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Il ketchup marziano è servito! Esiti positivi per l’esperimento realizzato da Kraft Heinz

ketchup, coltivazioni di pomodori in condizioni 'marziane'Per ora non si sa se e quando sarà messo in vendita, ma la sua presentazione ha attirato comunque la curiosità dei media, perché il successo ottenuto ha implicazioni che vanno al di là della notizia stravagante. Kraft Heinz ha reso noto che la versione marziana del suo celebre ketchup, la Marz Edition, è pronta ed è paragonabile al ‘prodotto terrestre’, al punto da aver passato tutti i test di qualità che di solito devono superare i lotti normali.

Il ketchup marziano è stato realizzato con pomodori coltivati in condizioni ambientali molto simili a quelle che si trovano su Marte per quanto riguarda la temperatura (più bassa di quella terrestre), la composizione del suolo, l’umidità, l’irraggiamento solare (più debole), tutte riprodotte presso l’Aldrin Space Institute del Florida Tech. Grazie alla collaborazione con 14 astrobiologi, a due anni dal lancio dell’esperimento, i risultati sono arrivati e saranno oggetto di tre lavori di approfondimento che dovrebbero essere resi noti nelle prossime settimane, in modo che tutta la comunità scientifica sia a conoscenza dei progressi fatti nella coltivazione di un vegetale così importante in condizioni finora ritenute proibitive.

ketchup, astronauti con cibo
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Il ketchup Heinz non è un neofita dello spazio. Da anni questo prodotto è infatti presente sulla stazione spaziale internazionale, dove aiuta gli astronauti ad aggiungere un po’ di sapore familiare a cibi che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono disidratati e scarsamente appetitosi. Per questo l’azienda ha chiamato Mike Massimino, uno dei veterani dell’Iss, come testimonial della Marz Edition e ha ricordato come già si pensi di coltivare i pomodori sull’Iss, dopo i fiori, l’orzo, il cavolo e i peperoncini verdi con i quali l’estate scorsa sono stati preparati dei tacos. A breve potrebbero quindi esserci tutti i componenti principali della salsa, che potrebbe quindi anche essere realizzata completamente a bordo, a partire dai semi.

Secondo Andrew Palmer, capo del Florida Institute of Technology, l’importanza di questo risultato sta nel fatto che, a differenza delle precedenti, questa è una coltura per un impiego a lungo termine e potrebbe essere utile per migliorare la dieta degli astronauti durante i viaggi di lunga durata e per il sostentamento di futuri coloni spaziali ma anche, attualmente, allo scopo di indicare nuove strategie per coltivare pomodori sulla Terra in condizioni sempre più difficili.

© Riproduzione riservata; Foto: Heinz, Roscosmos

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Roberto La Pira

  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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Un commento

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    Già non mi piace quello terrestre, figuriamoci il ketchup marziano.

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