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Il Tonno Rio Mare “Leggero” rispetta le norme sull’etichettatura e ha il 30% in meno di calorie. Aggiornato il sito

art-riomare-boltonI messaggi promozionali del “Tonno Rio Mare Leggero” sono corretti. Questo quanto sostiene la Bolton, azienda proprietaria del marchio, che risponde all’articolo “Tonno Rio Mare “Leggero”, ma sarà vero? La scatola contiene meno olio e meno calorie, ma per la legge non basta“, pubblicato da Il Fatto Alimentare. Di seguito il testo completo.

 

Abbiamo avuto modo di leggere la lettera di una consumatrice, pubblicata lo scorso 24 maggio sul vostro sito, con cui vengono richieste delle informazioni sul “Tonno Rio Mare Leggero” e la relativa risposta da parte dell’esperto di diritto alimentare Franco Gentile che discute in merito alla correttezza dei messaggi attraverso i quali il prodotto viene promosso.

 

Con la presente Bolton Alimentari, proprietaria del marchio Rio Mare, intende contestare le affermazioni di Franco Gentile ribadendo la totale legittimità e regolarità dei messaggi pubblicitari relativi al prodotto in questione, nel pieno rispetto di quanto previsto dalla legislazione italiana ed europea. Infatti, come da nostro design di prodotto, confermato da analisi svolte da laboratori accreditati, e oltrettutto correttamente riportato da Franco Gentile, il “Tonno Rio Mare Leggero” contiene 7,5 g di grassi per ogni 100 g di prodotto. Questa quantità è da confrontare con i 12 g di grassi contenuti in media nelle conserve di tonno più vendute della categoria Tonno all’Olio (di oliva ed extravergine di oliva) sul mercato nazionale, (v.dati SymphonyIRI Group).

 

rio mare leggero 1La differenza di 4,5 g corrisponde al 37,5% di grasso in meno, dunque una percentuale che si attiene appieno a quanto previsto dalla normativa (almeno il 30% in meno). Ci teniamo a precisare che il campione di riferimento utilizzato è composto dalle prime 12 referenze del mercato, che sviluppano insieme il 90% delle vendite nazionali: si tratta pertanto, di un universo assolutamente rappresentativo del mercato di riferimento, così come previsto dalla legislazione Antitrust vigente. Qualsiasi altro metodo di confronto, come il prendere in considerazione una singola referenza, può dunque risultare fuorviante per il consumatore o addirittura strumentale, oltre a non essere in linea con quanto previsto dall’Autorità Antitrust. A questa pagina del sito Rio Mare sono riportati i dati in questione.

 

Infine, nell’ultimo passaggio della risposta, Franco Gentile avanza dei dubbi anche sulla dicitura “Ideale per chi fa sport”: una critica in merito alla quale Bolton Alimentari ritiene di evidenziare quanto sostenuto anche dagli esperti di NFI (Nutrition Foundation of Italy), i quali sottolineano l’importanza del consumo di pesce per chi svolge un’attività fisica regolare.

Si può osservare infatti che il nostro prodotto Rio Mare Leggero permette anche agli sportivi, categoria notoriamente molto attenta alle caratteristiche nutrizionali dei prodotti che consuma, di poter gustare un prodotto con tutto il gusto del tonno all’olio di oliva tradizionale ma con un tenore di grassi significativamente inferiore e, quindi, un rapporto tra proteine e grassi che nessun prodotto nella categoria dei tonni all’olio di oliva può vantare.

 

Bolton Alimentari S.p.A.

 

Dopo la pubblicazione su Il Fatto Alimentare della  lettera che chiedeva lumi sulla pubblicità del “Tonno Rio Mare Leggero” e della risposta di Franco Gentile, la pagina web del produttore è stata integrata con le informazioni mancanti.

 

© Riproduzione riservata

Foto: Riomare.it

  Redazione Il Fatto Alimentare

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2 Commenti

  1. Avatar

    Domanda sincera: ma davvero voi mangiate il contenuto delle scatolette di tonno all’olio di oliva senza sgocciolarlo prima???
    Personalmente quando voglio un’alternativa con meno grassi acquisto la varietà di tonno in scatola coservato al naturale e lo condisco a piacere, con l’olio che preferisco io e la quantità che decido io.

    Se mettessi l’intero contenuto della scatoletta nel piatto, il povero pesce tornerebbe a NUOTARE… ma nel piatto. Sinceramente lo trovo poco salutare come abitudine, e in tal caso non ne faccio una colpa del produttore ma del consumatore che non pensa.

    Quindi mi chiedo: che senso possa avere un prodotto con meno olio e chiamarlo “più leggero”? I prodotti sott’olio sono da intendersi da consumare con tutto l’olio contenuto? tipo i pomodori, funghi ecc ecc…
    ahahaha è un’assurdità.

  2. Avatar

    Di solito sgocciolo l’olio, ma se mangio il tonno con insalata uso una parte di quell’olio come condimento; lo stesso per esempio se uso il tonno per fare un sugo al tonno. Quindi presto attenzione al tipo di olio contenuto nella scatoletta. L’alternativa del tonno al naturale sinceramente in casa mia non è molto apprezzata.