rispettata e la qualità è in genere ottima. Siamo di fronte al miglior prodotto di pasticceria industriale sul mercato, altro che merendine e biscotti preparati con margarine e olio di palma.

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    Caro La Pira, il suo articolo è importante perchè ci spiega che comprando un panettone a marca privata si ottiente una garanzia di qualità minima che in altre categorie alimentari non abbiamo. A parte questo le devo dire che il modo in cui è scritto e il tono dell’articolo è tutt’altro che professionale dato che suggerisce che le differenze che il prodotto di marca e la PL sono soltanto "sfumature". Affermazioni che vanno dimostrate dati e formule alla mano per ogni singolo prodotto. Insomma il suo articolo potesse essere regolamentato dalle stesse regole di diritto commerciale che si applicano sui pack o sulle pubblicità, verrebbe giudicato ingannevole

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    A Pradamano (UD) presso GDO BENNET, Domenica 16 Dicembre PANETTONE e PANDORO MAINA A 1,76 euro