Con le temperature estive vicine ai 40 °C causa cambiamento climatico, bere correttamente diventa una questione di salute pubblica. L’intervista alla dietista Abril Gonzalez Campos
Con l’arrivo dell’estate e temperature che in Italia sfiorano ormai regolarmente i 40 °C a causa di fenomeni cronicizzati dal cambiamento climatico, l’idratazione non è più solo una questione di benessere, ma di salute pubblica. Quando il termometro sale, il sudore diventa il meccanismo principale del nostro corpo per disperdere il calore. Tuttavia, lo stimolo della sete non è sempre un indicatore tempestivo: compare infatti quando abbiamo già perso l’1-2% della nostra massa corporea in liquidi, trovandoci di fatto in una condizione di leggera disidratazione.
I rischi di una scarsa idratazione vanno dal mal di testa alla stanchezza, fino a ridotte capacità cognitive e complicanze renali. Il metodo più empirico e sicuro per monitorare lo stato di idratazione resta l’osservazione del colore delle urine: se sono chiare siamo ben idratati, se tendono al giallo scuro o ambrato indicano la necessità di bere subito.
I falsi miti: caffè, birra e tè caldo
Nella cultura italiana, il consumo di caffè ed espresso è un rito quotidiano. Spesso si teme che la caffeina, per il suo effetto diuretico, possa disidratare. In realtà, la scienza dimostra che l’effetto diuretico di un caffè è ampiamente compensato dall’acqua contenuta nella bevanda stessa. Discorso diverso per l’alcol: sebbene una singola birra leggera possa avere un momentaneo effetto idratante, l’alcol blocca l’ormone antidiuretico (vasopressina), portando a una maggiore perdita di liquidi se si prosegue con il consumo.
E il tè caldo o ghiacciato?
Nei Paesi desertici si usa bere bevande calde per stimolare la sudorazione e rinfrescare il corpo tramite l’evaporazione. Questo meccanismo funziona però solo in ambienti asciutti; nei climi molto umidi o afosi tipici della Pianura Padana o delle zone costiere italiane, il sudore non evapora abbastanza rapidamente, rendendo preferibili le bevande fresche. Attenzione, però, a non esagerare con il termometro: l’abitudine di cercare un sollievo immediato in bibite ghiacciate può nascondere qualche insidia. Se assunti con troppa rapidità, infatti, i liquidi eccessivamente freddi rischiano di causare dolorose congestioni gastriche. Inoltre, dal punto di vista della termoregolazione, un abbassamento troppo repentino della temperatura interna può spingere il corpo a limitare la dispersione del calore verso l’esterno, riducendo l’effetto rinfrescante della bevanda. Per idratarsi in sicurezza, la parola d’ordine resta quindi la moderazione, sia nella temperatura sia nella velocità di consumo.

Il marketing degli elettroliti
Negli ultimi anni, i social media e il marketing hanno spinto fortemente verso il consumo di integratori di elettroliti (potassio, magnesio, sodio) per chiunque. Per la maggior parte della popolazione non attiva a livelli agonistici, questi prodotti sono superflui. Un’alimentazione equilibrata, ricca di cibi tipici dell’estate italiana come anguria, melone, pomodori e cetrioli, è un eccellente aiuto per reintegrare i sali minerali persi con il sudore. Tuttavia, i vegetali da soli non bastano a garantire il corretto fabbisogno idrico: la fonte primaria di idratazione resta l’acqua, ed è dal bicchiere che deve passare la quota principale dei liquidi assunti durante il giorno.
Per approfondire gli aspetti nutrizionali e capire come gestire l’idratazione quotidiana senza cadere nei tranelli del marketing, abbiamo intervistato Abril Gonzalez Campos, dietista e collaboratrice de Il Fatto Alimentare.
La vecchia regola dei “2 litri d’acqua al giorno” è ancora sufficiente o va aumentata?
Più che una vecchia regola è una buona abitudine. Secondo LARN*, il consumo medio giornaliero di acqua per gli uomini adulti è di 2500 ml, mentre per le donne adulte è di 2000 ml (1). Queste cifre possono variare in base ad altri fattori come età, livello di attività fisica e temperatura ambientale, tenendo in conto che non solo si perde acqua esclusivamente in condizioni di caldo intenso. “Anche quando fa molto freddo e l’aria che respiriamo è particolarmente secca, espiriamo comunque aria umida (vapore) quindi perdiamo acqua ad ogni respiro” (2).
LARN PER L’ACQUA (mL/die)

È evidente che questa raccomandazione generale debba essere “rinforzata” in caso di aumento delle temperature. Secondo le linee guida, “Le persone anziane devono abituarsi a bere frequentemente nell’arco della giornata, durante e al di fuori dei pasti, anche quando non avvertono lo stimolo della sete”. Inoltre, nella pratica quotidiana, è altamente probabile che molti adulti non prestino la dovuta attenzione al segnale della sete, è uno degli aspetti più difficili da migliorare nel contesto di un’adeguata alimentazione. Pertanto, è fondamentale un consumo adeguato di acqua distribuito lungo tutta la giornata, anche durante i pasti.
E qual è il limite oltre il quale l’iperidratazione diventa rischiosa (iponatriemia)?
Sebbene sia difficile stabilire una quantità precisa, per minimizzare i rischi è importante bere durante tutta la giornata ed evitare l’assunzione di grandi quantità (3-4 litri) di acqua in un breve lasso di tempo. Da sottolineare nuovamente l’importanza di un consumo di acqua ben distribuito nel corso della giornata. Idratarsi non è bere 2 litri di acqua in una sola occasione.
Integratori vs Cibi estivi
Il marketing spinge molto sugli integratori di elettroliti (potassio, magnesio, sodio) per tutti. Quando servono davvero e quando invece bastano i classici alimenti estivi come anguria, melone o cetrioli?
Dal punto di vista del marketing, l’acquisto di prodotti è un aspetto fondamentale. Le bevande a base di elettroliti possono risultare utili per gli atleti o le persone sportive, gli individui che lavorano in ambienti ad alta temperatura e in alcuni casi di disidratazione dovuta a malattia o a un aumento significativo della sudorazione negli anziani e nei bambini. Tuttavia, il consumo di tali bevande dovrebbe essere supervisionato da personale medico.
Per quanto riguarda i cibi estivi vegetali, essi possono contribuire al fabbisogno idrico grazie al loro contenuto di acqua, ma non sono sufficienti per garantire un’adeguata idratazione. Pertanto, la fonte primaria di idratazione rimane l’acqua.

Alternative all’acqua
Chi fatica a bere acqua liscia ripiega su quella frizzante, acque aromatizzate o bibite light. Hanno la stessa capacità idratante o ci sono controindicazioni?
Generalmente, consumiamo liquidi non solo per placare la sete, ma anche come componenti di alimenti quotidiani (ad esempio, minestre, latte) o come bevande utilizzate come stimolanti (tè, caffè) o per puro piacere (bevande zuccherate e alcol). È fondamentale prestare attenzione al contenuto di queste bevande, che possono apportare acqua ma contengono un eccesso di calorie, una quantità significativa di zucchero e sostanze che favoriscono la disidratazione, come caffeina in eccesso o alcol (2).
Inizialmente, le bevande senza zucchero possono rappresentare un’alternativa valida per integrare l’assunzione di acqua, ma l’obiettivo finale e più fisiologico è quello di bere esclusivamente acqua per idratarsi. Un’altra alternativa altrettanto valida è quella di aromatizzare l’acqua con fette di limone e foglie di menta, basilico o rosmarino, frutta fresca (lavata e congelata), o bustine di tisane a base di frutta.
Bevande ghiacciate e digestione
C’è l’abitudine di bere bibite ghiacciate per combattere l’afa, ma la scienza dice che sottraggono sangue alla pelle riducendo la dispersione del calore. Qual è la temperatura ideale per idratarsi davvero senza rischiare congestioni?
“Non è vero che bere acqua fredda faccia male; anzi è piacevole quando fa caldo. L’importante è farlo lentamente per evitare congestioni.” (2).
Come per tutti gli alimenti, il buon senso nel consumo di acqua è sempre consigliabile: né eccessivamente calda, né eccessivamente fredda, né consumata con eccessiva rapidità, né trascurata del tutto. È importante ricordare che l’acqua è un elemento essenziale per tutte le funzioni vitali dell’organismo, tra cui la respirazione, la digestione, il mantenimento della massa muscolare, la regolazione della temperatura corporea e la comunicazione tra i neuroni (3).
Fasce deboli
Gli anziani tendono a perdere lo stimolo della sete. Quali strategie pratiche o alternative alimentari possiamo suggerire alle famiglie per garantire che anziani e bambini piccoli assumano abbastanza liquidi?
Considerata la ridotta riserva idrica fisiologica, è fondamentale incoraggiare le persone anziane a bere regolarmente, anche in assenza dello stimolo della sete, e a integrare moderatamente l’apporto di sale in caso di sudorazione eccessiva. Una corretta educazione su questi principi è essenziale per prevenire l’insorgenza di ipotensione improvvisa o stati di affaticamento anomalo. Tali condizioni, se trascurate, possono innescare un declino fisico che può rendere necessario un ricovero ospedaliero (4). In questo contesto, la scelta di un’acqua con un buon contenuto di minerali (residuo fisso) intorno a 150 mg rappresenta una buona regola (l’acqua di rubinetto può presentare questa quantità).

Nei bambini, l’acqua, oltre a compensare le perdite, è fondamentale per la crescita (2) e sembra migliorare l’attenzione visiva (3). L’utilizzo di bicchieri di piccole dimensioni e dai colori vivaci, nonché l’impiego di piccoli cubetti di ghiaccio di forme diverse (ad esempio, pesci o stelline) o di frutta congelata, rappresenta un’efficace strategia per promuovere l’idratazione. Inoltre, l’esempio positivo fornito dagli adulti, che prediligono l’acqua e consumano una quantità adeguata di frutta e verdura, costituisce un modello di riferimento affidabile, soprattutto per la fascia adolescenziale, senza la necessità di ricorrere a discorsi espliciti.
Per entrambi i gruppi di età, si raccomanda di estendere un invito gentile alla convivialità durante il consumo di acqua. Si suggerisce di instaurare la consuetudine di dedicare un momento durante il fine settimana (e non solo) a un “aperitivo a base di acqua”, accompagnato da stuzzichini a base di frutta fresca estiva. Tale pratica può rappresentare un momento “ creativo e sano” di meritata pausa.
Adattamento sul lungo periodo
Poiché le estati calde e afose durano ormai mesi e non più pochi giorni, l’idratazione non è più una gestione dell’emergenza. Come deve cambiare la nostra alimentazione quotidiana sul lungo periodo per adattarsi a questo clima?
L’estate rappresenta un periodo virtuoso per incrementare la varietà di frutta e verdura nella nostra alimentazione, consentendoci di raggiungere un consumo adeguato di questi alimenti, dato che la maggior parte della popolazione italiana non raggiunge i livelli raccomandati di consumo di frutta e verdura (5).
Il consiglio pratico è quello di integrare una porzione di frutta a colazione e durante gli spuntini, e una porzione di verdura a pranzo e a cena, accompagnata da un corretto consumo di acqua. È necessario aumentare l’assunzione di acqua in risposta allo stimolo della sete quando le temperature si elevano. In tali circostanze, l’acqua assorbita dagli alimenti non dovrebbe essere considerata, al fine di garantire un’adeguata idratazione.
Reference:
- Tabelle LARN. *Livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana.
- Linee guida per una sana alimentazione
- Narrative Review of Hydration and Selected Health Outcomes in the General Population – PMC
- Water, Hydration and Health – PMC
- I dati per l’Italia: Consumo di frutta e verdura
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Giornalista, redattrice de Il Fatto Alimentare, con un master in Storia e Cultura dell’Alimentazione



Il ruolo della frutta e soprattutto della verdura è generalmente molto sottovalutato, sia come idratante che come remineralizzante………………
Sono pienamente d’accordo con Lei. La frutta e la verdura rappresentano, tra l’altro, un’ottima fonte di magnesio e potassio; nonostante ciò, l’Italia si conferma il primo consumatore di integratori in Europa.
È evidente che ci sia ancora molto lavoro da fare sul fronte dell’educazione alimentare
come al solito, le istituzioni italiane sono assenti in questo settore, come se il problema non riguardasse loro…
Unitamente ai corretti consigli di buon senso che avete pubblicato, sarebbe gran cosa poter convincere quelle menti candide che affermano pervicacemente di evitare di bere perchè “altrimenti cominciano a sudare” !!!
La ringrazio per il suo commento. Purtroppo la disinformazione sul tema è molto diffusa e richiederebbe numerosi approfondimenti per essere contrastata efficacemente.
A tal proposito, condivido con lei un’altra citazione tratta dalle linee guida italiane: “È sbagliato evitare di bere per il timore di sudare eccessivamente (sudare è fondamentale per regolare la temperatura corporea e se si suda significa che è necessario) o di ingrassare (l’acqua non apporta calorie).”
Sudare adesso per caso fa male? Anzi fa espellere le tossine che si sono accumulate nel nostro organismo,ci vuole giustamente una reintegrazione che sia mirata a ciò che abbiamo perso ,ma sana e che sia leggera, con tanta frutta e verdura, e acqua,più semplice e naturale di così.
il cambiamento climatico non esiste e un residuo fisso così alto crea calcoli ai reni. Auguri.
Due fake news in una sola riga, complimenti! Il cambiamento climatico è un dato scientifico ampiamente dimostrato, e la storia che il residuo fisso alto provochi i calcoli renali è una bufala smentita da tempo dalla medicina (i calcoli dipendono principalmente dalla predisposizione e da quanto poco si beve, non dal tipo di acqua). Auguri a lei!
Ma dovete sempre metterlo come epigrafe “Causa del cambiamento climatico”. Ho 70 anni e qui in sardgna ne ho sopportato estati cosi roventi come questa. Vi stimo.
Rispetto per i suoi 70 anni ed estati vissute, ma confondere il “meteo” del proprio giardino con il “clima” globale è l’errore di fondo. I dati scientifici (e non le impressioni personali) dimostrano che le ondate di calore in Sardegna e nel mondo oggi sono decisamente più frequenti, intense e durature rispetto a cinquant’anni fa.
La stima è reciproca, ma la scienza si fa con i termometri e i trend globali, non con i ricordi d’infanzia!
Lo scioglimento dei ghiacciai non significa nulla per lei? Mi scusi, eh!
Aggiungo che l’acqua è la fonte primaria di calcio, memento necessario a tutti ma agli anziani in generale e alle donne in pre-menopausa, menopausa e post-menopausa, in particolare, per la prevenzione dell’osteoporosi, specialmente per quelle donne (e sono tante) che seguono una terapia sostitutiva ormonale per la tiroide, favorente l’osteoporosi. Inoltre le acque ricche di calcio non provocano assolutamente i calcoli renali che dipendono invece dal contenuto di ossalati di alcuni alimenti (pomodori, spinaci, cioccolato fondente etc.) e dagli urati prodotti da un consumo troppo alto di proteine e, soprattutto. dalla scarsa idratazione.
Negli anni ottanta ( ero medico da poco e molto ignorante) la Rai mandò in onda una bellissima serie antropologica intitolta “Pianeta d’Acqua”, di Carlo Alberto Spinelli, che andrebbe riproposta per riaffermare l’importanza dell’acqua nella cultura, nella salute e nel rispetto della Natura dei popoli; credo che la serie sia reperibile negli archivi di Rai Storia, ma anche di Rai Scuola, Rai Play e sul podcast Radio 3 Scienza.
Così ‘ per notizia “ , sarebbe bene rimarcare il rischio che si corre assumendo integratori di elettroliti …polase e altre stupidaggini simili .
Si corre semplicemente il rischio di non riuscire mai ad ‘ acclimatarsi” al caldo .
La fisiologia ( umana , per lo meno ) insegna che il sudore di un soggetto acclimatato è decisamente ipotonico , rispetto al plasma .
Questo fenomeno , appunto , è stato inventato da madre natura , allo scopo di dimuire la perdita di elettroliti con la sudorazione .
E questo può tranquillamente bastare .
Succede però che se noi ingurgitiamo sali in eccesso – con i citati integratori – il rene non riesce mai a concentrare l’ urina …e’ quasi come “ ingannare “ l’ apparato renale … che così seguita pervicacemente ad eliminare i sali in eccesso …e guai se non lo facesse… i sali di potassio soprattutto sono altamente tossici sé trattenuti dall’ organismo .
E ‘ un meccanismo complesso , difficile da riassumere in poche righe .
Per farla breve , è ampiamente sufficientemente “ mangiare bene “ cioè correttamente , per rimpiazzare la quota di sali che viene perduta con la sudorazione .
È vero che il corpo umano, acclimatandosi, rende il sudore più ipotonico per trattenere i sali, ed è altrettanto vero che per la vita di tutti i giorni una dieta equilibrata basta e avanza.
La distinzione fondamentale, però, sta nel contesto. Gli integratori non impediscono l’acclimatamento né “ingannano” il rene (che si limita a eliminare l’eccesso se siamo in salute), ma diventano preziosi in situazioni specifiche.
Se parliamo di sport di resistenza, lavori pesanti sotto il sole o sudorazione profusa per molte ore, la perdita totale di elettroliti diventa massiccia anche in un soggetto acclimatato. In questi casi, bere solo grandi quantità di acqua senza reintegrare il sodio espone al rischio di iponatriemia (la diluizione del sodio nel sangue), che può essere pericolosa.
Articolo molto bello e utile, ma è necessario fare una precisazione. La raccomandazione dei LARN sull’assunzione di acqua si basa su dati di fisiologia. Tali dati dicono che sono raccomandati mediamente 2000-2500 mL d’acqua al giorno, considerando anche l’acqua già contenuta nel cibo. Questa è la differenza fondamentale: soprattutto frutta e verdura sono in grado, di per sé, di fornire buona parte del fabbisogno idrico. Persone sanissime che, anche in pieno inverno, vanno in giro portando sempre con sé una bottiglia d’acqua rappresentano solo un fenomeno di isteria collettiva, probabilmente ben pilotato dalle multinazionali delle acque minerali.
O di bel lavaggio del cervello:Bevi Acqua Minerale e Starai Bene per sempre. Non l’acqua di Rubinetto,vero, quella non rende alle Multinazionali delle Acque e il più Ossessivo Marketing che in ogni occasione ci troviamo in qualsiasi momento.
Gli ambienti secchi di case e uffici, per aria condizionata o riscaldamento esagerato, richiedono un’attenzione anche in altre stagioni. È facile verificare le proprie necessità: l’urina chiara o paglierino dento che è corretta. Una bottiglia di vetro o una borraccia riempite di acqua di rete, se di qualità, vanno più che bene anche in inverno. Lo
La Frutta è essenziale per una corretta idratazione, e dare un giusto equilibrio tra ciò che con il calore perdiamo durante il giorno, o sport,cioè anche sali minerali, succhi di frutta Bio,per esempio io bevo latte di cocco che è un ottimo dissetante naturale, frullata è ottima alleata per vitamine e sali minerali, acqua, fruttosio, poi è vero si sente sotto il calore, se si ascolta il nostro corpo, il desiderio di bere acqua,ma se dico acqua intendo acqua normale non gasata,come bevande citate con i problemi che causano. Poi va bene frutta e verdura,toccasana ideali per contrastare il Cambiamento Climatico che continua a fare delle Estati sempre più torride,e afose,grande alleato da sempre una corretta idratazione e alimentazione per compensare i sali minerali e un giusto equilibrio corporeo che perdiamo durante il giorno,causato da un forte stress Climatico.
“Con le temperature estive vicine ai 40 °C causa cambiamento climatico….” Incipit fuorviante del Vostro articolo che avvalora la narrazione del cambiamento climatico.
Finché non ci sarà un confronto obiettivo sul tema, sarebbe opportuno evitare mischiare fatti e opinioni.
Sarebbe bastato titolare “Con le temperature estive vicine ai 40 °C bere correttamente diventa una questione di salute pubblica”
Vi inviterei a leggere anche fonti alternative, i cui articoli completi sono sul quotidiano cartaceo, per es.: La Verità
Scienziati come Franco Prodi vengono considerati “negazionisti” perché considerano una bufala i cambiamenti climatici.
Consiglierei la lettura del libro di Michael Shellenberger “L’apocalisse piò attendere – Errori e falsi allarmi dell’ecologismo radicale” Marsilio Nodi
D’estate ha sempre fatto caldo e d’inverno ha sempre fatto freddo. Tutto qui. L’enfasi “di sempre” posto dopo la frase “L’estate più calda…” a che cosa serve, se non per terrorismo climatico e per accrescere psicologicamente la percezione di caldo? Specialmente se si viene smentiti da chi fa qualche ricerca più approfondita?
Citare l’aumento delle temperature globali ed estreme non è un’opinione o un’enfasi narrativa, ma la semplice constatazione dei dati registrati dai servizi meteorologici ufficiali (come Copernicus in Europa). Associare le ondate di calore più intense e frequenti alla salute pubblica è un dovere informativo. La scienza si basa sul consenso della comunità scientifica internazionale, non sulle opinioni di singoli firmatari.
I link che avevo postato sono stati eliminati, a quanto pare, in fase di pubblicazione. Avevo postato il link all’articolo di Franco Battaglia e altri de “La Verità” e le repliche de “Il Fatto Quotidiano”, per obiettività e perché ognuno si faccia le proprie opinioni.
Faccio un ultimo piccolo inciso, per chi parla di aumento climatico antropogenico: le derive folli per la transizione ecologica produce più danni che benefici, a partire da quelli derivanti dall’estrazione delle terre rare e dalla distruzione del suolo per costruire impianti fotovoltaici e pale eoliche, specialmente se non seguito da interi continenti che continuano a inquinare (Asia, in primis), Inoltre, perché prendersela con la pandina con motore a combustione e non con la devastazione dovuta alla guerra e allo spostamento di carri armati da 70 tonnellate che consumano 500 litri di carburante per 100km?
L’analisi, allora, dovrebbe essere ampliata per vedere effettivamente chi guadagna da tutto questo susseguirsi di stati emergenziali.
Segui i soldi….
Confermiamo che la nostra policy di moderazione prevede la rimozione dei link esterni per garantire la qualità e la verificabilità delle discussioni.
In ogni caso, non pubblichiamo e non daremo mai spazio a collegamenti verso testate come La Verità, una realtà che si è distinta per posizioni misogine, razziste, omofobe e dichiaratamente negazioniste sul fronte del cambiamento climatico. La nostra linea editoriale si basa sulla trasparenza, sul rispetto dei diritti e sul rigore scientifico, valori che consideriamo non negoziabili.
Capisco il punto di vista Molti ritengono che i cambiamenti climatici siano una bufala: ma allora la scomparsa dei ghiacciai montani (centinaia di miliardi di tonnellate), lo scioglimento delle calotte polari (incremento delle temperature atmosferiche e delle acque oceaniche), l’innalzamento conseguente degli oceani, l’anticiclone africano che invade l’Europa, collegato alle variazioni pressorie sul Golfo di Guinea?: tutto questo è pubblicato su riviste scientifiche, sottoposte a revisione paritaria,in relazione alle emissioni di gas serra e all’uso di combustibili fossili. Forse si può discutere sul grado dell’influenza antropica (Antropocene) all’origine dei cambiamenti ma negarli è quantomeno sorprendente!
Molto interessante, grazie! Non sapevo che i popoli del deserto bevessero bevande calde per sudare, mi chiedevo se questo discorso può valere anche per chi vive nell’interno dell’Italia centrale (dove l’umidità scende normalmente a meno di 35-40% nelle ore più calde)
Dal punto di vista fisico il principio regge: con un’umidità sotto il 35-40% (tipica delle aree interne dell’Italia centrale), il sudore riesce a evaporare in fretta, raffreddando la pelle. La bevanda calda stimola proprio questa sudorazione riflessa.
La differenza è solo di intensità: nel deserto l’umidità scende sotto il 15% e la ventilazione è costante, il che rende il meccanismo molto più efficiente.
C’è da dire anche che nei deserti le cose cambiano radicalmente di notte: con il forte abbassamento della temperatura (alle volte prossima allo zero) l’umidità condensa notevolmente con aumento dell’umidità relativa, che può arrivare a formare rugiada sul terreno, al punto che le culture beduine hanno ideato metodi ingegnosi (e affascinanti) di estrarre di notte acqua potabile dall’aria umida: ovviamente tutto questo non succede nelle calde notti estive dell’Italia Centrale (inclusa l’estrazione di acqua potabile dall’aria).
Si procuri un igrometro: più scende l’umidità e maggiore è l’effetto rinfrescante.
Molto interessante e valido dal punto di vista dei contenuti!
Come sempre!
Grazie
Ma da sempre la Frutta e la Verdura sono le più valide alleate contro la disastratazione e risanare l’equilibrio naturale della salute umana, attraverso le loro Peculiarità con i loro sali minerali e oligoelemementi insieme all’acqua che è necessaria per la nostra vita, sapendo che siamo fatti in gran parte di essa nel nostro circolo sanguigno e linfatico, è essenziale per mantenere l’organismo sano e efficiente soprattutto quando le temperature oltre la media, debilitano il Corpo Umano e Animale, svolgendo un il loro contributo di ridare i sali minerali e le abbassare la pressione sanguigna, in caso di assenza di acqua, elemento di cui è impossibile vivere senza,specialmente adesso, con un innalzamento mai registrato prima della Temperatura Globale, dove si è visto quanto siano importanti anche fontane, e bagnarsi per abbassare la temperatura interna, dal calore eccessivo.
Mi piacerebbe sapere se ha un qualche fondamento distinguere la quantità di liquidi da assumere basandosi sul peso corporeo individuale…..da qualche parte ho letto che si indica un 3,5/4 percento.
La questione posta necessita di importanti precisazioni:
1) L’idratazione si calcola in base a una stima di circa 30-35 ml di acqua per ogni kg. di peso corporeo.
2) Non si considera il peso corporeo reale ma quello ideale: in un soggetto in sovrappeso o obeso si rischierebbe un sovraccarico idrico che affaticherebbe i reni e diluirebbe il sangue alterando la concentrazione degli elettroliti come il sodio (iponatriemia etc.).
3) Per i pazienti in sovrappeso o obesi, o si calcola sulla base del peso ideale oppure con una quota ridotta di circa 20-25 ml per ogni kg. di peso in eccesso
In ogni caso, la corretta idratazione si ottiene bevendo poco e spesso e prima di sentire sete e bevendo acque non povere ma almeno bilanciate e a temperatura ambiente o leggermente fredde. E’ importante inoltre non assumere troppi zuccheri perché la glicosuria può favorire le infezioni urinarie.
Rimane qualcosa da definire, il peso ideale come si calcola?
Non si possono fare generalizzazioni, i parametri son individuali e i vari indici sono generalizzazioni spesso inaccurate.
Il migliore sistema di idratazione rimane la costante ricerca di conoscere se stessi, osservare le reazioni e soprattutto osservare attentamente quello che si espelle………….
Indubbiamente le sue osservazioni richiamano l’attenzione su una questione di precisione individuale, circa il calcolo del peso ideale. Per evitare generalizzazioni, la medicina utilizza diverse metodologie di calcolo, che includono vari parametri. Per non appesantire il discorso con formule varie, a titolo di esempio, si può calcolare il peso tenendo conto oltre che del BMI (Indice di Massa Corporea), anche del calcolo dell’ossatura, basato sulla circonferenza del polso (per es.: al di sotto di 15 cm per le donne e 17 cm per gli uomini adulti, una corporatura si definisce esile, al di sopra si definisce robusta). I valori ottenuti si confrontano poi con specifiche tabelle che differenziano questo valore con la statura e l’età. Parametri aggiuntivi si ottengono con il giro vita e con il calcolo di massa grassa e magra, plicometria e altri metodi. Il tutto comporta una procedura molto complessa che cerca di ottenere un buon grado di approssimazione sul peso individuale ideale. La valutazione complessiva resta comunque affidata alla esperienza clinica. Per cui l’idratazione, in termini generali, tiene conto di meccanismi biochimici e fisiologici standard validati, cui però possono sempre aggiungersi valutazioni empiriche personali guidate dal buon senso. L’importanza di distinguere peso ideale e reale mira ad evitare gestioni incongrue dell’apporto idrico. Saluti.
Siete in gamba, continuate così. Chiedo più attenzione per i diritti negati, per le persone e l’ambiente
Articolo estremamente interessante. Grazie oer il servizio che il Fatto Alimentare sta facendo.