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McDonald’s distribuisce a Boston i nuovi Big Mac gratis, e al cinema esce “The Founder”, la storia del fondatore dell’impero fast food

A Boston è stato sperimentato per un giorno il distributore automatico di Big Mac

Per un giorno gli abitanti di Boston hanno potuto sperimentare l’esperienza di ricevere un Big Mac dal distributore automatico. Non si tratta però di un nuovo passo verso una maggiore automazione dei ristoranti McDonald’s, come dimostrano i molti totem per le ordinazioni, ma di un’iniziativa pubblicitaria per il lancio di due nuovi panini della linea Big Mac: il Mac Jr e il Grand Mac, rispettivamente più piccolo e più grande dell’originale. Nel fast food di Kenmore Square era sufficiente inserire il proprio username Twitter o la propria mail per ricevere gratis un Big Mac dal distributore.

Tutto ciò avviene mentre nei cinema italiani è uscito il film “The Founder” che racconta la storia della nascita della più famosa catena di fast food al mondo.  Il biopic narra la storia di Ray Kroc, interpretato dal candidato all’Oscar Micheal Keaton,  che da venditore di frullatori per la ristorazione riesce a trasformare un piccolo ristorante a conduzione familiare in un impero che oggi conta oltre 36 mila fast food sparsi in tutto il mondo. Il film racconta come ha fatto  il venditore di frullatori ad affiancare e  a “carpire”  il modello di ristorazione veloce messo a punto dai fratelli Dick e Mack McDonald’s che permetteva di  preparare e servire hamburger  in 30 secondi, senza rinunciare alla qualità degli ingredienti.

È al cinema “The Founder” il film su Ray Kroc, che ha trasformato McDonald’s nel colosso che tutti conoscono

Tuttavia, quella che a prima vista appare come l’ennesima storia di successo imprenditoriale made in USA, riflette  molto degli  aspetti spesso criticati nel colosso del fast food americano. “Il fondatore” si rivela un personaggio tanto geniale quanto spietato negli affari. Infatti, per trasformare l’idea dei McDonald’s in una catena di successo, priva i fratelli della loro creatura, del marchio e del nome, focalizzando l’attenzione  su quantità e standardizzazione del processo e meno alla qualità.

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