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La Norvegia verso il divieto dell’olio di palma come biocombustibile dal 2020. Governo e produttori indonesiani preoccupati

olio di palmaLa Norvegia si avvia ad essere il primo Paese a vietare l’olio di palma come biocombustibile. Come riferisce il quotidiano britannico The Independent, la decisione del parlamento norvegese è stata salutata dagli ambientalisti come una vittoria nella lotta per salvare le foreste pluviali, combattere i cambiamenti climatici e proteggere gli oranghi in via di estinzione. 

Il voto è arrivato dopo una serie di passi tesi a ridurre l’utilizzo dell’olio di palma come biocombustibile, compreso un impegno di un anno fa che però il governo non aveva pienamente attuato, optando per l’adozione di misure volontarie. Ora, invece, la nuova mozione del parlamento norvegese ha avuto l’appoggio della maggioranza di governo ed è più precisa, in quanto chiede al governo “di formulare una proposta completa per politiche e tasse nella politica dei biocarburanti, al fine di escludere i biocarburanti con un alto rischio di deforestazione”. Le nuove disposizioni dovranno entrare in vigore entro il 2020.

Secondo un rapporto pubblicato dalla società di consulenza ambientale Cerulogy e dalla Rainforest Foundation Norway all’inizio di quest’anno, in base agli attuali obiettivi sui biocarburanti la domanda mondiale di olio di palma è destinata ad aumentare di sei volte nel prossimo decennio.

Il voto del parlamento norvegese ha sollevato preoccupazioni in Indonesia, che è il più grande produttore mondiale di olio di palma. Come riferisce il quotidiano indonesiano The Straits Times, i funzionari del ministero per il Commercio con l’estero sono certi che “la politica amplificherà l’impressione negativa sui prodotti a base di olio di palma”, mentre l’associazione dei produttori non teme tanto le ripercussioni sulle esportazioni verso la Norvegia, che non sono significative, bensì il fatto che “questo diventerà un cattivo esempio per gli altri Paesi”.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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4 Commenti

  1. Tanto di cappello al governo norvegese. Speriamo che sia un monito da seguire anche pet l’Italia e altri paesi europei.

  2. Mah…
    Come si fa in queste situazioni a dire che vietare un biocombustibile sia una scelta “per l’ambiente”?
    E’ noto come la Norvegia sia un grosso produttore di petrolio.
    Nessuno di voi ci intravede un “conflitto di interessi”?
    E’ davvero la Norvegia una nazione da cui prendere esempio?

    • Distruggere le foreste per evitare di consumare petrolio è come iniziare a drogarsi per dimagrire…

  3. Non sarebbe meglio che il governo Norvegese spostasse la sua attenzione dall’olio di palma alla limitazione del rischio inquinamento(effettivo) dell’oceano atlantico e della calotta polare artica da petrolio derivante dall’intenso sfruttamento dai giacimenti sottomarini del Nord Atlantico da cui la Norvegia trae enormi utili ? E’ oltremodo evidente il depistaggio dell’attenzione pubblica ed il timore di concorrenza da parte dei biocarburanti ottenuti da risorse rinnovabili come l’olio di palma ad alta resa e basso costo.( Dopotutto la deforestazione è sostituita da piantagioni di palme)