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Ferrero, Barilla, Coca-Cola: un lettore ci chiede perchè ne parliamo così di frequente. La nostra risposta

Spettabile Il fatto alimentare, leggo sempre volentieri e con attenzione i vostri articoli, oltre che per passione, anche per lavoro. E seppure dichiariate esplicitamente di “offrire ai lettori un’informazione indipendente, semplice e rigorosa, senza condizionamenti pubblicitari” non posso non notare i frequentissimi articoli riguardanti prodotti Ferrero, dai recenti relativi a Tic Tac ai meno recenti sulla Nutella.

 

Effettuando una ricerca sul vostro sito immettendo come parola “Ferrero” risultano 43 risultati, alcuni dei quali sono ripetizioni di argomenti già trattati (si veda ad esempio la questione del prezzo dei Tic Tac o l’etichetta della Nutella).

Per questo io, come probabilmente altri lettori, mi chiedo quali siano i motivi di tali “attenzioni particolari” visto che non mi sembra che altre marche o prodotti ricevano lo stesso trattamento.

Ringraziando per l’attenzione porgo cordiali saluti

Mauro

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Gentile Mauro, la ringrazio per gli apprezzamenti.

È vero, sul nostro sito ci sono diversi articoli su Ferrero e sui prodotti come Nutella, ne trova pure tanti su Barilla e Mulino Bianco, su Coca-Cola e su McDonald’s, Nestlé, sui fast-food e sulle bibite zuccherate.

A noi sembra normale questa linea editoriale, perché stiamo parlando di marchi e prodotti conosciuti e di aziende che assorbono buona parte del mercato pubblicitario italiano della comunicazione con spot e messaggi.

 

Per intenderci, se il nostro sito si occupasse di politica parlerebbe spesso di leader importanti come Berlusconi, Bersani, Monti o Napolitano… e meno degli altri politici e questo sarebbe del tutto logico. Noi facciamo la stessa cosa con i marchi leader del settore alimentare.

 

Il fatto alimentare è un sito di attualità per cui se ci sono marchi che hanno un atteggiamento esuberante con le etichette o la pubblicità, il nostro mestiere è proprio quello di segnalarne il comportamento.

 

Per quanto riguarda Ferrero vorrei solo dire che la società ultimamente è stata censurata negli Stati Uniti, in Germania e anche in Inghilterra e questo non capita proprio a tutte le aziende alimentari. Di fronte a prezzi stratosferici come quelli di Tic tac o dell’ovetto Kinder Ferrero non si può stare in silenzio.

 

Concordo con lei sul numero 43, ma deve essere un numero magico perchè digitandolo sulla sezione ricerca del sito la parola McDonald’s compare lo stesso numero di articoli…

 

Roberto La Pira

Foto: Logos.wikia.com

 

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3 Commenti

  1. I brand di questo articolo appartengono tutti a multinazionali.Le multinazionali (nel settore alimentare come in tutti gli altri) vengono considerate il metro di paragone per analizzare i processi di produzione, distribuzione e promozione di un prodotto. Sono loro ad avere le risorse e l’influenza (economica, politica, sociale, culturale) per stabilire gli standard che quasi tutte le altre industrie si uniformano (per convenienza e per necessità) ad adottare.Sono loro gli interlocutori di settore che le istituzioni nazionali e sovranazionali hanno nella ratifica delle leggi.Sono loro in sostanza ad avere i numeri e la responsabilità di cambiare (in peggio ma anche in meglio) le abitudini di acquisto e di consumo degli alimenti. Quando l’utente medio pensa alle bibite gassate pensa alla Coca Cola. Quando pensa alle merendine pensa alla Nestlè e alla Ferrero.Quando pensa all’alimentazione fast food pensa al Mac Donald.
    Bibite gassate, merendine, fast food tendono a mettere a dura prova la salute e gli equilibri nutrizionali degli individui perchè per la loro natura stessa (alte concentrazioni di zuccheri e grassi, metodi di cottura e conservazione) sono sbilanciati. Forse è normale che questo sito abbia un’attenzione particolare verso questo genere di alimenti.

  2. Sono pienamente d’accordo con il lettore,a mio modo di vedere si tratta di accanimento.Sembra che questo sito voglia aumentare visibilità sparando sui prodotti famosi.(Ad esempio gli articoli sulle tic tac con il prezzo al kg,assurdo!)o l’annuale articolo sul kinder gransorpresa mini dove un ovetto che costa 3â

  3. Sono d’accordo con l’osservazione che sarebbe utile dare più spazio anche alla critica di altri prodotti : l’abbominevole "abitudine", ormai indotta stabilmente, di dare tè ai bambini anche piccoli, richiederebbe un po’ di discussioni…. Non è la caffeina che contraverrebbe all’uso pediatrico, ma i chelanti del Fe ……. E…. poi, ci sono decine di cibi industriali non proprio salutari.