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Quanta caffeina si può assumere al giorno senza rischi? Le indicazioni dell’American Heart Association tra espresso, energy drink e salute del cuore

Quella tra la caffeina e il cuore è sempre stata una relazione complessa nella quale, a seconda dei momenti, hanno prevalso i toni allarmati sui possibili effetti negativi o quelli tranquillizzanti sull’innocuità della sostanza e delle bevande che la contengono. Negli ultimi anni a prevalere è stata la seconda visione, perché numerosi studi hanno dimostrato che il caffè e le altre bevande che contengono caffeina non sono pericolosi per il muscolo cardiaco, ma possono essere benefici per cuore e vasi, se assunti in dosi ragionevoli. Tuttavia, come sempre, è necessario distinguere e tenere conto del tipo di bevanda, della quantità assunta, dello stato di salute della persona, delle sue caratteristiche genetiche e di altri elementi che rendono ogni caso particolare.

Per fornire uno schema generale e fissare i punti principali, l’American Heart Association ha pubblicato sulla sua rivista ufficiale, Circulation, un articolo che, partendo dai dati scientifici più attendibili degli ultimi anni, fornisce indicazioni per chiunque non presenti situazioni di rischio.

Fino a cinque tazzine

La premessa, da tenere sempre presente, è che studiare gli effetti della caffeina contenuta nel caffè non è semplice. Il caffè, il tè e le altre bevande con caffeina contengono decine di composti che, almeno in parte, hanno una loro attività biologica, e perché raramente le persone bevono caffè senza alcun tipo di aggiunta come latte, zucchero, panna, sciroppi o altro. Identificare ciò che è possibile attribuire con certezza alla caffeina è una sfida ardua, che non sempre può essere affrontata con successo.

Inoltre la maggior parte degli studi effettuati è di tipo osservazionale, e ciò significa che non si possono dimostrare in modo diretto rapporti tra il consumo e un certo effetto, positivo o negativo, ma solo dedurli e indicarli come probabili.

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L’American Heart Association indica che non le 4 o 5 tazzine di espresso al giorno

In aggiunta si deve sempre ricordare che la caffeina è presente in altri alimenti consumati spesso come il cioccolato, le bevande a base di cola, gli energy drink e numerosi farmaci, e il quantitativo giornaliero può quindi variare molto da persona a persona.

In generale, l’American Heart Association indica di non  superare i 400 milligrammi di caffeina al giorno —  dose che per noi italiani equivale a 4 o 5 tazzine di espresso (o di moka). Entro questo limite, il consumo di caffè nero e senza aggiunte non comporta rischi cardiovascolari e, al contrario, può contribuire a ridurre il rischio di ipertensione, eccesso di grassi nel sangue, diabete di tipo 2, patologie coronariche, ictus, fibrillazione atriale e scompenso cardiaco.

I caffè sono diversi

Non tutti i tipi di caffè, tuttavia, hanno lo stesso tipo di effetto:

  • Il quantitativo di 400 milligrammi si riferisce a caffè nero, con caffeina e senza alcuna aggiunta e quindi senza zucchero o dolcificanti, latte, aromi, o panna o altro. Un caffè allungato o da filtro, commerciale, contiene tipicamente tra 9,4 e 20,6 milligrammi di caffeina ogni trenta millilitri circa. In queste condizioni ha l’effetto preventivo visto.
  • Il caffè nero ha mostrato, in studi randomizzati e controllati (i più rigorosi dal punto di vista metodologico) di poter diminuire il rischio di fibrillazione, ma anche di dare luogo a contrazioni premature dei ventricoli del cuore.
  • Aggiungere zucchero o altro riduce i possibili benefici, ma sono necessari studi più approfonditi per capire di quanto, e quale sia il ruolo di ciascuna delle possibili aggiunte.
  • Quantitativi elevati o concentrati di caffeina, come quelli presenti negli energy drink, rappresentano invece un rischio per il cuore perché possono provocare aritmie e picchi di pressione arteriosa. Negli energy drink, la presenza di ingredienti come la taurina aumenta la solubilità e la velocità di assorbimento della caffeina; questo può alterare il ritmo cardiaco anche in soggetti giovani e sani senza precedenti patologie.

Va comunque ricordato che chi beve regolarmente caffè può sviluppare una certa tolleranza e assumere anche dosi leggermente più elevate di quelle indicate senza risentirne.

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos,

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