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La lattuga nella Stazione Spaziale Internazionale (ISS) si coltiva e si mangia, ormai da anni

Lattuga spazialeMentre la NASA lancia il nuovo modulo per la simulazione della vita su Marte, in Arizona, e seleziona un equipaggio disposto a viverci dentro per un anno, nella Stazione Spaziale Internazionale (ISS) si coltiva e si mangia, ormai da anni, la lattuga. Non un ceppo qualunque, ovviamente, ma una lattuga particolare già nell’aspetto: rossa, anzi bordeaux, con una colorazione che ricorda quella delle barbabietole. La storia di questa lattuga, chiamata Oltraggiosa dal suo inventore proprio a causa di quelle tonalità di rosso così intense, e scelta già nel 2015 dalla stessa NASA, è stata raccontata dalla BBC, che ha ricostruito una vicenda che ha avuto inizio 40 anni fa, nel 1981. In quell’anno infatti Frank Morton, agricoltore dell’Oregon, appassionato di varietà atipiche delle molte verdure biologiche che cresceva nel suo terreno e poi rivendeva a chef e coltivatori entusiasti come lui, inizia a coltivare, tra gli altri, due tipi di insalata: la lattuga romana rossa e la riccia verde, senza particolari progetti. Alla fine della stagione conserva i semi, per il raccolto dell’anno successivo, e poi, a tempo debito, li pianta, separando le due varietà.

Ma quando le 200 piante di riccia verde giungono a maturazione, Morton si accorge che proprio nel centro della parte con la riccia verde c’è una pianta diventata rossa, sicuramente a causa dell’ibridazione spontanea di due semi. Il fatto incuriosisce il coltivatore, che raccoglie i semi di quella piantina e inizia a ripiantarli, aumentando nel tempo il numero e le tipologie di incroci, senza ricorrere a tecnologia particolarmente sofisticate se non la normale ibridazione, in qualche modo ripercorrendo le orme di Gregor Mendel con i suoi piselli.

Il risultato sono ricce sempre più rosse, che a stento vengono riconosciute dai sui clienti, convinti che si tratti di un qualche tipo di barbabietola e, alla fine, la varietà Outredgeous, che inizia a trovare un suo spazio nel mercato statunitense anche grazie alla vendita tramite un grosso distributore di sementi, Johnny’s Selected Seeds.
La NASA in quegli anni sta sperimentando, nella Stazione Spaziale Internazionale, la coltivazione idroponica in condizioni di microgravità, per fornire vegetali freschi agli equipaggi e per conoscere meglio la fotosintesi e in generale il comportamento delle piante nello spazio, e decide di includere nelle varietà studiate anche Outredgeous. I motivi sono almeno due: la colorazione rossa è ideale per l’illuminazione a LED fornita nei moduli idroponici, e a essa corrisponde un’elevata concentrazione di antiossidanti e sostanze potenzialmente molto utili per chi si trovasse a vivere lontano dall’atmosfera terrestre e con accesso limitati a verdure fresche. Ma Outredgeous ha anche un’altra qualità molto apprezzata dagli astrobiologi che studiano la vita al di fuori della Terra: per motivi ancora poco chiari, questa insalata è colonizzata molto meno di altre piante da batteri quali l’escherichia coli che, in condizioni come quelle dell’ISS (o delle biosfere) possono costituire un grave problema sia per gli equipaggi che per le altre piante messe a dimora. Per questo è ancora oggi tra i protagonisti di questo genere di esperimenti, e potrebbe entrare a far parte anche delle specie coltivate nel nuovo modulo dell’Arizona.

Intanto, conclude la BBC, Morton lavora su nuovi ibridi, per esempio a partire dalla lattuga iceberg, di cui avrebbe già ottenuto diverse varietà decisamente rosa.

© Riproduzione riservata. Foto: Nasa.gov

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Roberto La Pira

  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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