I dati sui consumi mostrano che i bambini italiani assumono troppi zuccheri, grassi e proteine, non un eccesso di carboidrati complessi.
“Pizza, pasta, patate e proteine – come i bambini italiani sono diventati così sovrappeso” con questo titolo la BBC ha recentemente trattato il problema dell’obesità infantile in Italia. Il Belpaese ha una prevalenza di obesità infantile che è tra le maggiori in Europa e il titolo deriva da una semplificazione del ricercatore Valter Longo, che intervistato dall’emittente britannica dichiara: “la moderna dieta italiana è formata dalle 5 P pizza, pasta, patate, proteine e pane”.
Per attirare l’attenzione del lettore può succedere che i titoli di alcuni articoli, come questo della BBC, possano essere imprecisi se non addirittura fuorvianti. A onor del vero dobbiamo dire che Valter Longo è da tempo che rilascia queste dichiarazioni, ne avevamo già parlato in questo articolo.
A volte essere un medico, un biologo famoso o anche un premio nobel per la medicina, non garantisce che le informazioni date siano corrette. Ad esempio ha destato scalpore un recente video di un’oncologa e divulgatrice in cui sosteneva che il sole fosse protettivo contro il melanoma (FALSO) e che le creme solari aumentassero il rischio di tumori della pelle (FALSO).
Quando si parla di alimentazione e dieta il quadro si fa più sfumato e spesso si tollerano affermazioni superficiali e non corrette addirittura in ‘esperti’ che vanno in Rai. Vediamo assieme perché il titolo della BBC e la semplificazione di Valter Longo non sono corretti.
Le linee guida
La FAO/OMS suggerisce come modello salutare di alimentazione un apporto di calorie da carboidrati nella dieta tra il 45-75% delle calorie. Anche i LARN 2024 e l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) consigliano un 45-60% dell’apporto energetico sotto forma di carboidrati, mentre il modello alimentare mediterraneo aveva un 55-60% di calorie da carboidrati.

I carboidrati è bene che siano per lo più complessi (amidi) meglio se in alimenti poco trasformati e accompagnati da fibra alimentare mentre gli zuccheri (che fanno parte dei carboidrati) sono in quantità libera se sono presenti in natura in latte, frutta e verdura mentre quelli aggiunti (estrinseci, ovvero: zucchero bianco, miele, sciroppi, succhi di frutta, bevande zuccherate) devono essere meno del 10% delle calorie totali, idealmente sotto il 5%.
Alcuni divulgatori – tra cui anche Valter Longo – parlano di amidi come se fossero zucchero bianco. (1) Tuttavia mangiare pasta non è come assumere zuccheri liberi in una Coca-Cola o una merendina! Questa è una puntualizzazione importante perché dire che pasta o riso è uguale a zucchero crea una grave confusione nella popolazione generale che è portata quindi a ridurre ulteriormente il consumo di pane, pasta, riso, patate e pizza con il risultato di allontanarsi ancor più dalla dieta mediterranea.
I bambini mangiano troppi carboidrati?
In Italia, in media nei bambini introducono carboidrati per il 47% delle calorie giornaliere, nella fascia tra i 1-10 anni, e il 45% nella fascia tra gli 11 e i 17 anni. Quindi non c’è alcun eccesso di carboidrati nell’alimentazione! Il problema è che all’interno di questi carboidrati c’è un eccesso di zuccheri semplici: il 19% delle calorie totali giornaliere tra 1 e 6 anni di età e il 17% tra i 7 e i 10 anni di età, quando dovrebbero essere al di sotto dei 15%. E all’interno degli zuccheri, i bambini italiani introducono troppi zuccheri aggiunti liberi: circa il 13%, quando dovrebbero essere al di sotto del 10%.
Grazie a questi dati possiamo concludere che il problema del sovrappeso/obesità è legato per lo più ad un eccesso di succhi di frutta, bevande zuccherate, biscotti, merendine, gelati, snack dolci e salati come le patatine, Nutella… piuttosto che a un eccesso di pasta, pane, patate e pizza.
Anche i grassi sono in eccesso: nei bambini e nei ragazzi sino ai 17 anni rappresentano un 37-38% delle calorie totali quando i LARN indicano una percentuale ottimale che va dai 20 ai 35% (RI, Reference Intake Range for Macronutrients in età compresa tra i 4 e i 17 anni). Più ci si avvicina al 20% e più facile è mantenere un’adeguata crescita senza impatti negativi sul peso corporeo.
Anche le proteine sono in eccesso sia nei bambini che nei ragazzi, e in questo Valter Longo ha perfettamente ragione! Troppe proteine nei bambini e nei ragazzi possono contribuire all’eccesso di peso. Quindi delle 4 o 5P, l’unica che verosimilmente è corretta, cioè correlata ad un eccesso di peso corporeo, è quella che indica le proteine.
Come migliorare la dieta dei bambini italiani
Come facciamo in pratica, dal punto di vista dietetico, ad abbassare le proteine e i grassi nella dieta dei bambini?
- Riducendo la frequenza di consumo di formaggio, carne e pesce che hanno circa un 20-30% di proteine e non contengono carboidrati. (vedi grafico sotto)
- Aumentando le 4P: pasta, pane, patate (ovviamente non fritte o chips in sacchetto) e se vogliamo anche pizza (in questo caso dobbiamo prestare attenzione alla farcitura). Così facendo ci si può avvicinare alla dieta mediterranea aumentando la quota rappresentata dai carboidrati complessi, abbassando i grassi e limitando le proteine. Per ridurre i grassi e gli zuccheri aggiunti è opportuno: bere solo acqua, tè o tisane senza zuccheri (meglio evitare anche i dolcificanti); preferire il pane ai biscotti/merendine o snack; ridurre la frequenza dei gelati e la onnipresente Nutella. In altre parole utilizzando alimenti semplici o minimamente processati.
In quanto adulti è importante essere informati correttamente per guidare i più piccoli con una modalità flessibile e non di divieto. Il divieto non è una strategia efficace in un mondo di ‘abbondanza alimentare’.

Come migliorare la dieta degli adulti italiani
Anche nella popolazione adulta italiana, si introducono troppo pochi carboidrati: solo il 42% delle calorie giornaliere, nella fascia tra i 18-59 anni, quando è consigliabile introdurre un 45-60%. Quindi anche negli adulti la regola delle 4P non è corretta. Per ritornare al modello alimentare mediterraneo (55-60% di calorie da carboidrati) è necessario aumentare di almeno un 13% le calorie da carboidrati. E uno dei modi per far questo è aumentare le 4 P di Longo: più pasta, pane, patate (non fritte o chips in sacchetto) e pizza (attenzione alla farcitura).
Con queste essenziali strategie si incrementa la quota di carboidrati complessi con una diminuzione relativa della quota dei grassi e delle proteine che sono in eccesso rispetto a quanto consigliato dai LARN e OMS. Gli italiani introducono in media un 38% delle calorie da grassi! Di questo dovremmo preoccuparci perché sono i grassi in primis che possono favorire l’aumento in eccesso del grasso corporeo poiché hanno più del doppio delle calorie dei carboidrati (9 contro 4 kcal/g).

Nota
(1) Longo scrive nel suo blog nel Corriere della Sera: “una porzione di riso bianco o una patata equivalgono a circa 20 zollette di zucchero, se si considera la glicemia dopo il pasto”. Ma l’amido che troviamo in cereali come pasta, avena, riso, cous cous, orzo, mais (integrali o meno) non è uguale al saccarosio o fruttosio aggiunti negli alimenti o bevande. La compattezza dell’amido, la presenza di fibra, la digeribilità e il grado di assorbimento e quindi l’effetto metabolico finale sono diversi. Queste sono nozioni elementari di dietetica che non possono essere banalizzate in questo modo a scopo divulgativo. In Italia ci sono migliaia di nutrizionisti (ma anche normali cittadini) senza una solida formazione dietetica che leggendo quanto dice Longo sul Corriere della Sera ripetono con i loro clienti questi concetti: “mangiare pasta è come assumere zucchero bianco”. Non è la realtà!
Infatti in un individuo sano normopeso (con una sensibilità normale all’insulina) solo una percentuale che va dall’1 al 3 % di glucosio contenuto nei carboidrati ingeriti viene incorporato in trigliceridi mentre una quantità proporzionalmente più rilevante di fruttosio viene metabolizzata per formare trigliceridi.
L’autore dichiara di non avere alcun conflitto di interessi
© Riproduzione riservata Foto: What are healthy diets? FAO/ONU/OMS, Abril González Campos, SID, Depositphotos

Medico Dietologo MD MSc, specialista in Scienza dell’Alimentazione e della Dietetica indirizzo Dietologico e Dietoterapico, MSc in Human Nutrition and Metabolism, Master in Studio e trattamento medico chirurgico dell’obesità, Master in Disturbi Alimentari e Obesità, Master in Comunicazione delle Scienze. Si occupa di divulgazione scientifica e di formazione per i medici di Medicina Generale.




