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Nutella Biscuits venduti senza l’etichetta in italiano. La segnalazione di una lettrice

Una lettrice ci ha scritto segnalando delle confezioni di biscotti Nutella Biscuits Ferrero prive di informazioni in italiano vendute in alcuni punti vendita. A seguire le risposte dei supermercati Lidl e Coop.

Ho acquistato, in Italia, i Nutella Biscuits con informazioni legali in lingue differenti all’italiano, come si vede da foto in allegato.
l’acquisto è stato fatto presso il punto vendita LIDL  di viale santa panagia 107 Siracusa, il 02/09/2022. Confermo che non erano presenti altre etichette sovrapposte in nessuna parte del pack.
Lo stesso tipo di imballaggio senza le informazioni legali in Italiano l’ho visto presso il punto vendita IperCoop di Novate Milanese a metà settembre. In questo caso chi è il responsabile dell’errata comunicazione al consumatore? Perché vengono vendute in italia confezioni chiaramente destinate a mercati esteri? Anna

Di seguito la risposta di Lidl

Gentilissima, ringraziamo per la segnalazione e con la presente la informiamo che a settembre abbiamo ricevuto indicazione da parte dell’azienda produttrice di sospendere la vendita di alcuni specifici lotti di Nutella Biscuits, distribuiti erroneamente in Italia, ma destinati a un mercato estero, che non riportavano la corretta etichettatura in lingua italiana. La vendita è stata sospesa e il prodotto afferente ai lotti in questione non è quindi più disponibile nei nostri punti vendita. Qualora volesse, può contattare il nostro servizio clienti per la restituzione.

A seguire la risposta di Coop

Sarebbe più corretto rivolgere la domanda al produttore Ferrero. In ogni caso, rassicuriamo la consumatrice che Coop non vende confezioni destinate a mercati esteri, anche perché non permesso dalla legge vendere prodotti senza le indicazioni in italiano. Il problema, non appena rilevato, è stato segnalato al fornitore e il prodotto è stato tolto dalla vendita. Invitiamo comunque sempre i nostri consumatori a leggere attentamente le etichette al momento dell’acquisto e, in caso di dubbi, rivolgersi al punto vendita di fiducia.

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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7 Commenti

  1. Il lotto L207LB era tra quelli comunicati da Ferrero con una comunicazione ufficiale del 26.09 via PEC che andavano ritirati per la possibile assenza di ingredienti in lingua italiana.
    Temo che in questo casi sia stata una dimenticanza del punto di vendita o di comunicazione della sede della catena distributiva.

    • Personalmente posso segnalare, che ad oggi in punti vendita conad store si trovano ancora lotti (successivi a quello della foto) con etichettatura non conforme in quanto la lingua italiana non è presente.

  2. Si ma perché c’è questa norma? A cosa serve? È ancora attuale rispetto ai tempi che sono cambiati da quando fu istituita?

    la mia domanda per te Valeria, è: che cosa gli cambia alla lettrice che ha segnalato la cosa?

  3. La normativa che prevede che gli alimenti siano etichettati nella lingua del consumatore è a tutela del consumatore, che deve essere in grado ad esempio di capire se l’alimento contiene allergeni o altre sostanze pericolose per la sua salute, e di comprendere le istruzioni di conservazione e cottura (vedi caso wurstel), ecc. Se trovate alimenti senza etichetta in lingua italiana in punto vendita, segnalatelo ad un responsabile del negozio. Aggiungerei anche di leggere le etichette prima di acquistare i prodotti e non dopo, molte delle lamentele segnalate su questo sito verrebbero evitate. La persona che ha scritto, ha evidentemente controllato l’etichetta solo arrivata a casa. A quel punto anche se le informazioni fossero state in italiano, ma non di suo gradimento (presenza di ingredienti indesiderati, valori nutrizionali non in linea con la sua dieta, ecc.), non avrebbe potuto farci nulla. Cordiali saluti

  4. Non mi sembra corretta la risposta dell’Ipercoop: “Sarebbe più corretto rivolgere la domanda al produttore Ferrero”. La responsabilità della verifica sulla correttezza delle etichette è sempre di chi vende (relativamente alla presenza delle diciture in lingua italiana). Mi sembra anche giusto, in questi casi, rivolgere le proprie domande/rimostranze direttamente, e nell’immediato, al capo negozio del punto vendita.