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Allerta Listeria nel salmone affumicato: altri cinque morti in Europa. Prodotti contaminati anche in Italia, senza danni ai consumatori

salmone affumicatoUn altro focolaio di listeriosi ha colpito cinque Paesi europei – Estonia, Danimarca, Svezia, Finlandia e Francia – e anche questa volta il responsabile è il pesce affumicato a freddo attraverso aromi liquidi. Come rivela un report congiunto dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), tra il 2014 e il 2019 sono stati registrati 22 casi di infezione da Listeria monocytogenes appartenenti allo stesso ceppo, di cui cinque fatali, causati da salmone e trota affumicati prodotti in Estonia.

Nel luglio 2014, proprio in Estonia è stato registrato il primo caso attribuito a questo focolaio, mentre l’ultima infezione accertata si è verificata in Danimarca pochi mesi fa, nel febbraio 2019. Tutte le persone coinvolte avevano più di 50 anni di età, tranne un neonato colpito nel 2014. Il Paese dove si sono registrati più casi è la Danimarca (9), seguita da Estonia (6), Svezia (4), Finlandia (2) e Francia (1). Tracciando l’origine dei prodotti contaminati, si è riusciti a risalire alla fonte delle infezioni: si tratta di uno stabilimento produttivo in Estonia, che è risultato positivo alla Listeria monocytogenes nei successivi controlli ambientali. Le autorità estoni hanno bloccato le attività commerciali dell’azienda finché non sarà accertata l’assenza di contaminazione.

Nelle indagini per scoprire l’origine delle infezioni è stata coinvolta anche l’Italia. Tra il 2018 e il 2019 sono arrivati quattro lotti di salmone e trota contaminati dal ceppo di Listeria responsabile del focolaio, fortunatamente senza conseguenze sulla salute dei consumatori italiani anche in considerazione del basso livello di contaminazione comunque entro i limiti di legge (*). Solo due di questi lotti sono arrivati nei punti vendita prima di essere individuati. Inoltre, come spiega Gaia Scavia dell’Istituto superiore di sanità, “Le concentrazioni minime del batterio e le diverse abitudini alimentari rispetto ai Paesi del Nord Europa, hanno probabilmente contribuito a evitare infezioni tra i consumatori italiani”.

“L’Istituto superiore di sanità – continua Scavia – sta monitorando attivamente la situazione. Ogni ceppo batterico isolato dai casi clinici di listeriosi che giunge presso il nostro laboratorio viene sottoposto a sequenziamento genomico per scoprire se fa parte del focolaio epidemico. Nessun allarme, dunque, per il nostro Paese, a patto di ricordarsi le normali raccomandazioni per la prevenzione della listeriosi: conservare il salmone affumicato alla temperatura più bassa possibile tra 0 e 4°C e consumarlo entro la data di scadenza. Listeria monocytogenes è tuttavia un batterio che resiste e si moltiplica alla temperatura del frigorifero, e per eliminarlo è necessario cuocere gli alimenti a 70°C per almeno 10 secondi. L’affumicatura tradizionale è un modo per ridurre il rischio Listeria. Le persone a rischio (anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza e persone con il sistema immunitario compromesso) dovrebbero evitare di consumare il salmone affumicato a freddo, o farlo solo dopo cottura.

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In Europa si è verificato un altro focolaio di Listeria monocytogenes causato da salmone e altro pesce affumicato

Le contaminazioni da Listeria monocytogenes sono frequenti nel salmone affumicato, perché è sempre più comune il trattamento di affumicatura a freddo a circa 30°C attraverso aromi diluiti in acqua, che vengono vaporizzati sul pesce. Il sistema è molto efficace e rapido, ma non è in grado di eliminare il batterio. Nel 2018, Efsa ed Ecdc avevano dato notizia di un altro focolaio di listeriosi causato da salmone affumicato, in questo caso prodotto in uno stabilimento polacco, che era risultato positivo al batterio. Allora, erano state colpite 12 persone (di cui quattro morte) in tre Paesi, Danimarca, Germania e Francia.

(*) Meno di 10 unità formanti colonia per grammo

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  Giulia Crepaldi

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10 Commenti

  1. Paolo Andreoli

    Non si conoscono i nomi commerciali del salmone a rischio?

  2. vincenzo martena

    Solo per la precisione chi ha scritto l’articolo ha detto una cosa priva di senso alla fine:

    “Le contaminazioni da Listeria monocytogenes sono frequenti nel salmone affumicato, perché è sempre più comune il trattamento di affumicatura a freddo attraverso aromi diluiti in acqua che vengono vaporizzati sul pesce. Il sistema è molto efficace e rapido, ma non è in grado di eliminare il batterio.”

    Questa frase lascia intendere che il salmone trattato con gli aromi liquidi sarebbe pericoloso mentre quello affumicato al naturale no. Ciò è falso in quanto anche quello trattato al naturale viene affumicato a freddo con temperature che non vanno mai oltre i 30/40 gradi, quindi non in grado di ammazzare la listeria.
    La realtà è che le contaminazioni batteriche del salmone e di qualsiasi altro pesce affumicato avvengono perché è a tutti gli effetti pesce crudo e l’affumicatura, naturale o con aromi, non può in nessun modo eliminare nessun tipo di batteri

  3. Salve, mia moglie(41 anni, Palermo) ha contratto il batterio, Listeria nel maggio 2019.
    Ad oggi è in fase di guarigione, ma siamo rimasti curiosi di capire da dove è quando abbia potuto prendere questa infezione, leggendo questo articolo ho pensato che abbiamo usato del salmone affumicato, ma dopo averlo cotto.

    • Giulia Crepaldi
      Giulia Crepaldi

      Ad oggi, dalle analisi genetiche effettuate dall’Istituto superiore di sanità, nessun caso di listeriosi registrato in Italia fa parte di questo focolaio infettivo.
      Oltre al salmone affumicato a freddo, la Listeria può trovarsi anche in altri alimenti crudi o non pastorizzati come latte crudo, formaggi molli, carne fresca e persino prodotti ortofrutticoli.

  4. vincenzo martena

    Rispondo a Roberto la pira: come ho già detto il trattamento tradizionale di affumicatura ***NON*** viene fatto a temperature adeguatamente elevate. Il trattamento tradizionale di affumicatura prevede che la temperatura non vada mai oltre i 30 gradi, tipicamente viene fatto a 20 gradi. Si informi. Quella di cui parla lei, cioè l’affumicatura a caldo, non è il processo che viene usato per fare il salmone affumicato che troviamo sugli scaffali dei supermercati.

  5. vincenzo martena

    Rispondo anche alla signora che ha chiesto se si conoscessero i nomi commerciali del salmone a rischio. La risposta è ***SI*** basta andare sul sito del ministero della salute per scoprire che il salmone affumicato è stato prodotto da Hove Fine Foods Aps in Lettonia e richiamato per “presunta presenza di Listeria monocytogenes”. In particolare il lotto è identificabile con il numero 0777-022 ed è costituito da confezioni con un peso di 200 grammi e scadenza il 7 marzo 2019.
    Questo è il link dove si trovano pure le foto delle confezioni

    http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_PubblicazioneRichiami_489_azione_itemAzione0_files_itemFiles0_fileAzione.pdf

    • Giulia Crepaldi
      Giulia Crepaldi

      Il richiamo del salmone Hova Fine Foods Aps è stato revocato in seguito alle controanalisi che non hanno accertato l’assenza di Listeria monocytogenes nel lotto. Il link che ha postato infatti è dell’avviso revoca.

  6. vincenzo martena

    Vero, chiedo scusa.
    Non avevo visto che avevano postato la revoca.
    Ero rimasto alla notizia del richiamo senza controllare che lo stesso fosse stato revocato.
    Ciò non toglie il fatto che la listeria rimane un rischio per il salmone affumicato indipendentemente se l’affumicatura (a freddo) venga fatta in modo “naturale” con il fumo (sempre freddo) oppure con degli aromi diluiti in acqua.
    Sarebbe bello se anche lei ammettesse l’inesattezza o perlomeno la possibile confusione che la sua frase potrebbe generare.

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