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Kinder Merendero: una lettrice chiede l’origine del latte che la Ferrero usa per la versione estiva dell’ovetto Kinder

casse supermercatiHo dovuto acquistare per le mie figlie due Kinder merendero (versione estiva degli ovetti) causa posizionamento ad altezza bimbi alla cassa del supermercato (li hanno presi senza fatica)*. Leggendo le informazioni sulla confezione ho notato che c’è scritto “latte proveniente esclusivamente da latterie d’eccellenza” ma non è specificato nemmeno se UE, ironicamente potrebbe perfino essere latte cinese. Come mai sui latticini come formaggi e mozzarelle è specificata la provenienza e invece in questi prodotti per bambini no? È possibile sapere dalla Ferrero se il latte è UE?
Elena

Di seguito pubblichiamo la risposta dell’azienda.

KinderConfermiamo che nel Kinder Merendero che ha acquistato la lettrice è stato usato solo latte europeo di qualità eccellente, controllata e garantita. La invitiamo, se crede, a entrare per maggiori dettagli nel nostro sito alla voce dedicata all’ingrediente “latte“.

Per quanto riguarda l’origine del latte in etichetta può far riferimento all’attuale normativa.
L’indicazione dell’origine del latte è dovuta solo per il latte tal quale e per il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero caseari elencati nel decreto del 9 dicembre 2016 del Ministero Politiche Agricole e Forestali e del Ministero dello Sviluppo Economico. I prodotti lattiero caseari di cui al decreto citato sono panna, formaggi, latticini, cagliate, yogurt, burro, latticello e siero del latte. Kinder Merendero non è un prodotto lattiero caseario ma un prodotto composito, dolciario e non rientra, quindi, tra i prodotti per cui tale indicazione è richiesta.

* Il Fatto Alimentare ha trattato più volte il tema delle avancasse, cioè gli scaffali in prossimità delle casse dei supermercati, pieni di dolci e snack, lanciando anche una petizione su Change.org per chiederne la rimozione e la sostituzione con alimenti più sani e bilanciati. Leggi approfondimento.

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15 Commenti

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    Una madre si chiede se la provenienza del latte nel “prodotto composito, dolciario, Kinder Merendero” provenga da latterie d’eccellenza UE così da avere rassicurazioni sullo snack che, obtorto collo, ha dovuto acquistare per le due piccole bimbe.

    Chissà se leggendo le informazioni sulla confezione le sia venuto qualche dubbio anche in merito agli altri ingredienti (18 in totale che ne fanno un prodotto ultra-processato) e qualche domanda sulla quantità di zuccheri aggiunti per porzione (10gr), o se sia bastata la rassicurante risposta dell’azienda per placare i suoi timori.

    Ingredienti:
    Zucchero, grassi vegetali (palma, karité), latte scremato in polvere (19,5%), farina di frumento, cacao magro (3,5%), germe di frumento, amido di frumento, pasta di cacao, estratto di malto d’orzo, emulsionanti: lecitine (soia); olio di girasole, proteine del latte, burro di cacao, aromi, agenti lievitanti (carbonato acido d’ammonio, carbonato acido di sodio), sale.
    Sul totale: latte scremato in polvere 19,5%; cacao 4,5%

    per pezzo:
    Kcal 110
    grassi 6,5gr (saturi 3,1gr)
    carboidrati 11.3gr (zuccheri 10,2gr)
    proteine 1,6gt
    sale 0,064

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      Sig.Claudio bravissimo mi ha tolto il commento di bocca.Condivido appieno:almeno questa mamma qualche
      domanda l’ha posta ma è una goccia nell’oceano. Complimenti ancora.

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      Mi auguro che lei non faccia le analisi a tutto ciò che acquista. Si ricordi, tutti i prodotti dolciari fanno male. Tutti, anche se fatti in casa!!!

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      MA come tutti fanno male? Pure quelli fatti in casa? Ma che dice scusi? Meno ingredienti ci sono, meno grassi ci sono meglio è!

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    Se una mamma desidera per i figli solo cibi con un profilo nutrizionale corretto, dovrebbe automaticamente scartare tutti quei prodotti dolciari in cui zuccheri e grassi figurano in prima posizione nell’elenco degli ingredienti, indipendentemente dalla qualità del latte usato.

    Mi fa morire dal ridere che uno si chieda se il latte è buono.

    Non basta certo quello a rendere il prodotto salutare!

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      Bravissimo, sono tutti diventati nutrizionisti. Ma per piacere!!!! Qualcuno non vi ha spiegato che tutti i prodotti dolciari industriali non spiccano per prodotti salutari? Certo, ci sono prodotti spazzatura come prodotti fatti con più coscienza ma restano sempre prodotti dolciari industriali.

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      Massimiliano Esposito

      La mamma che si preoccupa x i figli c’è e si vede.
      Se la merce esposta prima delle casse in modo strategico sfido chiunque abbia figli nel non comprarlo.
      Comunque parliamo di Ferrero con buona percentuale prodotti e azienda sana e molto scrupolosa ai minimi dettagli.

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      Bravo Alberto, da quando è nato il “problema “ Palm Oil tutti si son messi ad analizzare ogni singolo componente di un prodotto acquistato facendo richieste assurde.

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    Ranieri lucio Ulino

    Non fidatevi di questi colossi dolciari ,loro guardamo solo il profitto,

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    Siete deludenti. Change.org? È sempre colpa degli altri? Mio figlio non ha mai preso qualcosa perché era ad altezza bimbo. Io non sono mai stato costretto a comprare qualcosa. Ma per voi è sempre colpa degli altri.

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      Chiunque vende qualcosa lo fa per profitto. Dall’srtigiano al panificio, al negoziante e all’industria più o menogrande e strutturata DEVE farlo economicamente, altrimenti non ha ragione di esistere. L’industria strutturata ha molta più probabilità ed organizzazione per produrre in modo sano e corretto, e di imporre ai fornitori prodotti controllati, essendo a sua volta più controllata.quindi sfondiamo da tante balle e pregiudizi molti commenti di cui sopra

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      Ho notato che i prodotti in oggetto, nel mio abituale supermercato, sono collocati in prossimità degli erogatori dei numerini per il reparto gastronomia salumeria.
      A questo punto per difenderci, “conviene” usufruire dei servizi di ritiro della spesa offerti gratuitamente dalle catene di supermercati. Occhio non vede cuore non duole.

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    La madre scrive “ho dovuto acquistare….”, Ma dove è finita la figura del genitore che per il bene e la salute dei propri figli è disposto a dire “NO”.

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    Le aziende alimentari hanno una coscienza. E se ce l’hanno quando intendono a farla funzionare?
    Ci sono Grandi Aziende Alimentari (come quella citata dalla signora) che mettono in circolazione prodotti che valgono poco, che comunque nel suo retro dice quanto vale e quanto non.
    Perché, nonostante quello che riportano le etichette le persone continuano a preferire e consumare prodotti tossici per la salute?
    La madre che ha scritto alla redazione, anche se ha ceduto, ha agito conseguentemente di coscienza per capire il linguaggio ambiguo utilizzato dall’azienda.
    Allego il link che riguarda le ripercussioni legali per le quali Ferrero ha dovuto corrispondere a un nutrito numero di consumatori americani, un cospicuo risarcimento, dovuto alla pubblicità ingannevole, proprio come quella che continua a fare in Italia.
    https://www.google.com/search?client=safari&rls=en&q=ferrero+condannata+in+america&ie=UTF-8&oe=UTF-8

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    Se Ferrero risulta tra i più ricchi AL MONDO secondo voi ci sarà un motivo? Avete mai riflettutto sul fatto che Ferrero vende prodotti che non costano nulla a prezzi da gioielleria? Quanto può costare un bicchierino di tè? Quando può costare una scatola di TicTac? Quanto può costare, a livello di materia prima, un ovetto kinder… e via dicendo. Beh, fate due conti e poi tirate le somme.
    Comunque da parte mia, per quel che conta, da quando hanno imposto la politica dell’olio di palme, la Ferrero la ignoro in toto. (Complimenti al mio omonimo che ha scritto per primo!).