Home / Benessere animale / Lidl deve migliorare le condizioni dei polli da carne della sua filiera. L’appello di 20 associazioni

Lidl deve migliorare le condizioni dei polli da carne della sua filiera. L’appello di 20 associazioni

allevamento intensivo polli Depositphotos_37754611_S influenza aviariaMigliori condizioni per i polli da carne della filiera Lidl. È l’appello lanciato da una coalizione di oltre 20 organizzazioni per la tutela degli animali, tra cui Animal Equality ed Equalia, che chiedono alla catena tedesca un impegno serio per il benessere dei polli da carne. Lidl dovrebbe adottare lo standard previsto dall’European Chicken Commitment (ECC) per migliorare le condizioni di vita dei polli negli allevamenti, come hanno fatto centinaia di aziende. In Italia la lista comprende Cortilia, Eataly e Fileni, oltre a colossi come Carrefour, KFC, Unilever, Nestlé, Danone. Il paradosso è che in Francia Lidl aderisce all’ECC, mentre in Italia non ci sono segnali in questo senso.

Secondo Animal Equality, i polli da carne sono “gli animali terrestri più maltrattati del pianeta”. Selezionati affinché crescano molto velocemente e con un petto voluminoso, i broiler soffrono di numerosi problemi di salute, tra cui attacchi cardiaci, insufficienza respiratoria, malattie congenite e condizioni croniche come la deformità delle zampe. Inoltre, nell’allevamento a terra, i polli da carne vivono la loro breve vita (sette-otto settimane) in capannoni sovraffollati, dove le condizioni sono tutto fuorché ottimali: “Dal momento che la lettiera su cui camminano non viene mai cambiata, questi animali posano le loro zampe 24 ore su 24 sui propri escrementi e sulle deiezioni dei compagni causando ustioni e perdita di piumaggio, mentre l’alta concentrazione di ammoniaca nell’aria provoca ai polli gravi problemi respiratori” spiega Ombretta Alessandrini, coordinatrice delle campagne di Animal Equality Italia.

Polli allevamento
Le associazioni chiedono a Lidl di impegnarsi per garantire migliori condizioni di vita ai polli da carne della propria filiera

Lo European Chicken Commitment chiede alle aziende che lo sottoscrivono si impegnano affinché nelle proprie filiere di approvvigionamento siano utilizzate genetiche in grado di garantire una migliore qualità della vita (polli a crescita più lenta),oltre a predisporre una maggiore disponibilità di spazio, di luce naturale  e posatoi per stimolare i comportamenti naturali dei polli. L’ECC chiede anche l’adozione di metodi di macellazione più efficienti e sistemi di controllo da parte terzi.

Molti grandi supermercatiprecisa Julia Elizalde, manager delle campagne di Equalia –  hanno già aderito allo European Chicken Commitment, ma non è questo il caso della catena di hard discount Lidl, che al momento si è impegnata solo in Francia a eliminare le pratiche più cruente dalle sue filiere. Per questo, insieme ad altre organizzazioni abbiamo deciso di avviare una campagna nei confronti di Lidl per chiedere di porre fine a questa inutile crudeltà a livello europeo”.

© Riproduzione riservata Foto: AdobeStock, Depositphotos

Da 12 anni Ilfattoalimentare racconta cosa succede nel mondo dei supermercati, quali sono le insidie nelle etichette, pubblica le sentenze sulle pubblicità ingannevoli oltre che segnalare il lavoro delle lobby che operano contro gli interessi dei consumatori.

Il nostro è un sito indipendente senza un editore, senza conflitti di interesse e senza contributi pubblici. Questo è possibile grazie ai banner delle aziende e alle migliaia di lettori che ogni giorno ci leggono e ci permettono di sfiorare 20 milioni di visualizzazioni l'anno, senza farcire gli articoli con pubblicità invasive. Ilfattoalimentare dà l'accesso gratuito a tutti gli articoli.
Sostienici, basta un minuto clicca qui. Se vuoi puoi anche farlo con un versamento mensile.
Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

Guarda qui

uccelli migratori in volo al tramonto

L’influenza aviaria è un campanello d’allarme: per tutelare biodiversità e salute basta allevamenti intensivi

Solo poche settimane fa l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) denunciava di aver registrato …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *