Cucchiai di legno con capsule e compresse; concept: integratori alimentari

Bocciata per l’ennesima volta la pubblicità di Kilocal, l’integratore alimentare di Pool Pharma che da anni colleziona censure per le bugie raccontate nei messaggi. Come al solito il lancio del nuovo integratore (Kilocal Armonia donna) è stato massiccio ed è apparso sulle pagine dei principali quotidiani nazionali. Il prodotto contiene un estratto di trifoglio rosso che secondo l’azienda “aiuta a ridurre il calo del desiderio”, e serve “per ritrovare l’equilibrio e l’armonia della coppia”.

In realtà secondo l’Istituto di autodisciplina pubblicitaria il messaggio “pubblicizza effetti e proprietà che esulano da quelli ad esso riconoscibili. Espressioni come ‘Per ritrovare l’equilibrio e l’armonia della coppia’, ‘aiuta a ridurre i cali di desiderio’ attribuiscono al prodotto proprietà non dimostrate”. Siamo di fronte a frasi senza senso prive di supporto scientifico, che però Kilocal usa abitualmente nella pubblicità. Anche la promessa di “combattere vampate di calore e sbalzi d’umore” è assolutamente inventata. kilocal armonia donna

I precedenti di Kilocal

La tragica realtà Kilocal è che siamo di fronte al tipico caso di un’azienda pluricondannata che ridicolizza l’operato dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria e dell’Autorità garante della concorrenza del mercato continuando la promozione dei suoi prodotti utilizzando bugie. Dal 2002 ad oggi il prodotto ha collezionato quattro censure (cinque con l’ultima) per motivi analoghi.

  • Nel 2002 l’Antitrust condannalo slogan in cui si diceva che “basta una pillola: di Kilokal per sconfiggere il grasso”.
  • Nel 2003 nuova  censura dell’Antitrust perché l’integratore veniva descritto come “la compressa del dopopasto”, che ha la proprietà di eliminare le calorie in eccesso prima che si depositano sotto forma di grassi.
  • Nel 2004 l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria ritiene ingannevoli le parole di uno spot che invita a “Non rinunciare al piacere della tavola, Kilokal preso dopo i pasti… riduce le calorie”.
  • Nel 2010 l’Antitrust censura il messaggio “Non rinunciare al piacere della tavola! Kilocal, preso dopo un pasto abbondante, riduce le calorie e sgonfia la pancia”.

La condanna dell’Antitrust

Nell’ultima condanna del 2010 l’Antitrust ha condannato la società Pool Pharma a una multa di 200 mila euro, ma la cosa non ha creato scompiglio. Secondo l’Antitrust in due anni sono stati mandati in onda 8.975 spot (332 in Rai, 744 in Mediaset, 1188 a La 7 e 6711 su tv private), 377 annunci radio e sulla carta stampata in testate come La Stampa, Il Giornale, Gente Gioia sono apparse 200 pagine. Nonostante il corposo numero di condanne, nessun giornale allora ha pensato bene di informare i lettori.

L’aspetto tragico di questa storia è che le notizie delle condanne di Pool Pharma si trovano su pochissimi siti internet e su qualche blog. I direttori delle riviste, dei programmi televisivi e dei quotidiani si sottraggono al dovere morale di informare i lettori, dimenticando che secondo le norme deontologiche il direttore è responsabile sia delle notizie, sia di quanto detto nella pubblicità.

La censura è datata 18 dicembre 2012 ma nessuna traccia si trova in rete, forse si tratta di una distrazione, ma più probabilmente di una colpevole dimenticanza.

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Martino
Martino
1 Gennaio 2013 07:05

Io un buon motivo per il quale i direttori di giornale o le reti tv non hano mai dato la notizia delle censure lo conosco: corrono il rischio di non avere più i soldi della pubblicità da parte di quella azienda e di tutte le altre simili che raccontano altrettante bugie. Eppoi di cosa ci lamentiamo? Non è l’era del "liberismo" sfrenato dove le "naturali" leggi del mercato consentiranno alle migliori aziende di sopravvivere e quelle "cattive" di soccombere?…..il tutto invece accade alle spalle di ignari cittadini che si fidano e che non accertano e verificano la reale funzionalità dei prodotti che acquistano!
Buon Anno!

Sergio
Sergio
1 Gennaio 2013 09:21

Se mi posso esprimere con franchezza l’autodisciplina è una bufala.

ketty
ketty
3 Gennaio 2013 00:26

Ma alla fine ‘sto kilocal a che caspita serve????

giorgia
giorgia
3 Gennaio 2013 17:33

Cara Ketty, questo prodotto non serve a un " caspita " di niente ! Serve a chi lo produce e un po’ a chi lo vende ! Io, sinceramente, non mi agiterei molto per le cosiddette " bugie" scritte e reclamizzate….. sono dello stesso tipo delle baggianate che vengono da anni dette dal famoso giornalista burlato da Crozza in RAI e dalle trasmissioni su i " misteri ": se i cittadini ci credono è affar loro !
Sono convinta che le persone, che comprano questo ed altri prodotti simili, siano le stesse che hanno creduto ai ….. Maya !…… :-)).
Sono anche d’accordo con Sergio.

Andrea
Andrea
8 Gennaio 2013 10:12

tutta una questione di marketing… l’anima del commercio !!!