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L’Onu chiede collaborazione tra ambientalisti e industria dell’olio di palma. Presentato il rapporto “Palm Oil Paradox”

orangutango OnuUna strategia globale in grado di salvare le grandi scimmie e i fragili ecosistemi richiede la collaborazione tra la comunità dei conservazionisti e l’industria dell’olio di palma. È  il messaggio che emerge dal Programma Ambiente delle Nazioni Unite (Unep), intitolato Palm Oil Paradox: Soluzioni sostenibili per salvare le grandi scimmie, frutto di due anni di studio  nel Sud-Est asiatico.  Il rapporto indica anche quali devono essere i passi necessari per evitare che in Africa, dove queste coltivazioni si stanno espandendo, si ripetano i danni ambientali e le perdite di biodiversità registrati in Asia.

Tra le raccomandazioni principali del rapporto dell’Onu ricordiamo quella di  individuare aree in cui le piantagioni sono vietate, perché sono zone da riservare alle popolazioni delle grandi scimmie, e posizionare vicino ai loro habitat piantagioni di palme certificate come “sostenibili”, per ridurre il più possibile  la produzione di olio di palma “irresponsabile”.

indonesia greenpeace olio di palma
Tra le raccomandazioni del rapporto dell’Onu vi sono il posizionamento di aree dove le piantagioni sono vietate

Il rapporto Palm Oil Paradox è stato realizzato dalla Great Apes Survival Partnership (GRASP),  una struttura che raggruppa 105 governi nazionali, organizzazioni conservazioniste, istituti di ricerca, agenzie dell’Onu e imprese private, il cui scopo è garantire la sopravvivenza delle grandi scimmie e dei loro habitat. Secondo il coordinatore di GRASP, Doug Cress, “il rapporto riconosce che l’olio di palma è qui per rimanerci ed è improbabile che la linea dura dei boicottaggi abbia successo”.

Non è cerro un caso che il rapporto sia stato presentato a Bangkok, durante la 14° riunione della Tavola Rotonda sull’Olio di Palma Sostenibile (Roundtable on Sustainable Palm Oil – RSPO), un’organizzazione internazionale che dal 2004 riunisce produttori, trasformatori e utilizzatori del grasso tropicale, ma anche alcune organizzazioni non governative, come il Wwf. Sebbene la RSPO dichiari che “trasformerà i mercati, rendendo l’olio di palma sostenibile”, in realtà meno del 20% della materia prima presente sul mercato è certificato da RSPO e i criteri di certificazione sono giudicati da molti insufficienti dal punto di vista ambientale e sociale.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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2 Commenti

  1. Le grandi scimmie avranno la stessa sorte degli indiani d’America, che sono finiti dentro le riserve, pressati dall’invasione dell’uomo bianco.
    Questo è il destino del nostro ambiente naturale: essere stritolato dalle logiche espansionistiche e di profitto dell’uomo bianco (e non solo, visto che ora anche i paesi asiatici, Cina in testa, si mettono d’impegno per consumare il consumabile)…
    Che misera eredità lasceremo alle future generazioni!

  2. una eredità di ….virtuale.. ogiemmizzazione totale …realitysocializzato all’estremo….. e tutti gli esseri viventi controllati con un click… una versione di Matrix “moderna”