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Integratori dimagranti, un’inchiesta di Altroconsumo rivela gravi lacune nei prodotti venduti online

Il mondo degli integratori dimagranti è una giungla e, soprattutto sul web, si può trovare di tutto, anche prodotti illegali. Lo dimostra un’indagine condotta da Altroconsumo su trenta prodotti acquistati online. La rivista ha verificato le etichette, scoprendo in un prodotto la presenza di anfetamina (classe di farmaci non ammessi negli integratori e nemmeno nei farmaci per dimagrire), un altro conteneva un estratto vegetale vietato in Europa, mentre due prodotti contenevano un principio attivo da usare solo sulla pelle e non da ingerire. Tra le sorprese non poteva mancare un integratore senza le sostanze attive dichiarate in etichetta.

Nella stragrande maggioranza dei casi le etichette degli integratori dimagranti si sono rivelate  incomplete. Gli acquisti (fatti nell’estate del 2021)  sono stati realizzati su varie piattaforme (Amazon, eBay, Alibaba/Aliexpress, Wish…), sulle quali si trovano anche prodotti provenienti da paesi europei ed extra Ue. Si tratta comunque di integratori che per poter essere commercializzati in Italia dovrebbero rispettare le nostre normative. Il caso più grave riscontrato riguarda Phenemine che contiene un’anfetamina dall’azione anoressizzante (ovvero in grado di ridurre l’appetito). Si tratta di un principio attivo in disuso da molto tempo a causa della forte dipendenza che può generare. Nell’etichetta la presenza di anfetamina viene dichiarata in maniera poco comprensibile con il termine ‘fenetilammina’, termine con cui si indica una classe molto ampia di molecole, tra cui le anfetamine. Vale la pena ricordare che gli integratori per legge non possono contenere farmaci, e tanto meno anfetamine, che sono classificate come stupefacenti e come tali vietate nei prodotti farmaceutici per dimagrire.

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Altorconsumo ha trovato integratori contenenti principi attivi da spalmare sulla pelle e non da ingerire

Nell’integratore Fast Burn Keto le analisi condotte da Altroconsumo hanno rivelato la presenza di unguento salicilico (composto da acido salicilico e paraffina), un farmaco usato per la psoriasi e l’acne (in minime quantità può essere usato anche in prodotti cosmetici, ma va applicato solo sulla pelle e non ingerito). Eppure in etichetta questo prodotto si definisce ‘integratore alimentare’ e indica di assumere ben due capsule al giorno prima dei pasti. La rivista ha trovato l’unguento salicilico anche in Exogenous Krtones Keto, commercializzato, almeno in apparenza, come cosmetico. Peccato che tutto faccia pensare a un integratore alimentare, ad esempio il fatto che si tratti di capsule. Leggendo l’etichetta sul retro si scopre che il prodotto è per ‘uso massaggi’. Sulla confezione si dice: “Aiuta a ridurre l’appetito”, “aiuta a bruciare i grassi”… come possa un massaggio avere questi effetti non è chiaro.

Green People Keto drops e Exogenous Keto BHB sono due integratori dimagranti che dichiarano la stessa composizione (sarebbe stato interessante capire se anche il produttore è lo stesso, ma Keto BHB non indica nulla in merito). Per entrambi i prodotti le sostanze presunte dimagranti o con altri possibili benefici sarebbero dieci (mango, tè verde, lampone, estratto di garcinia cambogia, ginseng e altri). Peccato che tra le funzioni di questi ingredienti non ci sia nulla che possa essere riferito  al dimagrimento.

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Le etichette di molti integratori sono incomplete o scorrette

Oltre alle analisi di laboratorio,  Altroconsumo ha controllato se sulle etichette compaiono le informazioni obbligatorie. Tutti i prodotti hanno presentato irregolarità, eccetto uno (Ultimate Italia New SCT stack). In molte confezioni le informazioni sull’etichetta erano solo in inglese o in altre lingue; spesso mancavano la data di scadenza, la denominazione ‘integratore alimentare”’ il nome e l’indirizzo del produttore o del distributore, la quantità delle sostanze contenute riferita alla dose giornaliera raccomandata.

La conclusione dell’inchiesta è che acquistare integratori dimagranti su internet può essere pericoloso. Non solo si trovano prodotti contraffatti, privi di sostanze attive, che non rispettano le regole sull’etichettatura; ma anche perché  possibile trovare integratori che contengono farmaci o sostanze pericolose. Per questo motivo la rivista ha segnalato i risultati  al ministero della Salute e anche  alle piattaforme online. Una risposta è arrivata da eBay che ha rimosso tutti i prodotti segnalati e ha comunicato di avere inoltrato ai venditori le informazioni relative alle irregolarità in etichetta, mentre Alibaba/Aliexpress ha annunciato di volerli rimuovere. Gli integratori non solo non fanno miracoli, ma non servono, perché per perdere peso bastano dieta ed esercizio fisico. 

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Acquistare integratori dimagranti su internet può essere pericoloso per la salute

Se si vuole comunque acquistarli ed evitare prodotti contraffatti, attenzione alla presenza delle informazioni obbligatorie: che siano in italiano e facilmente comprensibili. Importante poi rivolgersi a siti affidabili, in cui il venditore sia identificabile, verificando anche l’opinione degli altri utenti. Diffidare dei siti con errori grammaticali e/o traduzioni automatiche mal fatte; attenzione anche ai prezzi troppo bassi. Il campanello d’allarme dovrebbe scattare quando l’integratore promette di far dimagrire velocemente, mostra le immagini del ‘prima’ e del ‘dopo’, afferma che si può perdere peso solo assumendo il prodotto, senza cambiare abitudini. C’è anche chi garantisce i risultati, magari offrendo un rimborso se non si perde il peso sperato, promette di dimagrire durante la notte, vanta un generico ‘senza effetti collaterali’ o ‘completamente naturale’.

Il quadro descritto è chiaro – spiega Luca Bucchini di Hylobates, società di consulenza specializzata in prodotti alimentari – e risulta coerente con altri studi ed evidenze. Ancora oggi le piattaforme non offrono le garanzie minime che si aspettano i consumatori, che spesso le confondono per supermercati, mentre sono dei bazaar in cui i responsabili sono spesso evanescenti. Sicuramente alcune piattaforme si sono impegnate in questi anni, ma siamo ancora lontani a dei livelli di controlli rassicuranti anche sul piano della sicurezza. Speriamo che le nuove norme europee in approvazione portino un miglioramento”.

Le piattaforme non offrono le garanzie minime che si aspettano i consumatori

Purtroppo in Italia le autorità preposte al controllo non sono dotate di risorse e strumenti adeguati per combattere questi fenomeni. Si è scelto di privilegiare un approccio super-soft, basato sul controllo formale della pubblicità e non dei contenuti, considerando l’aspetto sanitario secondario. Non c’è qualcuno che fa controlli analitici, nonostante la buona volontà dei funzionari del settore. Gli integratori alimentari per la perdita di peso sono in ogni caso prodotti molto delicati, e anche in caso di composizioni conformi, indipendentemente dai dubbi sull’efficacia, bisogna ricordarsi che la formulazione e il controllo della qualità devono essere attentissimi.

Il consumatore – continua Bucchini – non dovrebbe sentirsi ‘furbo’ nell’acquistare prodotti non conformi. La mancanza di un’etichetta in lingua italiana,  non è un dettaglio da poco. Si tratta di un indizio importante. Se un’impresa non sa quello che fa, non sa dosare gli ingredienti, e magari non sa cosa c’è nel prodotto”.

© Riproduzione riservata; Foto: AdobeStock, Altroconsumo

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Roberto La Pira

  Sara Rossi

giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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