I dati raccolti con le risonanze magnetiche mostrano come i continui sbalzi di peso finiscano per intaccare la massa muscolare.
Quando si perde peso ma poi lo si recupera velocemente e si alternano le due fasi per lunghi periodi, si va cioè incontro al cosiddetto effetto yo-yo, a risentirne sono i muscoli, soprattutto dopo una certa età. A parità di peso, infatti, chi ha alle spalle un susseguirsi di dimagrimento e recupero di chili ha una situazione muscolare peggiore di chi è relativamente stabile, perché quando si dimagrisce uno dei tessuti più coinvolti è quello muscolare, che si perde velocemente. Tuttavia, quando si riacquista peso, non è grazie a nuovo tessuto muscolare, ma al grasso, perché i muscoli ritrovano tono e volume solo con l’esercizio fisico. E ora c’è la prova: uno studio che, grazie alle risonanze magnetiche, ha mostrato in modo chiaro il danno ai muscoli.
La verità delle risonanze
La ricerca è stata pubblicata su una delle riviste più importanti del settore, Radiology, dai medici e ricercatori dell’Università della California di San Francisco, che si sono avvalsi dei dati raccolti tra il 2004 e il 2015 per uno studio chiamato The Osteoarthritis Initiative, finalizzato a seguire nel tempo lo stato delle ossa e delle articolazioni nelle persone di sessant’anni per verificare i fattori di rischio e le strategie preventive. Per l’analisi sui muscoli, gli autori hanno preso in considerazione i dati di poco meno di 1.500 partecipanti, metà uomini e metà donne, dei quali erano disponibili le risonanze relative a quattro anni.

Tutti dovevano aver perso più del 5% di peso nei quattro anni considerati e non avere assunto farmaci antiobesità della famiglia dell’Ozempic (che hanno come effetto collaterale proprio la perdita di massa muscolare). In base alla loro storia, sono stati suddivisi tra coloro che erano stati vittime dell’effetto yo-yo (un’ottantina di persone) e coloro che avevano mantenuto una certa stabilità del peso (tutti gli altri).
L’effetto yo-yo
I parametri misurati sono stati il volume dei muscoli della coscia, la proporzione del tessuto adiposo intermuscolare e lo spessore dello stesso tessuto adiposo sottocutaneo adiacente al ginocchio. Confrontando le risonanze, i ricercatori hanno visto che chi è soggetto all’effetto yo-yo subisce una marcata perdita di massa muscolare del 3,7%, quasi quattro volte superiore rispetto al calo naturale (pari a circa l’1%) registrato in chi ha mantenuto un peso stabile. I parametri relativi al tessuto adiposo non sono molto diversi, ma quelli sul volume dei muscoli sì, e la differenza resta evidente anche dopo aver introdotto tutti i possibili fattori correttivi come lo stile di vita, l’età, il genere e così via.
Aver posto l’accento sui muscoli è importante per impostare programmi di dimagrimento che preservino i muscoli, soprattutto se si sa che la persona tende a recuperare peso una volta cessato il periodo di dieta stretta. Inoltre è utile anche per chi assume un antiobesità GLP-1, perché anche in quel caso si tende a seguire la cura per un certo periodo, per poi abbandonarla e magari riprenderla in seguito, e si creano quindi le condizioni ideali per l’effetto yo-yo. Oltretutto, come detto, l’azione sulla massa muscolare è una delle più frequenti e visibili, al punto che attorno a essa è nato il mercato degli integratori e degli alimenti superproteici. Più che affidarsi a prodotti la cui efficacia spesso non è dimostrata, è meglio stabilire un programma che affianchi un’azione specifica sui muscoli a quella sui chili di troppo.
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Giornalista scientifica


