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Integratori alimentari: inutili e dannosi? Nuovi studi fanno il punto sulla situazione

Capsule e capsule molli gialle, rosse e azzurre su uno sfondo blu; concept di farmaci e integratoriNegli ultimi anni il mercato degli integratori alimentari‍ (soprattutto multivitaminici) e degli alimenti ‘fortificati’ è in crescita, complici la considerazione che si ha di questi prodotti come di sostanze ‘naturali’, la facilità d’acquisto, che non richiede prescrizione medica e sempre più spesso è possibile anche al supermercato e, infine, la sottostima degli effetti collaterali (spesso non segnalati all’Iss). Il fenomeno si è accentuato notevolmente durante e dopo la pandemia da Covid 19, sulla scorta delle maggiori preoccupazioni riguardo alla salute condivise da gran parte della popolazione. Secondo le stime del Censis, nel 2020 la percentuale di italiani che hanno fatto uso di integratori alimentari e vitamine è aumentata del 12% arrivando a 32 milioni di consumatori e portando l’Italia al primo posto nel mercato europeo, con il 27% dei consumi, seguita dalla Germania (18%) e dalla Francia (8%).

Luca Pasina, responsabile del laboratorio di Farmacologia clinica e appropriatezza prescrittiva dell’istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, spiega: “Se non c’è dubbio che le vitamine siano necessarie per un corretto funzionamento dell’organismo e che la loro carenza debba essere corretta, non c’è alcuna evidenza scientifica che documenti il beneficio di un’extra-assunzione sotto forma di integratori nelle persone che non ne hanno un’effettiva e documentata carenza”. La convinzione dalla presunta valenza salutistica dei supplementi multivitaminici e minerali nel promuovere il benessere fisico, ritardare l’invecchiamento e prevenire malattie come tumori, malattie cardiovascolari e declino cognitivo, ha fatto sì che questi prodotti siano sempre più impiegati dalle persone attente al proprio benessere, portando però al paradosso di un abuso controproducente. “In particolare – continua Pasina – l’eccesso delle vitamine liposolubili, quelle cioè che si depositano nel grasso corporeo, può comportare effetti tossici e persino aumentare il rischio di mortalità associato ad alcuni tumori”.

Donna guarda indecisa blister di pillole, mentre regge uno smoothie con l'altra mano
Da sempre gli esperti mettono in guardia sull’inutilità e persino sui rischi dell’assunzione di integratori in assenza di carenze nutrizionali documentate

Da sempre gli esperti mettono in guardia sull’inutilità e persino sui rischi legati all’assunzione di integratori in assenza di carenze nutrizionali documentate e senza l’informazione e la consapevolezza necessarie riguardo agli effetti collaterali diretti (dovuti per esempio alle interazioni alimentari e farmacologiche) o indiretti (legati al loro utilizzo come presunta alternativa ai farmaci tradizionali). Una nuova revisione effettuata dalla United States Preventive Services Taskforce, agenzia che fornisce al governo Usa le raccomandazioni per tutelare la salute dei cittadini, punta il dito contro l’integrazione costante con multivitaminici e minerali per un presunto scopo preventivo e protettivo nei confronti di malattie cardiovascolari o tumori.

Analizzando più di 80 ricerche precedenti, i ricercatori hanno concluso che, sebbene nell’immaginario collettivo gli integratori siano considerati degli alleati contro alcune malattie, non ci sono prove certe che questi prodotti riducano il rischio cardiovascolare e la probabilità di sviluppare patologie tumorali più di quanto non facciano una dieta bilanciata associata a uno stile di vita sano. I risultati, pubblicati sul Journal of the American Medical Association, dimostrano l’infondatezza del trend incoraggiato finora dalla medicina americana verso un’integrazione di multivitaminici per tutti gli adulti.

integratori alimentari
Una dieta bilanciata e uno stile di vita sano sono tuttora le uniche forme di prevenzione dei tumori raccomandate dal Codice europeo contro il cancro

Gli studiosi statunitensi hanno sottolineato la necessità di un più attento controllo e di una migliore formazione dei medici e informazione dei pazienti, per un uso consapevole e funzionale degli integratori alimentari, unitamente all’imposizione di regole più stringenti per quanto riguarda l’etichettatura, che dovrà riportare indicazioni specifiche e veritiere sugli effettivi benefici e sui potenziali rischi. Una posizione analoga è stata assunta dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Airc), che sottolinea come le prove dell’efficacia antitumorale degli integratori siano ancora troppo deboli per raccomandarne l’uso a questo scopo ed esclude questa pratica dal Codice europeo contro il cancro, evidenziando piuttosto la necessità di mantenere le corrette abitudini di vita incoraggiate dall’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica e dal Movimento Slow Medicine.

Inoltre, uno studio condotto nel 2006 dal centro di oncologia senologica della Loyola University (Chicago) ha dimostrato che l’assunzione di integratori di antiossidanti durante la chemioterapia può persino rivelarsi controproducente, perché potrebbe aumentare la tossicità della chemioterapia o favorire le recidive. Poi, secondo alcuni studi osservazionali, l’uso di betacarotene da parte di fumatori o persone con esposizione professionale all’amianto potrebbe aumentare il rischio di sviluppare il cancro al polmone. Contrordine anche per quanto riguarda la vitamina D, ampiamente raccomandata per la salute delle ossa nella popolazione generale e, almeno dagli anni ’70, considerata fondamentale per prevenire soprattutto osteoporosi e fratture da fragilità ossea. Un nuovo studio, pubblicato sul New England Journal of Medicine, sembra infatti smentire quest’efficacia sia negli anziani che negli adulti sani. In tale studio i ricercatori hanno analizzato per oltre cinque anni più di 25 mila americani over 55, suddivisi in due gruppi a cui sono stati somministrati rispettivamente un placebo e vitamina D3 nella dose più comune in commercio. I risultati hanno dimostrato che, a prescindere dai fattori di rischio, in nessun sottogruppo si è registrata una riduzione significativa del rischio di fratture. L’efficacia della vitamina D per la prevenzione delle fratture sembrerebbe rilevante solamente nelle persone fragili, come gli anziani ricoverati nelle case di cura o i soggetti che non possono beneficiare dell’esposizione solare o hanno altri fattori di rischio.

Ragazza con occhi chiusi che rivolge il viso verso il sole, sullo sfondo, sfuocato, il mare. Concept: vitamina D, integratori
L’efficacia della supplementazione di vitamina D sulle fratture sembrerebbe essere rilevante solamente per le persone che non possono esporsi al sole

Come confermato anche dalla Linee guida del Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025, un individuo sano, con abitudini alimentari corrette e che non presenta carenze non dovrebbe ricorrere ad alcuna integrazione o supplementazione alimentare per mantenersi in salute. Bisogna inoltre considerare che, anche laddove sia necessaria, l’assunzione di integratori non è mai uguale per tutti e dev’essere valutata dal medico in base alle condizioni di salute e alle esigenze specifiche dell’individuo. Da ricordare, poi, che anche i prodotti a base di erbe ed estratti naturali non possono essere considerati del tutto innocui.

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Roberto La Pira

  Chiara Di Paola

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5 Commenti

  1. Premettendo che avere abitudini alimentari corrette non esclude purtroppo la possibilità di una dieta incongrua, poichè non tutti abbiamo un orto che coltiviamo direttamente o un laboratorio di analisi per verificare la salubrità dei prodotti acquistati, controllare il rispetto della catena del freddo, la corretta refrigerazione etc, l’uso attento e saltuario con dosi elevate ma discontinue di integratori, può aiutare ad evitare la mancanza di alcuni oligoelementi.
    Questa mia personale raccomandazione può essere presa in considerazione in maniera maggiore in chi è vegano – vegetariano e parlarne con il proprio medico per avere un suo parere.
    Va prestata particolare attenzione per le vitamine liposolubili onde evitare un eccesso di assunzione.

    • Condivido. Aggiungo solo che nell’articolo non si accenna ai rischi di assumere sostanze di dubbia salubrità, se non tossiche (vedi il biossido di titanio) a causa di additivi, coloranti, conservanti, eccipienti vari aggiunti. Che pur rappresenta un rischio.

  2. Veramente ci sono pubblicazioni solide sui benefici dell’integrazione con Vitamina D anche ad esempio per la riduzione del rischio di sviluppare patologie autoimmunitarie… sotto il link ad un articolo del 2022 relativo ai risultati di un trial clinico pubblicati su BMJ …

    Source:
    https://www.bmj.com/company/newsroom/vitamin-d-and-fish-oil-supplements-may-reduce-risk-of-autoimmune-disease-trial-finds/

  3. Salve. Faccio l’erborista da 35 anni, e da allora mi occupo di prevenzione a 360*.In questo articolo si paragona l’FDA (ente regolatorio americano) all’EFSA (entre regolatorio Europeo): quest’ultimo è molto più stringente per quanto riguarda la qualità degli integratori e i claims (le indicazioni e le avvertenze sull’etichetta, a garanzia del consumatore finale). Per quanto riguarda gli effetti, grazie alla mia lunga esperienza professionale posso affermare che l’uso costante di formule opportunamente consigliate da figure professionali di riferimento, porta benefici rilevabili e dimostrabili da analisi di routine. Le generalizzazioni tipiche di articoli come questo creano ancora più confusione: leggi inadeguate consentono la vendita di integratoti a personale non formato e incompetente (vendite porta a porta, vendite piramidali, la vicina di casa che vende integratori per “arrotondare”) alimentando un mercato sotterraneo con ovvie conseguenze negative sulle casse dello Stato e sulla salute dei consumatori. Senza parlare delle vendite on-line, grazie alla quali chiunque può accedere a integratori senza il consiglio professionale, ma con in fai-da-te molto spesso inutile e forse anche dannoso.

  4. Ragionamentonto del tutto opinabile e anti scientifico se non addirittura generalista che nulla ha a che vedere con la realtà scientifica e di tutti i giorni come si èvince dai commenti precedenti.
    Questo continuo attacco nei confronti degli integratori ma più in generale del naturale è frutto non di attente ricerche scientifiche ma di un disegno politico ed economico volto a distruggere il settore per tornare al monopolio del sintetico o di altro, negando l’evidenza scientifica.
    Paolo Pelini
    Erbochimico