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Sacchetti biodegradabili veri o falsi? Risposta ai dubbi di un nostro lettore

sacchetto plasticaBuongiorno, circa un anno fa entrava in vigore il bando delle buste di plastica nei supermercati, a causa del notevole inquinamento che provocavano. Si diffuse così l’impiego dei sacchetti in mater-bi e delle sporte riutilizzabili. Da qualche tempo, tuttavia, ho trovato nuovamente le buste di plastica con la dicitura: “plastica riutilizzabile, riciclabile e biodegradabile eco-compatibile” anche se poi si raccomanda di non utilizzarle per la raccolta della frazione umida dei rifiuti. Si tratta di plastica? Ma se è così non c’è il divieto di legge? Come stanno in realtà le cose?

Maurizia Corradi

 

La questione della messa al bando delle vecchie buste di plastica è piuttosto complessa e nell’ultimo anno si è combattuta una guerra fatta di decreti, proroghe, opinioni e dati talvolta contrastanti tra loro, senza arrivare ad una conclusione chiara e definitiva. Le differenze tra i vari tipi di sacchetti in circolazione sono già state trattate ampiamente da Il Fatto Alimentare e nonostante sia trascorso oltre un anno dall’inizio della vicenda, si registrano solo parziali passi avanti.

 

La legge, allo stato attuale, prevede che dal 1° gennaio 2013, possano essere commercializzati solo( vedi tabella):

– sacchetti biodegradabili-compostabili (i cosiddetti sacchetti “molli” conformi allo standard UNI EN 13432)

– sacchetti riutilizzabili (classiche sporte in iuta, tessuto…)

Al contrario non possono essere commercializzati:

-i sacchetti oxodegradabili in polietilene, non compostabili. Queste buste in plastica sono additivate con sostanze che  esposte alla luce dovrebbero favorire la frammentazione della plastica.

Molto probabilmente, quelli su cui lei ha trovato le diciture che parlano di eco-compatibilità, ma non di compostabilità, si riferiscono proprio a quest’ultima tipologia.  Nonostante i richiami all’ecologia questi sacchetti si trasformano in minuscoli frammenti di plastica che si disperdono nel terreno e rappresentano un problema per gli animali e per l’ambiente.

 

sacchetti plastica spazzaturaCome mai allora sono ancora in commercio? Perchè i trasgressori ancora non possono essere multati. O meglio, le sanzioni esistono ma solo sulla carta, in quanto non verranno applicate finché non sarà approvato il famoso “decreto interministeriale” indicante  “ulteriori specifiche tecniche dei sacchetti commercializzabili”.

 

Il decreto (che avrebbe dovuto essere adottato entro il 31 Dicembre 2012) è molto atteso dato che potrebbe riaprire ancora una volta a oxodegradabili e simili e cambiare nuovamente le carte in tavola. Ma le parole di questi giorni del senatore Francesco Ferrante (fautore del bando) sembrano rassicurare su questo punto: «Escludo questa possibilità. Il decreto non stravolge la legge ma la rafforza nella direzione che abbiamo sempre sostenuto noi: nessun passo indietro sul compostabile».

Luca Foltran

 

Il mondo dei  sacchetti

Vecchi sacchetti in polietilene (PE) usati ancora da ambulanti e diversi negozi. Non sono biodegradabili e non sono compostabili Marchio:nessunoMateriale: polietilene (PE)  

 

Non autorizzatiDal 1 gennaio 2011 non sono più commerciabili ma si trovano ancora (nessuna multa fino al 1 gennaio 2014)
Nuovi sacchetti biodegradabili e compostabili al 100%, venduti nei supermercati, riutilizzabili per rifiuto organico domestico (umido) Marchio:EN 13432Materiale: amido mais o patate o poliestere Autorizzati(sono i nuovi sacchetti dall’aspetto molliccio venduti nei supermercati)
Finti  sacchetti ecologici (oxodegradabili in polietilene) non sono biodegradabili nè compostabili. Si frammentano dopo qualche mese. Distribuiti da diversi negozi e ambulanti Marchio:Diciture che richiamano all’ecologia e all’ambienteMateriale: polietilene (PE) additivato   Non autorizzati Dal 25 gennaio 2011 non sono più commerciabili  (nessuna multa fino al 1 gennaio 2014)
Sacchetti di carta venduti in supermercati e negozi Marchio:nessuno15-25 centesimiMateriale: carta    Autorizzati
Borse riutilizzabili in materiale resistente vario Marchio:nessuno1 – 3 euroMateriale: cotone, juta, tessuto non tessuto, carta di riso.Polietilene contenente plastica riciclata (10-30%) e con uno spessore superiore ai 200 micron

Marchio: Plastica Seconda Vita

(non biodegradabili nè compostabili)

 

  Autorizzati

 

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Foto: Photos.com

 

  Luca Foltran

Luca Foltran
esperto sicurezza dei materiali

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4 Commenti

  1. Vorrei segnalare che il dubbio del lettore è lo stesso che ho avuto io, dal momento che almeno in Sicilia, nella fattispecie a Catania, a parte alcuni grandi supermercati che rispettano la normativa, distribuendo i sacchetti compostabili, tutti i piccoli rivenditori, dai fruttivendoli (non abusivi) sino ai rivenditori di altro genere di merci distribuiscono i cd sacchetti oxodegradabili in polietilene, non compostabili se non addirittura sacchetti senza alcuna dicitura. In ogni caso, vorrei esprimere un rammarico, poichè penso che introdurre i sacchetti compostabili non serva a risolvere proprio nulla poichè tutte le altre merci che compriamo sono imballate in incartamenti altamente inquinanti. Ci vorrebbero politiche di più ampio respiro che coinvolgano tutti gli imballaggi e il sistema in generale della produzione, del trasporto e della distribuzione delle merci. Inoltre, sempre con rammarico osservo una quasi assoluta insensibilità, prima ancora che delle istituzioni, dei cittadini nei confronti della tematica ambientale; la “gente” non ha la benchè minima idea di cosa sia ad esempio il compostaggio e tratta i bidoni ad esso adibiti alla raccolta dei rifiuti indifferenziati. Forse in realtà come il nord Italia, da questo punto di vista, c’è un maggiore senso civico e consapevolezza ambientale;
    Cordiali Saluti
    Rosa Arena

  2. Ci vorrebbe,ci vorrebbe. Cosa sono le politiche ad ampio respiro.I Comuni propongono i corsi di compostaggio, scarsamente frequentati.Corsi di educazione ambientale ancora meno frequentati. Bisogna che ognuno di noi si impegni seriamente in prima persona a rispettare l’ambiente e a far notare a chi no lo fà che siamo veramente messi male.Sono contento e ringrazio le persone che scrivono,leggono e seguono “il fatto alimentare” e siti simili per le informazioni che danno.
    E’ un piccolo sfogo…scusatemi
    Enrico

  3. E i sacchetti del reparto frutta e verdura? Non sembrano prodotti con plastica biodegradabile.

    • I sacchetti dei reparti ortofrutta effettivamente non sono in plastica biodegradabile; si tratta di un altro punto “interpretabile” della legge.
      Il bando riguarda infatti solo le buste “da asporto”, categoria in cui non rientrerebbero i sacchetti per ortofrutta: non trattandosi di imballi caratterizzati dall’asporto come destinazione d’uso primaria sarebbero esclusi dal bando.
      Alcune associazioni stanno cercando comunque di sensibilizzare i cittadini sul tema,
      proponendo l’impiego, per esempio, dei classici retini in cotone riutilizzabile e lavabile http://www.portalasporta.it/mettila_in_rete.htm
      Alcuni comuni,(Venezia e Torino su tutte),hanno invece intrapreso azioni proprie, vietando sul territorio cittadino l’uso di qualsiasi tipo di sacchetto non biodegradabile, indipendentemente dalla destinazione d’uso.