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Olio extravergine Coricelli venduto da Iper a 1,99 €/l. Uno scandalo che svilisce il prodotto. La replica dell’azienda

Vi proponiamo l’articolo firmato da Alberto Grimelli su Teatronaturale.it ,che segnala l’incredibile iniziativa di Iper che propone la vendita di olio di oliva extravergine Coricelli di marca a meno di 2 euro. La posizione dell’azienda.

Le offerte volantino sull’olio extra vergine d’oliva sono tornate con prepotenza a lusingare gli occhi dei consumatori. Da più di un anno i 2,99 euro/litro sono la norma, con qualche uscita a 2,69 o, più raramente, a 2,49 euro/litro. Il prezzo odierno Iper-Coricelli è uno scandalo che merita l’apertura di un fascicolo. La replica della Pietro Coricelli Spa: noi danneggiati.

Con le quotazioni dell’olio extra vergine d’oliva spagnolo a 1,8-2 €/kg, come era fino a qualche mese fa, il prezzo di 2,49 €/l a scaffale è tecnicamente e commercialmente fattibile. Non parliamo poi del 2,99 €/l che, con quotazioni all’ingrosso fino a 2,3-2,4 €/kg, è alla portata dei bilanci di industrie olearie e Grande Distribuzione.

  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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14 Commenti

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    Quindi tecnicamente sarebbe un sottocosto non dichiarato in volantino. Le autorità non hanno molto da capire direi, semplice ed evidente. Ammesso che la ditta sia parte lesa come dichiarano, la catena dovrà anche difendersi dalle giuste accuse mosse dal produttore.

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    Non capisco ogni volta lo stupore. Sono prodotti civetta, e questi giochi si fanno con prodotti di scarsa qualità, non certo con le eccellenze.

    • Roberto La Pira

      Non è proprio così, i prezzi civetta riguardano diversi prodotti di marca.

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      I prodotti civetta per “civettare” bene devono essere di marca e conosciuti (tipo pandoro Paluani a 3 € per intenderci). E in ogni caso, il sottocosto, deve essere evidenziato.

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    paola emilia cicerone

    Un cosa non capisco…Se parliamo di vino, si vende il Tavernello, o simili e anche vino a venti e più euro a bottiglia. Perché c’è questa difficoltà a pagare un olio veramente buono?( anche considerato che se ne consuma meno? )

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      Forse perchè nell’immaginario di molti consumatori, “l’olio è olio”, così come “il latte è latte”, e “la benzina è benzina”.
      Invece sul vino il consumatore medio si sente “sommelier” e pensa che le differenze siano più evidenti: ad esempio è facile conoscere almeno una decina di tipi di vini, mentre dubito che in molti conoscano i nomi delle varietà di olive usate per l’olio

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    Dopo 35 anni di militanza nella gdo posso descrivere alcune ipotesi.
    La prima è che la data di scadenza della partita di prodotto fosse relativamente prossima, per cui meglio svendere che distruggere, e sfruttare l’occasione per attrarre un maggior numero di consumatori (salvo poi scoprire che il prodotto non è disponibile in quanto esaurito).
    La seconda ipotesi è che alcune imprese della gdo utilizzano alcuni articoli come specchietto per le allodole vendendo praticamente il prodotto senza guadagnarci neanche un centesimo, pur evitando la situazione di sottocosto. In questo secondo caso è evidente che si tratta di un investimento con un chiaro intento pubblicitario, fatto peraltro all’insaputa del fornitore. Investimenti di questo tipo costano meno di mezzi pubblicitari tradizionali.
    La cosa fa scalpore però perché il prezzo finale è in valore assoluto molto basso per quello che l’immaginario collettivo ritiene il valore intrinseco del prodotto olio exvg di oliva.
    Ma ora aggiungo: e se l’operazione fosse stata fatta su un olio che normalmente venduto a 13 euro lo si trovasse in promozione a 4.99 euro, cioè ad un prezzo ancora più basso di quello normalmente praticato?
    Non sarebbe più oggetto di un pezzo giornalistico così articolato, e se ne sarebbe accorto solo il fortunato consumatore che, felice, approfitterebbe dell’offerta.
    Garantisco che le due situazioni descritte le ho vissute numerose volte.

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      non è una questione di prezzo troppo basso, è una questione di sottocosto, che è ben diversa.
      delle due ipotesi quindi forse più probabile la prima che comunque prevede l’indicazione di sottocosto in volantino.
      a questo punto, visto che siamo curiosi però, ci confermi che nessuna gdo riesce a comprare a meno di 1,99!

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    La pratica del sottocosto è regolamentata, quindi non dovrebbe essere difficile verificare se l’importo/bottiglia praticato dal fornitore sia coerente o meno con la promozione. Di fatto però nella comunicazione del produttore si fa cenno ad una “autorizzazione a vendere” e non ad un prezzo di vendita praticato. La legge sul commercio non consente di concordare il prezzo di vendita con il distributore, quindi la Coricelli non può dire di aver o non aver autorizzato Iper a vendere a quel prezzo. Sarebbe ben diverso se la Coricelli avesse dichiarato di aver venduto ad un prezzo superiore a quello della promozione.

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    L’ho scritto un’altra volta in passato che gli imprenditori, siano essi produttori o distributori, i conti in tasca loro li sanno fare mollto bene e se vendono alcuni prodotti sottocosto lo fanno per guadagnarci da altre parti (mai sentito parlare di prodotti civetta?). Orbene, parlando del mio portafoglio (misero) a me fa comodo poter acquistare un prodotto da tutti definito utile rispetto agli oli di semi o peggio margarine. Così anch’io posso permettermi olio extravergine di olive anche se non italiano, comunque olio evo. Se poi qualcuno vuole spendere una cifra alta per avere il meglio si accomodi, sicuramente in quei supercati dove si trova un prodotto sottocosto si trova anche alio evo a prezzi 5/10 volte in più. Sono contento per chi può permetterselo, io no.

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      Finalmente una persona che scrive e pensa come uno dei (tanti consumatori) che devono buttare un occhio al portafoglio pur nella consapevolezza di uno stile di vita sano. Poi ben vengano scienziati ed opinionisti di sorta in un mondo civile, io purtroppo devo pensare ad altro.

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    Bravò direbbero i francesi! Finalmente qualcuno ha messo correttamente i trattini alle t ed i puntini alle i!

    Analisi semplicemente perfetta e, per cortesia, smettiamola di frignare, abbaiare alla luna, tirare in ballo il disastrato comparto olivicolo italiano (che pure ha le sue notevoli eccellenze)

    Risiedo per la maggior parte dell’anno in Spagna dove la GDO è molto ben strutturata ed ogni catena ha una propria ben definita politica commerciale per differenziarsi, essere più competitiva ed attraente per il consumatore. Una situazione di mercato assai differente da quella italiana

    Tra i vari marchi si contraddistingue la Lidl, molto aggressiva, con il giovedì ed il lunedì i giorni “chiave” delle offerte che sovente a fine giornata, se non addirittura prima, riscontrano l’esaurimento dei prodotti preposti esattamente come scritto nel commento del lettore. Sempre la Lidl è maestra nella gestione dei prodotti alimentari in scadenza “fuori volantino” con offerte non pubblicate, ovviamente limitate nei quantitativi, che “spuntano” sugli scaffali, prova di una molto efficiente gestione dei prodotti e del prezzo sia a livello centrale sia, limitatamente, a livello periferico

    Ben vengano quindi queste offerte, prova provata di un mercato libero ed efficiente e, per cortesia, smettiamola di “piangere”, magari nella inutile difesa di imprese produttrici incapaci

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    Dalla risposta dell’azienda:

    Ecco la replica della Pietro Coricelli Spa del 19-02-2021

    La Pietro Coricelli Spa “non ha mai assolutamente autorizzato gli Ipermercati Iper alla vendita dell’olio in questione al prezzo di 1,99 €/l, nè tantomeno ha autorizzato campagne di vendita con tali sconti o sottocosto dei propri prodotti. ”

    Non conoscendo certe dinamiche, una Grande Distribuzione non può comprare un prodotto a 10 e rivenderlo a quanto le pare, tipo 5, 2, 1… ?

    Deve accordarsi con il fornitore?

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    Sempre con questa storiella delle offerte settimanali ultra-demonizzate! Ma sembra quasi che si provi invidia o rabbia a vedere un prodotto costare la metà anche se solo pochi giorni. Ma state tranquilli. Al termine dell’offerta l’olio tornerà al suo prezzo normale. Poi chi compra olio commerciale ma comunque di marca, non comprerà mai un olio gourmet italiano ad oltre 10 euro al litro. Quindi? Che problema c’è? Si tratta di 2 tipi di consumatori diversi. Uno più danaroso o meglio spendaccione attento alla massima qualità e l’altro più risparmiatore e sempre attento a queste offerte favolose che non riguardano solo l’olio ma una miriade di prodotti comunque sempre di marca.