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“Olio Cuore aiuta a controllare il colesterolo” dice lo spot pubblicitario. Ma la frase è scorretta e incompleta e inganna i consumatori. Ricorso all’Antitrust

olio cuore
La pubblicità della lattina di olio Cuore proposta nel sito internet è scorretta

La pubblicità della lattina di olio Cuore  proposta  mostra una famiglia a tavola che condisce i piatti con l’olio di semi di mais. Mentre scorrono le immagini una voce fuori campo dice: “Ogni giorno Cuore con acido linoleico che aiuta a controllare il colesterolo”.
Il claim si basa sul contenuto di acido linoleico dell’olio, ma è scorretto in quanto usa delle parole diverse rispetto a quelle previste dal regolamento 432/2012 che prevede queste scritte : “L’acido linoleico contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue”.

Le parole “contribuisce al mantenimento” esprimono un concetto  differente rispetto alla parola “controlla” utilizzata nello spot. Le frasi che decantano una qualità nutrizionale come nel caso dell’acido linoleico, secondo il regolamento non possono essere modificate e devono inoltre essere accompagnate dalla dicitura “…l’effetto benefico si ottiene con l’assunzione giornaliera di 10 g di acido linoleico” . Anche questa seconda postilla però non viene  citata nello spot e nemmeno compare nelle scritte in sovraimpressione.

Olio Cuore
Abbiamo inviato una richiesta di censura all’Autorità garante della concorrenza e e del mercato

Anche le scritte sulla lattina  destano qualche perplessità ,visto che il claim sul fronte dice semplicemente: Con acido linoleico che
aiuta a controllare il colesterolo, e presenta gli stessi elementi di scorrettezza del messaggio pubblicitario. A nostro avviso sia pubblicità sia la confezione non sono a norma e ingannano il consumatore. Per questi motivi abbiamo inviato una richiesta di censura all’Autorità garante della  concorrenza e e del mercato.Non è la  prima volta che l’olio Cuore si trova alle prese con la pubblicità ingannevole. Diversi anni fa un messaggio pubblicitario è stato censurato dall’Autorità Garante perché si attribuiva al prodotto caratteristiche di leggerezza inesistenti.

L’ultima nota riguarda il prezzo esagerato  della lattina che costa 2-3 volte di più rispetto agli altri oli di masi. Questa differenza non trova  alcuna giustificazione essendo olio Cuore un condimento pressoché identico agli altri oli di mais vitaminizzati che costano la metà.

  Sara Rossi

Sara Rossi
giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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3 Commenti

  1. Dalla tabella pubblicata sul loro sito, l’olio Cuore contiene 55 g di ac linoleico ogni 100 g di olio. Arrotondando, per raggiungere i 10 g “benefici” di consumo giornaliero bisogna assumerne circa 20 g al giorno. E sono comunque 180 kcal (circa un decimo del fabbisogno giornaliero per una persona “media”)
    L’olio extravergine di oliva (EVO), sempre secondo le tabelle dei produttori ne contiene mediamente il 10 g per decilitro (anche se, a seconda della qualità dell’olio questo valore può andare da 5 a 20).
    Per ottenere lo stesso “effetto protettivo” il consumo di EVO andrebbe quindi almeno raddoppiato, se non quintuplicato. Portando la quota calorica a livelli equivalenti …
    Che in quest’ottica l’olio di mais sia “vantaggioso” non ci piove. Forse andrebbe più sottolineato che il vantaggio lo ha “qualunque” olio di mais …

  2. E’ vero che l’olio di mais contiene molto più acido linoleico rispetto all’olio extravergine d’oliva (EVO), ma quest’ultimo è comunque molto più salutare dell’olio di mais (e di semi in genere) e contiene più antiossidanti. Da notare che un eccesso di acido linoleico è molto dannoso all’organismo, quindi quello contenuto nell’EVO va benissimo, e aggiungendo qualche noce e magari un po’ di pesce durante la settimana, ingeriamo tutti gli acidi grassi essenziali che ci servono senza esagerare con le calorie. Da considerare anche il fatto che gli oli di semi contengono troppi omega 6 che contrastano i già carenti omega 3.
    Le multinazionali degli oli di semi perseverano con i trucchetti, ma ormai ben pochi gli credono.

    • Ma nessuno dice che l’olio di mais non sa di un cavolo.Si dimentica spesso che il cibo non può essere considerato come il carburante di un corpo umano ma è anche un fatto culturale e di gratificazione. Come si può condire una Caprese con l’olio di mais? Una bestemmia!