Un uomo toglie o mette granuli di kefir in un vaso di latte o kefir fatto in casa

Le fermentazioni domestiche non garantiscono gli stessi standard dei prodotti industriali: contaminazioni e cattiva conservazione possono favorire microrganismi patogeni, soprattutto nei soggetti più vulnerabili.

Quando prepariamo in casa yogurt e kefir, le colture microbiche che si sviluppano sono sicure e utili per la salute, oppure rischiamo contaminazioni con microrganismi dannosi? Questa domanda, rivolta da un lettore, solleva un problema di sicurezza che riguarda qualsiasi operazione venga svolta in cucina, ma in particolare processi come le fermentazioni che comportano lo sviluppo di colture microbiche e riguardano alimenti da consumare crudi.

Le preparazioni casalinghe in generale sono apprezzabili perché non contengono additivi come emulsionanti e conservanti, inoltre preparando questi alimenti in casa possiamo controllare la qualità degli ingredienti e tenere sotto controllo la quantità di grassi, zuccheri e sale. Ma siamo sicuri di lavorare bene, oppure corriamo qualche rischio? Abbiamo parlato più volte di conserve vegetali e di marmellate, oggi parliamo di yogurt e kefir.

Come si fanno yogurt e kefir

Lo yogurt si può preparare in casa mescolando con il latte uno yogurt che agisce come ‘starter’ e conservando la miscela per 12 ore all’interno della yogurtiera, contenitore che la mantiene a una temperatura di 40-45 °C. Il kefir è una bevanda a base di latte fermentato, contenente una miscela di microrganismi diversi, più fluida dello yogurt, che sta registrando un successo crescente. Al supermercato lo troviamo al naturale oppure alla frutta, con diversi marchi e formati, ma si può produrre anche in modo casalingo utilizzando latte e specifici fermenti che si presentano sotto forma di granuli. Esiste anche il kefir d’acqua, preparato a partire da acqua zuccherata o succo di frutta ma ora consideriamo in particolare quello di latte.

I granuli di kefir, che si possono acquistare nei negozi specializzati in alimenti biologici, si devono mescolare con il latte (vaccino, ovino o caprino, non vegetale), all’interno di un barattolo che viene conservato a temperatura ambiente. È necessario aspettare circa 24 ore lo svolgimento della fermentazione, poi il kefir può essere consumato, dopo aver filtrato la miscela, per raccogliere i granuli.

Una persona apre o chiude un barattolo di yogurt fatto in casa, sullo sfondo una yogurtiera
Per preparare lo yogurt in casa si utilizza una yogurtiera, che mantiene la miscela di latte e starter a una temperatura di 40-45 °C

 

In generale, si è portati a pensare che yogurt e kefir preparati in modo casalingo siano più ricchi di fermenti vivi rispetto ai prodotti che troviamo al supermercato, ma è vero?

“Assolutamente no. – Sostiene Antonello Paparella, ordinario di microbiologia degli alimenti nel Dipartimento di Bioscienze e Tecnologie Agroalimentari e Ambientali dell’Università Teramo. – La vitalità dei microrganismi dipende da una serie di condizioni, fra cui la conservazione delle colture microbiche prima dell’uso: nel caso dei grani di kefir, in particolare, l’ambiente acido e una bassa temperatura possono ridurne la vitalità. Influiscono anche le caratteristiche del latte usato per l’attivazione, e le procedure adottate. Il risultato, per esempio, cambia a seconda che si usino colture commerciali o colture ottenute da precedenti fermentazioni. La vitalità dei fermenti infine dipende dallo stato di salute dei ceppi, perché questi microrganismi utili possono ammalarsi.”

Quando si producono questi alimenti in modo casalingo, il risultato non è sempre lo stesso, ma risulta piuttosto variabile. I grani del kefir si modificano nel tempo oppure i ceppi microbici rimangono gli stessi?

“I grani di kefir possono modificarsi nel tempo – spiega Paparella – sia per effetto delle condizioni di conservazione, sia a causa di infezioni che possono interessare i batteri lattici presenti. In teoria i grani di kefir possono essere conservati per settimane refrigerati e per 12-18 mesi congelati, ma nella realtà, soprattutto se si congela e non si segue un’accurata procedura di riattivazione, la loro efficacia può notevolmente ridursi. Densità, sapore e aroma dello yogurt e del kefir industriali dipendono da un complesso equilibrio di fattori, che l’industria riesce a controllare in maniera molto più efficace di quanto non sia possibile fare a casa.”

kefir latte latticini prebiotici Depositphotos_137164760_L
I grani di kefir possono modificarsi nel tempo sia per effetto delle condizioni di conservazione, sia a causa di infezioni dei batteri lattici

I ceppi batterici si possono contaminare durante la preparazione casalinga?

“La contaminazione durante la lavorazione rappresenta il principale problema nello yogurt e nel kefir fatto in casa, dove, malgrado tutte le precauzioni, è impossibile assicurare lo stesso standard di sicurezza del prodotto industriale. Gli studi fatti nei Paesi dove esiste un’ampia tradizione di produzioni casalinghe dimostrano che i prodotti preparati in ambiente domestico hanno mediamente una qualità igienica inferiore, al punto di non poter essere raccomandati per consumatori a rischio come l’anziano, l’immunocompromesso e la donna in gravidanza, soprattutto nel caso in cui si utilizzi latte non pastorizzato. In particolare, le contaminazioni possono essere dovute a microrganismi patogeni quali Salmonella enterica, Listeria monocytogenes ed Escherichia coli.”

Cosa possiamo fare per evitare contaminazioni?

“Gli accorgimenti da adottare sono semplici, ma non forniscono una garanzia assoluta di sicurezza del prodotto casalingo, perlomeno quando dovesse essere destinato a un consumatore a rischio. Innanzitutto, prima della preparazione, è necessario lavare con cura le mani e le superfici a contatto con il latte, che deve essere pastorizzato. Seguire con attenzione le istruzioni della yogurtiera (per lo yogurt) o quelle fornite con i granuli di kefir. Refrigerare immediatamente l’alimento, quando è pronto, in un contenitore pulito e chiuso, ponendolo nei ripiani centrali del frigo a 0-4°C. È opportuno, infine, consumare lo yogurt e il kefir entro 3 giorni.”

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos

0 0 voti
Vota
Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Feedbacks
Vedi tutti i commenti
0
Ci piacerebbe sapere che ne pensi, lascia un commento.x