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Integratori No Dol, censurato la pubblicità. Secondo lo Iap può indurre in errore i consumatori

No Dol integratore alimentare integratoriLa comunicazione relativa agli integratori alimentari No Dol è suscettibile di indurre in errore i consumatori sulle caratteristiche e gli effetti dei prodotti pubblicizzati”. È questo il parere del Comitato di controllo dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria che ha censurato lo spot diffuso nel mese di novembre 2020 sulle reti Mediaset dalla società Esi Spa sulla base dell’articolo 23 bis del codice sulla pubblicità degli integratori.

Secondo il giudizio dello Iap, la promessa vantata “per dolori articolari e muscolari” potrebbe portare ad attribuire ai prodotti inquestione proprietà che vanno oltre a quelle di un integratore alimentare. Si tratta, tra l’altro, di un’interpretazione che potrebbe essere favorita anche dal nome stesso dei prodotti, “No Dol”. “Il messaggio – scrive il Comitato di controllo – lascia intendere un’efficacia inverosimile e risolutiva degli integratori alimentari, che possono vantare unicamente un’azione di mantenimento di una situazione normale e non di soluzione a condizioni patologiche.

Nella comunicazione – precisa lo Iap – manca il riferimento alla necessità di un controllo medico per una precisa valutazione della propria condizione e, ove necessario, di un corretto approccio terapeutico, risultando perciò pericolosa in quanto può indurre il pubblico a trascurare le normali regole di prudenza e a diminuire il senso di responsabilità in relazione alla propria salute”.

Si consideri, infine, che l’ingannevolezza della comunicazione deve essere valutata non solo per il contenuto della stessa, ma anche in considerazione del pubblico cui è destinata, costituito da consumatori particolarmente sensibili nei confronti di messaggi che promettono il sicuro e rapido ottenimento di risultati ambiti, e per questo motivo portati ad una decodifica più allettante ed illusoria delle promesse pubblicitarie, con la conseguente amplificazione dei profili di decettività.” conclude l’Istituto.

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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2 Commenti

  1. Avatar
    MATTEUZZI DIEGO

    Apprezzo molto le considerazioni fatte sul prodotto NO DOL CAPSULE ella ESI, anche perche’ ora viene commercializzatp un altro tipo di NO DOL prevalentemente a base di CURCUMA e la distinzione e l’uso non è facilmente comprensibile

  2. Avatar

    “ha censurato lo spot”

    Come risultato quindi non hanno ottenuto un accidente di niente, in quanto gli spot non durano in eterno come le montagne ma poche settimane, quindi la censura sarà certamente arrivata quando lo spot ormai non veniva più trasmesso da giorni.

    Sarà sempre troppo tardi quando capiranno che per sanzionare i comportamenti ingannevoli se non truffaldini non si deve agire sugli spot o con multe risibili, ma col sequestro immediato di tutti i prodotti interessati dalla pubblicità ingannevole, che verranno dissequestrati solo dopo che sarà stato emesso un nuovo spot che dica a chiare lettere che il prodotto NON CURA NESSUNA INFERMITA’.