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Integratori Juice Plus+: 1 milione di multa dall’Antitrust. Pubblicità ingannevole attraverso 600 gruppi segreti su Facebook

Juice plusGli integratori alimentari e i sostituti dei pasti Juice Plus+ sono stati pubblicizzati in maniera ingannevole attraverso i social media come Facebook e per questo motivo l’Antitrust ha sanzionato con un importo di un milione di euro le quattro società proprietarie dei marchi: The Juice PLUS+ Company Srl, The Juice PLUS+ Company Ltd, The Juice Plus+ Company Europe GmbH e The Juice Plus+ Company LLC.

L’accusa dell’Agcm è di avere adottato una strategia di vendita basata sulla condivisione sui social network di esperienze personali non veritiere relative ai prodotti dell’azienda. Tramite pagine Facebook e gruppi segreti, si svolgeva una forma di marketing occulto, in cui alcuni rivenditori Juice Plus+ su Facebook si presentavano come consumatori, quando erano in realtà venditori di prodotti. La sentenza dice chiaramente che Juice Plus+ invitava i propri venditori “a proporsi come consumatori, facendo largo uso dei social network, costruendo la propria immagine pubblica di venditore/consumatore, senza insistere sulla necessità di palesare le finalità commerciali e pubblicitarie perseguite, al fine di suscitare interesse nei potenziali clienti per portare poi la conversazione in ambienti privati”. L’Antitrust ha anche accertato che Juice Plus+ ha diffuso informazioni ingannevoli sia sulle proprietà dei prodotti, sia sui risultati che si possono ottenere con l’assunzione, promettendo anche di curare alcune malattie e di far perdere peso in tempi rapidi.

Juice plusLa rete italiana è costituita da un gruppo compreso tra 20 e 30 mila persone che utilizza esclusivamente il canale della vendita diretta multilivello con una remunerazione che prevede commissioni e bonus sulle vendite proprie o dei venditori che sono stati reclutati. I post all’interno dei gruppi Facebook che potevano contare su 35 mila iscritti sono percepibili in molti casi come la narrazione dell’esperienza personale di consumatori che hanno assunto i prodotti ottenendo risultati mirabolanti. In altri casi, i post sono ascrivibili a un amministratore del gruppo che riporta esperienze dirette di consumo oppure condivide quelle di altri consumatori. La trasmissione svizzera Patti Chiari aveva esaminato il mondo dei gruppi segreti di Facebook già due anni fa (ne abbiamo parlato qui).

In entrambi i casi, i messaggi presentano un contenuto enfatico circa l’efficacia dimagrante o curativa dei prodotti. Ad esempio, nel gruppo segreto Facebook denominato “Il cambiamento di uomini e donne” con circa 5.000 membri, si afferma che “la maglietta è la stessa, Salvatore è lo stesso, ma con 30 kg in meno in tre mesi, senza rinunce grazie a questo fantastico programma”. Un altro post riporta la testimonianza di Marina “Ipotiroidismo KO. Grazie JP per avermi cambiato la vita”. Una signora scrive “non solo ho perso 15 kg ma ho ridotto di moltissimo le vampate”, e in un altro post si afferma “da 40 anni con diabete mellito tipo 1, grazie a premium ho stabilizzato la glicemia”.

Nel gruppo segreto Facebook denominato “Trasforma la ciccia in roccia”, con circa 30.000 membri, un post condivide il risultato del dimagrimento di 5 Kg, annunciando “ho risolto i miei problemi di colesterolo (…) per tre anni insieme al mio medico non abbiamo risolto nulla. Giorni fa ho rifatto le analisi e miei valori sono perfetti”. In un altro post una signora, nel raccontare il dimagrimento della figlia, aggiunge “lei soffriva di dolori, vomito, disidratazione nei giorni del ciclo, eravamo tutti i santi mesi al pronto soccorso… da quando sta facendo il programma non si accorge nemmeno di quando arrivano”. In altri post si rappresentano esperienze di perdita di “24 Kg in 3 mesi”, di “16 Kg in tre mesi mangiando 5 volte al giorno” e “senza rinunciare a niente”, il passaggio da una taglia XL alla M senza più problemi di tiroide, “da 106 Kg a 87 Kg” in tre mesi. Un altro venditore, conversando con una donna in allattamento, insiste sull’assenza di controindicazioni dei prodotti Juice Plus+, in quanto completamente naturali, suggerendo l’utilizzo dei pasti sostituivi per dimagrire. Per rendersi conto di quanto sia ramificato il sistema di vendita basta dire che la stessa JuicePlus nel dicembre 2018 stimava 6-700 gruppi segreti presenti su Facebook.

Per queste ragioni l’Autorità ha sanzionato le quattro società della galassia Juice Plus+ per un milione di euro. La cifra è elevata ma è ben poca cosa se riferita al fatturato delle quattro aziende implicate nel provvedimento. Secondo gli ultimi bilanci disponibili The Juice PLUS+®Company S.r.l., The Juice PLUS+® Company Ltd, The Juice Plus+® Company Europe GmbH e The Juice Plus+ Company LLC hanno fatturato rispettivamente 70 milioni, 140 milioni, tra i 170 e i 230 milioni e tra 200 e 400 milioni di euro.

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  Sara Rossi

Sara Rossi
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2 Commenti

  1. Avatar

    L’autorità di controllo fa giustamente il suo mestiere. Dopodiché segnalo: diete miracolose, integratori alimentari, sostituti dei pasti, vendita multilivello, addirittura metodi “carbonari” (e non in senso alimentare stavolta…): siamo nel 2019, nel mondo dell’informazione globale. Dobbiamo difendere sempre gente imbecille che crede alla terra piatta? Abbiamo uno dei sistemi sanitari migliori del mondo, ma i furbi devono andarsela a cercare

  2. Avatar
    olimpia ammendola

    ho seguito la dieta Juice plus per alcuni mesi e mi sono trovata bene. ho perso 8 kg in 4 mesi. oltre alla perdita di peso mi sono sentita molto più in forma. Le osservazioni che vengono fatte sul metodo di vendita sono pertinenti ma non mi sembra che sia una prerogativa di questa società o dei gruppi di vendita che si sono organizzati. Non sono una venditrice di questi prodotti mi sono semplicemente limitata a consumarli per un periodo di tempo. Non ho particolare interesse nè a difendere nè ad accusare questa organizzazione di alcunchè. Le accuse che ho letto relative alla vendita di questo prodotto potrebbero riguardare tranquillamente l’intero sistema di marketing che ogni giorno ci viene propinato dalla televisione pubblica. La pubblicità in quanto tale crea bisogni indotti, convince il consumatore della bontà di questo o quel prodotto facendo leva sull’irrazionalità della persona. se i venditori della juice plus si sono macchiati di qualche reato è tutta la pubblicità che dovrebbe essere messa sotto accusa o quanto meno riformata.