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Perché Esselunga non vende i limoni verdi italiani sfusi? La domanda di un lettore e la risposta della catena

sacchetti frutta ortofrutta limoniDopo il nostro articolo sulla provenienza dei limoni verdi e gialli venduti da Esselunga, oggetto di numerosi commenti e reazioni, un lettore ci ha scritto sollevando una questione sul confezionamento degli agrumi. Ecco la lettera:

Faccio spesso la spesa alla Esselunga e conosco bene la faccenda dei limoni gialli e verdi. Quelli disponibili sono sia italiani sia esteri, e questi ultimi arrivano da migliaia di chilometri di distanza, causando certamente tanto inquinamento. Sarei quindi felice di acquistare sempre e solo i nostri e, se possibile, lo faccio. Mi piacciono i limoni verdelli!

Peccato, però, che Esselunga disincentivi spesso l’acquisto dei limoni italiani, in quanto i verdelli sono venduti solo in reticelle da 1 kg, mentre a me basterebbe acquistarne uno o due alla settimana. Perché dovrei comperarne di più? Per farli marcire nel frigo e sprecarli?

Purtroppo gli unici limoni venduti sfusi (salvo qualche caso, nel periodo estivo, in cui si trovano quelli gialli con le foglie attaccate, provenienti dalla Sicilia) sono quelli spagnoli e argentini. Allora mi chiedo: perché Esselunga tende a non vendere sfusi i limoni nostrani, ma soltanto quelli esteri?

Sono un po’ stufo di sentire nei commenti i soliti discorsi, ormai triti e ritriti, delle buone abitudini nel consumare frutta nostrana di stagione, tralasciando le ciliegie del Cile, le pere Argentine, le nespole di Timbuctù e via discorrendo. Tutto giusto, ma ormai li sappiamo a memoria! Che si incominci a vendere i prodotti nostrani sfusi, specie se c’è concorrenza straniera, per facilitarne l’acquisto!

limoni verdi
Da Esselunga i limoni verdi di origine italiana sono venduti solo in retina in confezioni da 1 kg, mentre quelli venduti  sfusi sono di provenienza estera

Ecco la risposta di Esselunga.

Esselunga vende i limoni verdelli solo confezionati perché la quantità di prodotto disponibile nel sud Italia non garantisce il nostro fabbisogno giornaliero per la vendita sfuso. Sapendo quanto è importante l’edibilità della buccia nel limone, caratteristica tipica del prodotto italiano, Esselunga ha richiesto a tutti i suoi fornitori di limoni esteri di ricevere solo prodotto senza trattamenti post raccolta (quasi tutta la concorrenza vende limoni esteri trattati con antimarcio e fungicidi). Sicuramente nei prossimi anni le quantità di limoni verdelli andranno ad aumentare, considerati i nuovi impianti che entreranno in produzione: stiamo valutando di inserire in vendita confezioni da due o tre limoni italiani per un consumo più immediato.

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15 Commenti

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    Diciamo che Esselunga non ha risposto al loro cliente.

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    L’azienda ha risposto in maniera vaga e incomprensibile perche’ sicuramente non può e non vuole svelare i meccanismi che regolano le politiche di vendita , in cui ogni fase, dalla fornitura dal produttore, alla posizione nello scaffale, alle confezioni o sfusi proposti, alla forbice di prezzo tra sfuso e confezionato e alle eventuali scontistiche e politiche dei resi ottenute al fornitore viene accuratamente soppesata in base a rilevamenti precisi; la scienza che regola queste variabili è consolidata.
    Al consumatore spesso ignaro di questi raffinati ragionamenti non rimane altro che passare ad altro fornitore se non trova soluzioni idonee alle proprie necessità , non è il supermercato singolo che può dirigere il consumatore negli acquisti ma è esattamente il contrario a mio parere.

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    Ne la cliente, ne Esselunga fà alcun riferimento al prezzo di vendita, che specialmente per quest’ultima è una variabile molto importante.
    I limoni sono uno dei pochi prodotti civetta dell reparto ortofrutta, ovvero prodotti sui quali ci si confronta con la concorrenza.
    La rete da 1 kg di determinate provenienze estere è il prodotto più economico e confrontabile.
    Spesso acquistare due o tre limoni bio nazionali equivale a spendere quanto, se non di più della suddetta retina da 1kg.
    Secondo Voi cosa preferisce la grandissima parte dei consumatori ?

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    Il ventaglio di prodotti civetta è molto più ampio di quanto noi possiamo immaginare e varia continuamente di mese in mese , di stagione in stagione e per questi prodotti importanti ogni catena di supermercati ha diversi fornitori , tra i quali il capofila che fornisce la maggiore quantità, naturalmente al prezzo più’ vantaggioso alla GDO di turno , è quello che detta le regole (prezzo) anche per gli altri fornitori dello stesso prodotto.
    Evidentemente nel periodo luglio-settembre in cui il prodotto limone italiano scarseggia i supermercati fanno riferimento al prodotto argentino e/o sudafricano e lo favoriscono anche togliendo lo sfuso italiano e per non farsi criticare troppo mantengono l’articolo da 1 kg.
    Però io non accetto questa scelta perchè intanto voglio limoni non trattati , non ricerco per forza il frutto perfetto , mi basta che sia onestamente accettabile e per quanto riguarda le quantità la scelta di formati famiglia numerosa non mi si addicono perchè non voglio conservare la roba in frigo per settimane e poi magari alla fine butto qualcosa vanificando il guadagno iniziale.
    Riguardo all’argomento del trattamento in superficie vorrei far notare che il prodotto che viene in nave da 10.000 km di distanza molto più ragionevolmente verrà trattato per arrivare a destinazione con un bell’aspetto rispetto al prodotto italiano che arriva in un giorno sui banchi di vendita.
    Da notare inoltre che gli agrumi possono essere messi in vendita con rametto e foglie ancora attaccate ma bisogna controllare bene perchè molto spesso sono ugualmente trattati in superficie dopo la raccolta.

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      Non sò se un lapsus…è piuttosto il distributore (Esselunga in questo caso) a dettare le regole e non certo un fornitore di limoni…
      Le Sue considerazioni qualitative/stagionali sono perlopiù corrette, ma stiamo parlando di grande distribuzione, per esigenze e richieste specialistiche, ci sono ancora, fortunatamente ortolani fissi ed ambulanti, che spesso sono competitivi anche in termini di prezzo.

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      Io prendo uno o due limoni dalla retina e le pago come fossero limoni argentini! Io quelli argentini non li voglio! L ho già detto anch io a Esselunga! Comunque ci sono posti come il Gigante e Carefour market che hanno quasi sempre limoni italiani! Una volta in giorni diversi ho fatto il giro di tutte e tre! Solo argentini! E allora niente limoni! Poi ho un capo reparto dell Esselunga , con cui mi ero lamentata mi parlato delle retina con limoni italiani!

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    Non è mia intenzione monopolizzare i commenti ma mi permetto per conoscenza dell’argomento un’ultima annotazione: la GDO studia molto accuratamente la composizione sociale della clientela e nelle comunità composte da alta percentuale di famiglie formate da solo due o una persona allora aumenta di molto l’offerta di articoli monoporzione e/o vendita di prodotto sfuso.

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    Non sempre i grandi gruppi di acquisto riescono a fare il buono e cattivo tempo con i prezzi, di fronte a fornitori esteri di grandi dimensioni che fanno magari cartelli locali di produttori in nazioni come Argentina , Brasile e Sudafrica spesso sono costretti a “trattare”.
    Poi c’è un altro aspetto importante per esempio nel campo delle pere dall’Argentina , importazione di grande peso in primavera-estate ma prodotto estremamente delicato e difficile da mantenere , che richiede stabilimenti specializzati di conservazione delle forniture che attraversano i mari su grandi navi durante il nostro inverno.
    In questo caso si inseriscono nella filiera degli importatori , grosse aziende ortofrutticole multinazionali , che cercano di sfruttare la situazione per farci qualche euro.
    Questi importatori acquistano il prodotto estero , conservano in Italia e vendono essi stessi alla GDO prendendosi nel frattempo il rischio dei resi per non conformità data la delicatezza del prodotto ma caricando i prezzi finali di vendita.
    Alla GDO questo passaggio sta bene perche’ rendere pane secco o frutta e verdure marce o invendute a un produttore italiano è facile ma riportarle in Argentina è molto piu’ complicato.

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    La solita non-risposta per zittire il cliente. Ultimamente ho ridotto la spesa presso Esselunga per acquistare altrove, stanno sostituendo i marchi con il loro marchio (ma non producono direttamente). A parte il discorso qualità, è inoltre l’unico gds che non offre un bancone di frutta e verdura a km zero.

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    Questo sito farebbe la differenza se spiegasse ai lettori a parita’ di limone (buccia edibile) quali sostanze (insetticiti/etc) sono considerate illegali in italia e quali rispetto a noi sono legali all’estero. Nell’importazione ci mangiamo prodotti trattati con sostanze non autorizzate in italia.

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    Lo stesso vale per tanti altri prodotti (cipolle, agli, patate, ecc… con deperibilità non immediata) che mi tocca andare a comprare nei piccoli negozi o al mercatino rionale che vendono i prodotti sfusi, pagandoli però di più. Quando il prodotto è di stagione invece acquisto a km. zero da un contadino vicino a casa mia spendendo la metà.
    Considerata la quantità di persone che vive sola, confesso che non capisco questa politica dei supermercati.
    Non è una questione di prezzo, ma della scomodità di dover andare in tre o quattro posti diversi per fare una banale spesa settimanale. Finchè posso continuerò a farlo. Ma sto invecchiando e per me in futuro la questione potrebbe diventare un bel problema.

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    Anch’io ho notato che dopo la morte del “grande vecchio” di Esselunga i prodotti stranieri sono in maggioranza rispetto a quelli italiani, a volte quasi assenti e aggiungo che mi trovo sempre oiù a disagio a far spesa, anzi sto meditando di non andare più in questi supermarket a far spese anche perchè i grossi vantaggi di un tempo non li vedo più.

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    io compro a km zero sotto casa e pago niente frutta e verdura di stagione fate altrettanto

  12. Avatar

    Concordo con molti commenti, vivendo sola preferisco spendere un po’ di più per comprare pochi pezzi buoni e italiani piuttosto che buttare le eccedenze che poi anche se trattate non sono più ottimali se non marce.
    Non è sciovinismo, ma buon senso, il singolo fa scelte diverse senza per questo spendere poi tanto di più, da una famiglia numerosa, e siamo in tanti. Meno, ma buono.