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Merendina o torta fatta in casa? La nutrizionista Margherita Caroli critica l’inchiesta dell’industria alimentare

cucinare torta cucina profumo odore aromi dolciQuando per la merenda dei bambini propongono una fetta di torta fatta in casa, le mamme italiane sette volte su dieci preparano porzioni troppo abbondanti, che pesano quasi il triplo di una merendina confezionata. È il risultato di un’inchiesta effettuata dalla Doxa, su incarico dell’Unione italiana food, associazione che riunisce le maggiori industrie alimentari italiane.

L’inchiesta, che ha coinvolto 600 mamme, nelle diverse regioni d’Italia, mostra che il 70% delle intervistate, quando offre un ciambellone taglia una fetta del peso medio di 84 grammi, che salgono a 96 con la crostata. Una porzione di questo tipo, secondo l’Unione italiana food fornisce circa 310 kcal, il doppio di una merendina media, che pesa 35 grammi. Gli zuccheri della porzione di dolce casalingo sarebbero 2-3 volte quelli di una merendina e i grassi circa il doppio.
Sembra quindi di poter dire che è meglio proporre ai bambini una merendina industriale piuttosto che un pezzo di torta fatta in casa, perché la prima ha una porzione piccola e ben definita. Il metodo d’indagine però solleva diversi dubbi. Come sono state “pesate” le fette di dolci fatti in casa?

 

merendina
Parlare di valori “medi” per una merendina ha quindi senso solo fino a un certo punto

La Doxa, attraverso un’indagine online, ha sottoposto al campione di mamme tre immagini a video di fette di ciambellone e di crostata (piccola, media, grande) – spiega l’Unione italiana food –invitandole a rispondere su quella che avrebbero consumato per loro oppure che avrebbero scelto per la merenda dei propri figli. Le immagini rappresentavano fette di ciambellone del peso di 60, 90 e 120 grammi e porzioni di crostata di 70, 100 e 120 grammi. Ovviamente, le persone intervistate non dovevano conoscere il peso della porzione proposta.

Abbiamo chiesto un parere a Margherita Caroli, esperta in nutrizione pediatrica, past president dello European Childhood Obesity Group. “Innanzitutto dobbiamo notare che le fette di ciambellone e di crostata proposte alle mamme hanno tutte un peso superiore a quello delle corrispettive merende industriali, a partire dalla più piccola che è già il doppio di quella industriale. – Fa notare Caroli – Le madri, non avendo un riferimento indipendente, tipo un metro o un oggetto di dimensioni note, con cui rendersi conto della reale quantità dell’alimento, scelgono prevalentemente la porzione media, e se viene chiesto anche quale sia la porzione adeguata per un adulto, scelgono la più grande. Il confronto si sarebbe dovuto fare con tre porzioni una di peso inferiore, una simile e una maggiore delle merende industriali.

Il secondo dubbio riguarda la composizione nutrizionale delle torte fatte in casa: quali valori sono stati utilizzati? I dati – fa sapere l’Unione italiana food – per la crostata si riferiscono ai valori nutrizionali indicati nelle tabelle del Crea e per il ciambellone al sito Fatsecret da cui è anche stata tratta la ricetta stessa. “I valori nutrizionali della crostata “casalinga” utilizzati l’Unione italiana food sono piuttosto confusi, se confrontati con i valori indicati dal Crea che in ogni caso fanno riferimento a prodotti industriali. – Sottolinea Caroli – Per quanto riguarda il ciambellone, invece, bisogna notare che il sito Factsecret non presenta ricette di ciambelle semplici, ma arricchite con cocco o panna, i valori nutrizionali sono quindi falsati dall’eccesso di grassi”.

Per fare un confronto più significativo, bisogna ricordare che le merendine non sono tutte uguali, il peso delle più vendute va dai 33 g dei plumcake ai 42 delle crostatine, l’apporto calorico va dalle 112 kcal di un Trancino Mulino Bianco alle 200 di una crostatina al cioccolato; i grassi variano da 3 a 9 grammi e gli zuccheri da 10 a 20. Parlare di valori “medi” ha quindi senso solo fino a un certo punto. Lo stesso vale, a maggior ragione, per i dolci fatti in casa. La dietista Maria Anna Tomaselli ha preparato per noi un ciambellone semplice, con una ricetta che possiamo trovare in rete, niente di particolarmente dietetico. Ecco le foto di tre porzioni da 30, 40 e 65 g e di seguito la tabella con la composizione nutrizionale delle tre fette di torta e di una merendina “media”, come riportato dall’Unione italiana food.

Come si può vedere, sia l’apporto calorico che il contenuto di grassi e di zuccheri sono inferiori nel ciambellone fatto in casa rispetto alle merendine. “La ricerca quindi presenta alcuni bias iniziali che vanno a influire notevolmente sull’analisi dei risultati. – Fa notare Caroli – È inoltre errato considerare i bambini tutti insieme in una fascia da cinque a 13 anni. Il bisogno di energia cambia notevolmente: secondo l’OMS, le raccomandazioni di assunzione energetica giornaliera passano da circa 1400 e 1500 kcalorie rispettivamente per le femmine e i maschi di cinque anni a 2300 e 2550 kcalorie per le ragazze e i ragazzi di 13 anni. Chiaramente le porzioni di qualunque alimento devono cambiare con l’età. Dato che l’apporto calorico della merenda dovrebbe essere pari al 7% circa del fabbisogno giornaliero, questo corrisponde a circa 105 kcalorie per un bambino di cinque anni e 170 per un ragazzo di 13, senza considerare l’attività fisica svolta, che spesso negli adolescenti è piuttosto intensa e richiede un ulteriore apporto energetico”.

Quando si prepara una torta casalinga si possono scegliere ricette più leggere

Un aspetto da non trascurare è poi la qualità degli ingredienti: – continua Caroli – i dolci fatti in casa di solito sono preparati con uova fresche, olio o burro, e non grassi industriali o tropicali, e non contengono additivi come aromi o emulsionanti, presenti in tutte le merendine industriali. Inoltre quando prepariamo una torta casalinga possiamo scegliere ricette più leggere, abbassando la quota di zucchero o magari sostituendo il burro con yogurt o ricotta.”

“A merenda è opportuno proporre alimenti semplici e variati, in questa variabilità possono rientrare sia le merendine industriali che i dolci fatti in casa.  – Conclude Caroli – Gli adulti che danno la merenda ai bambini – non parliamo sempre solo di mamme! – devono essere educati a riconoscere i prodotti e le dosi adeguate in base all’età, e resistere alla richiesta di un bis, che spesso viene concesso, sia che si tratti di dolci fatti in casa che di merendine confezionate.

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  Valeria Balboni

Valeria Balboni

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8 Commenti

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    Tonino Riccardi

    Ma perché ? Al mondo esiste ancora qualcuno che ha dei dubbi so cosa sia meglio tra ciambellone fatto in casa e rosetta con prosciutto cotto e le robe industriali ? L’unica differenza purtroppo enorme è la pubblicità in TV. Chi si ricorda della pubblicità di un bambino che felice di mangia un panino col prosciutto a merenda ?

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    Complimenti alla dott.ssa Caroli. Fact checking inappuntabile e sana sbugiardata a una “indagine” che, per come viene qui descritta, per il suo intento di fuorviare deliberatamrente il consumatore meriterebbe l’attenzione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

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    Anche la frequenza di consumo gioca un suo ruolo. Mi viene da pensare che avere sempre in dispensa pacchi di merendine incentivi ad offrirne ai figli fin troppo regolarmente, magari due volte al giorno. Diventa cioè una cattiva abitudine quotidiana. Invece la torta fatta in casa, per via del tempo necessario a prepararla, mi sembra più probabile che venga cucinata una volta ogni tanto, e gli altri giorni magari si fa merenda con la frutta…?

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    Tonino Riccardi

    Qualcuno che dica chiaramente che tra le merendine e il ciambellone fatto in casa c’è un universo di differenza per genuinità ?

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    “Le madri, non avendo un riferimento indipendente, tipo un metro o un oggetto di dimensioni note (…) scelgono prevalentemente la porzione media”

    Ecco, già solo questo è sufficiente a invalidare l’intera analisi, perché qualunque riscontro dev’essere fatto in modo che la persona che partecipa al test non sia in alcun modo influenzata, quindi è ovvio che di fronte a tre scelte di dimensioni non confrontabili con nulla si scelga quella intermedia.

    Quanto alla composizione dei dolci casalinghi è assolutamente aleatoria, perché le ricette (della nonna, della rete, dell’amica che sa tutto) sono di una imprecisione assoluta, “tre uova” vanno da 150 grammi a 220, “un pizzico” di una mano piccola è la metà di quello di una mano grande, “qualche goccia” sono 5, 13,44? eccetera.

    Se ci aggiungiamo che da sempre abbiamo imparato che “di più è meglio” nessuno sceglierà la porzione più piccola se non sa quanto sia realmente piccola, ed è abbastanza ovvio che a casa nel fare la torta si sbaglierà in eccesso (“tanto è tutta roba genuina”) e nel tagliare la fetta la si farà un po’ più spessa “perché il pupo deve crescere”…

    Se poi parliamo di “porzioni” di merendine ricadiamo nel discorso delle etichette “nutrizionali” che riferite a una porzione di fantasia confondono anziché aiutare a scegliere, se leggo che la merendina A contiene 10,4 grammi di grasso e la B ne contiene 9,5 sembra che la B contenga un po’ meno grasso, no? Invece le percentuali dicono il contrario: A (“porzione” da 52 grammi) ne contiene il 20%, B (“porzione” da 38 grammi) il 25%.

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    Mauro. Quindi le ciambelle fatte in casa non vanno bene oppure ho capito male ?

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      La tua domanda non ha molto senso, non esiste LA ciambella fatta in casa ma UNA GALASSIA di ciambelle fatte secondo ricette che vanno da quella ottima e supercalorica della nonna (ipercalorica per scelta generazionale, quando mangiare non era una annoiata gara al cibo più figo ma una necessità fisica e le dosi erano a occhio e a manciate e le porzioni “meglio un po’ di più” o “ma ne mangi solo una fetta?”) a quelle della rete, ben presentate, fantasiose, e spesso non realizzabili perché mai testate da chi le propone (scopiazzate ecumenicamente tra un sito e l’altro, tra un blog e l’altro, ma tutte piene di bio e veg e bacche e superfood e influencer che fino al giorno prima vendevano mutande o ti lavavano l’auto) a quelle sane, bilanciate, insapori e suberose dei nutrizionisti veri o improvvisati (con l’albume al posto dell’uovo, con bizzarri grassi al posto del burro, con acrobazie al posto dello zucchero, con ingredienti e porzioni dosati al grammo).

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    Mauro grazie per la considerazione. Lei forse non ha molto senso in quello che scrive a difendere merendine che hanno dentro di tutto solo perché sono porzionate. Non so per chi lavori ma penso che lei non sia un nutrizionista

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