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Mozzarella blu Santa Lucia della Galbani: la sorpresa di una lettrice e la risposta dell’azienda

mozzarella bluPochi giorni fa ho riconsegnato al supermercato Famila di Vercelli una mozzarella Santa Lucia Galbani striata di blu. Non mi è stato fatto firmare nessun reclamo, spero che la segnalazione arrivi comunque a chi di competenza. Eleonora

Abbiamo inoltrato la questione della lettrice all’azienda produttrice, il Gruppo Lactalis Italia.

“Ci spiace molto per il problema riscontrato, purtroppo ad oggi non abbiamo ancora ricevuto segnalazione dal Famila, né segnalazioni dirette al numero verde del nostro Servizio Consumatori, ma vogliamo rassicurare Eleonora che dai controlli effettuati su tutti i nostri lotti e su tutta la filiera di produzione e confezionamento di mozzarella Santa Lucia non risultano anomalie, i nostri prodotti sono assolutamente sicuri.
Questa colorazione anomala della mozzarella potrebbe essere frutto di un agente ambientale molto comune nelle case, lo Pseudomonas Fluorescens, che può trovarsi anche nell’acqua potabile e che non costituisce alcun pericolo per la salute (come è possibile anche leggere per maggiori informazioni a questo link). Bisogna sempre tener presente che la mozzarella è un prodotto molto delicato che deve essere tenuto in frigorifero a 4°C, che una volta aperto deve essere consumato subito o conservato, per massimo 48 ore, sempre in un contenitore chiuso, circondato dal proprio liquido.”

Gruppo Lactalis Italia

© Riproduzione riservata. Foto di repertorio

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9 Commenti

  1. Ecco qua, quando erano aziende italiane la qualità era prima di tutto, le stesse aziende adesso in mani straniere, il profitto prima di tutto. Alla faccia della qualità.

    • Roberto La Pira

      Non è proprio così . La mozzarella blu, ma anche rosa è un problema che è emerso qualche anno fa e riguardava mozzarella di aziende tedesche e italiane preparate con latte italiano o straniero. La contaminazione del batterio pseudomonas fluorescens che non è patogena (va ribadito con molta chiarezza) comporta solo un cambio di colorazione del formaggio.

    • R. Squillantini

      La Galbani è dal 1974 che non è più italiana:

      “Già negli anni trenta la Galbani apparteneva ad un ramo della famiglia Invernizzi di Melzo, imparentato con i proprietari dell’azienda omonima. Nel 1974 gli Invernizzi cedettero l’azienda a quattro finanziarie con sede nel Lussemburgo e nel Liechtenstein, con proprietari ignoti[2]; negli anni settanta e ottanta l’identità dei proprietari della Galbani rimase sconosciuta. Il volto “pubblico” dell’azienda era l’amministratore delegato Luigi Campominosi, che assunse anche incarichi nell’associazione di categoria degli industriali caseari; nonostante questo, la riservatezza dell’azienda sull’assetto proprietario rimase assoluta.

      Nel 1989 fu acquisita da IFIL e BSN-Danone, che nel corso degli anni rilevò progressivamente l’intera azienda. Nel 2002 Danone vendette al fondo di private equity Bc Partners, che operò una profonda riorganizzazione, esternalizzando la logistica e suddividendo l’azienda in tre entità:

      Egidio Galbani, che comprende le attività produttivo-industriali;
      BiG, che si occupa della vendita e della distribuzione;
      BiG Logistica, che gestisce il grande magazzino centrale di Ospedaletto Lodigiano.

      Nel 2006 Bc Partners monetizzò il proprio investimento cedendo Galbani al gruppo lattiero-caseario francese Lactalis[3], che già aveva rilevato la proprietà di due storiche aziende casearie italiane come Invernizzi e Cademartori; nel 2008 si aggiunse anche Locatelli”.
      (fonte: Wikipedia)

    • Certamente… infatti gli scandali dell’olio di semi spacciato per oliva e colorato con la clorofilla e la recente brutta faccenda del milione e più di falsi prosciutti DOP rappresentano bene le grandi qualità alimentari delle aziende italiane.

      Tornando all’articolo, che lo pseudomonas fluorescens sia presente in tutte le case, mah… suona un po’ strano perché a casa mia nulla ha mai virato verso il color ciano. Sembra più un tentativo di girare la frittata che una seria presa in considerazione.

  2. sig. mirko l ultima trasmissione di report ha evidenziato che la produzione di caffe da parte di una nota azienda americana approdata in italia da poco otteneva un voto superiore (giudicato da un critico italiano e assaggiatore esperto italiano)rispetto a noti bar italiani. Quindi iniziamo a rimboccarci le mani e riconsiderare il lavoro che nobilita l uomo come orgoglio italiano come lo era tempo fa come dice lei perche prima vi era secondo la mia opinione piu un senso dell’ onore nel fare prodotti di quello che vi e oggi.

    Oggi comanda solo il dio denaro e l illusione di noi italiani che sappiamo fare la pizza , il caffe, i vestiti, siamo bravi a calcio ecc.

    mentre oggi per la cucina si vede verso il sud america, glia altri con il gap vanno avanti e ci superano e noi parliamo delle nostre vecchie glorie, fra un po non rimarranno nemmeno quelle se non ci diamo una svegliata collettiva, ritroviamo il senso di unità collettiva della voglia di fare dell italia un posto migliore di quello che ci hanno lasciato i nostri avi.

    cordialità

  3. Volevo esprimere sul conservare la mozzarella in frigo. I produttori della mozzarella di bufala non consigliano la conservazione in frigo ma a temperatura ambiente se si vuole conservare l’integrità e soprattutto il sapore. Cosa ne pensate?

    • Roberto La Pira

      Dipende da quante ore sta a temperatura ambiente e qual è la temperatura ambiente. Forse si dovrebbe conservare in frigorifero e poi tirare fuori prima in modo da servirla a tavola a temperatura ambiente.

  4. Roberto La Pira dal suo commento traspare molto candidamente che oggi in commercio è possibile avere anche delle mozzarelle blu e rosa tanto il microrganismo che produce questa colorazione non è un patogeno. Personalmente ritengo che a prescindere della patogenicità non deve essere presente. Altro aspetto che non è stato messo in risalto è la mancata comunicazione della non conformità da parte dell’azienda non vorrei che passi il messaggio che avere mozzarelle blu o rosa sia la normalita.

    • Roberto La Pira

      Premesso che la mozzarella colorata di blu o di rosa va ritirata dal commercio, perché è un difetto di processo, va altresì specificato che la contaminazione da Pseudomonas fluorescens non provoca alcuna patologia. In questo caso l’azienda potrebbe limitarsi a ritirare dal commercio il prodotto senza fare un richiamo

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