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In etichetta l’origine della carne utilizzata nei piatti pronti: è una richiesta approvata dal Parlamento europeo. Il 90% dei consumatori desidera ricevere questa informazione

origine della carne lasagne
Quel che avviene già per le carni bovine fresche dovrebbe valere anche per prodotti come piatti pronti e surgelati

Le carni utilizzate come ingredienti nei prodotti alimentari trasformati dovrebbero prevedere l’indicazione del paese di origine sulle etichette. Quel che avviene già per le carni bovine fresche dovrebbe valere anche per prodotti come piatti pronti e surgelati, dalle lasagne fino ad hamburger e crocchette di pollo.

È quanto chiede una risoluzione approvata dal Parlamento europeo con 460 voti a favore, 204 contrari e 33 astenuti, che invita la Commissione europea a presentare proposte legislative, dando seguito alla relazione che aveva presentato nel dicembre 2013, in modo da riconquistare la fiducia dei consumatori dopo lo scandalo della carne equina e altre frodi alimentari.

 

Secondo i dati forniti dalla Commissione europea, oltre il 90% dei consumatori desidera conoscere l’ origine della carne contenuta nei prodotti alimentari trasformati. Per quanto riguarda l’impatto sui prezzi che avrebbe questa misura, la risoluzione del Parlamento europeo fa notare che i risultati di una ricerca condotta dall’associazione di consumatori francese Que Choisir, divergono considerevolmente dai dati di fonte industriale contenuti nella relazione della Commissione. Una questione che va approfondita, a condizione che, affermano gli eurodeputati, «tale analisi sia effettuata in collaborazione con le associazioni dei consumatori e senza ritardare le proposte legislative». L’industria di trasformazione delle carni dell’Ue conta oltre 13.000 imprese, occupa circa 350.000 persone e rappresenta un volume d’affari di 85 miliardi di euro.

 

Beniamino Bonardi

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Foto: iStockphoto.com

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Il Fatto Alimentare e Great Italian Food Trade hanno lanciato una petizione per chiedere che sulle etichette dei prodotti alimentari rimanga l’indicazione dello stabilimento di produzione

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

  1. argomento pungente!! cosa accadrebbe se scoprissimo che la bresaola è stata prodotta con carne arbgentina, o che il ragù di carne della lasagna alla bolognese arriva dalla germania, brividooo!? a mio avviso Non accadrebbe nulla di troppo reoccupante … siamo seri, se questo è vero e temessimo per la nostra salute (per quali motivi non saprei) l’avemmo comunque mangiata fino ad oggi senza morire. Diversamente se tutti ci orientassimo ad acquistare solo prodotti con origine Italiana, non faremo altro che gli interessi delle ditte nazionali, quindi non caisco che timori debbano avere le grandi industrie … d’altra parte abbiamo mai guardato i timbri dei prosciutti smarchiati che ci facciamo affettare in salumeria? se abbiamo la fortuna di vedere il bollo dello stabilimento di macellazione spesso hanno il marchio della Spagna, Germania, Danimarca …